Anna Maria Alfè

Anna Maria Alfè Psicoterapeuta Gruppoanalista, in relazione a questo determinato momento storico affronta il problema della paura del contagio, ed illustra gli elementi fondanti del pensiero gruppoanalitico. L’individuo isolato è un concetto astratto, in quanto il gruppo è determinante nel vissuto individuale a partire dalla nascita.  Durante il percorso di crescita assumiamo valori e una serie codici umanizzanti dalla madre al neonato, quindi la madre fornisce quelli che sono i codici umanizzanti che una società condivide.  Questi codici saranno poi condivisi con il gruppo di appartenenza. Questi ci consentono di riconoscerci come umani e di condividere con gli altri una modalità esistenziale. Questo aspetto è estremamente importante perché noi dipendiamo esclusivamente dalla relazione con l’altro, ed in ciò consiste l’aspetto ottimistico, della visione gruppoanalitica. L’essere umano ha bisogno di cooperare con gli altri esseri umani, per poter sopravvivere e per poter evolvere. Allo stesso tempo è necessario anche che si sviluppi una  parte che costituisce la nostra identità, ovvero l’aspetto originale creativo che costituisce il nostro stare al mondo e di intendere le relazioni.  Per questo è importante riuscire ad avere un pensiero individuale che si allontani da quello del gruppo. In questo periodo storico il pensiero principale è quello riguardante la paura del contagio, è necessario quindi cercare di allontanare questi pensieri negativi, attraverso idee creative che ci permettono di allargare i nostri orizzonti. 

Gemma Trapanese – Il Dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia

Gemma Trapanese direttore del Dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia, espone l’esperienza personale del suo percorso professionale. Laureata nel 1978 in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Psichiatria, iniziò la sua esperienza presso L’Ospedale Psichiatrico Frullone.  Le lente e faticose operazioni di dimissione dei pazienti, l’hanno portata ad entrare in contatto con le famiglie dei pazienti, facendola avvicinare sempre di più alle problematiche relazionali. Dopo questa esperienza iniziò un training di coppie e famiglie a Roma, approfondendo quindi il modello Sistemico Relazionale, ed iniziò poi a coniugare la sua formazione di coppie e famiglie secondo il modello Sistemico Relazionale con la Psicoanalisi.  Infatti, nel 2000, insieme ad altri psicoanalisti, fonda il Dipartimento di Psicoanalisi Applicata, interessati proprio alla ricerca della matrice relazionale della formazione psichica dell’individuo, riuniti inoltre intorno alla rivista “Interazione” Attualmente il Dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia, appartiene alla CFPP che è, la costola della Federazione Europea della Psicoterapia Psicoanalitica, nel settore pubblico il dipartimento organizza proprio all’interno della CFPP un corso di specializzazione non solo per gli psicoterapeuti già formati secondo il modello psicoanalitico ma anche psicoterapeuti per esempio con il  modello sistemico relazionale, cognitivo comportamentale o qualsiasi altro modello, interessati comunque raccogliere un’integrazione con un modello vicino, in particolare il modello psicoanalitico che è capace di poter cogliere quanto avviene veramente all’interno della relazione tra psicoterapeuta e coppia o psicoterapeuta e famiglia.

La Psicoterapia della Gestalt

Raffaele Sperandeo racconta della sua esperienza formativa professionale e di come si è avvicinato alla psicoterapia della Gestalt. Si laurea in Medicina e si occupa prevalentemente di neurologia, ma quando inizia a scoprire come gli aspetti emotivi delle persone determinano gran parte dell’evoluzione delle malattie anche di tipo organico, scopre che il suo interesse non è tanto il funzionamento del cervello ma quello della mente.  Inizia quindi una ricerca dei vari approcci terapeutici che avessero senso per una persona che aveva una formazione organicistica positivista. Inevitabilmente si avvicina alla psicoterapia della Gestalt in quanto è un approccio molto flessibile ed ha la capacità di consentire a chi se appropria di declinare la propria sensibilità, il proprio paradigma scientifico e la propria radice formativa in maniera efficacie all’interno di una terapia.

Ester Livia Di Caprio

Ester Livia Di Caprio espone la sua opinione sui temi della formazione e la sua personale esperienza come formatrice. Il formatore per definizione deve essere in una posizione di apprendimento quindi parte da una posizione basica che è la stessa di chi apprende. L’allievo a sua volta ha bisogno di apprendere dalla relazione con il formatore. Per essere un buon formatore c’è bisogno di una spinta motivazionale alla formazione, ovvero una spinta conoscitiva che in qualche modo deve essere trasferita al formando. La psicoterapia, quindi non è solo un apprendimento di tecniche, ma è una spinta motivazionale alla conoscenza e il compito del formatore sarà proprio quello di trasmettere questa dimensione.