Le conseguenze emotive del Covid-19

Sara Schiattone Dottoressa in Psicologia Clinica e Promozione della Salute, espone le conseguenze emotive del COVID-19 e la a relazione tra queste in un tipo particolare di tecnica chiamata ristrutturazione cognitiva, facente parte della psicoterapia cognitivo comportamentale. Il COVID-19 ha avuto un forte impatto a livello psico-sociale nella vita di tutti noi basti pensare al lockdown, al distanziamento sociale e alla chiusura di enti istituzionali.  Per capire la sua portata drammatica nella nostra vita è stata condotta una ricerca il 10 ottobre 2020 giornata mondiale per la salute mentale, in cui emerge che molte persone in alcuni paesi europei hanno mostrato durante il lockdown sintomi di disturbi mentali. Questa ricerca ha coinvolto sei paesi europei: Italia, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania e Polonia. In particolare nei tre paesi più colpiti dal COVID-19, ovvero Italia, Spagna e Gran Bretagna, oltre il 60% delle persone durante il lockdown per più di 15 giorni ha cominciato a sviluppare sintomi di disturbi mentali  Come: disturbi del sonno, sintomi d’ansia come gli attacchi di panico e sintomi depressivi, come mancanza di energia nello svolgere quelle attività quotidiane che prima della pandemia venivano svolte in maniera più naturale e più serena. La sofferenza chiaramente non può essere eliminata ma come ci insegna Albert Ellis psicologo statunitense, la sofferenza può essere ridimensionata può essere vista come più tollerabile può essere vissuta come meno intensa.  Secondo Albert Ellis, infatti non è tanto l’evento che scatena sofferenza, ma è il pensiero che noi attribuiamo all’evento che scatena una conseguenza emotiva. Per questo motivo ha fondato negli anni 50 la Rational Emotive Behavior Therapy, terapia razionale emotiva, credendo che ci fosse una forte correlazione tra commozione, emozione e comportamento. 

Il potere della psicologia al tempo della rivoluzione digitale

La psicologia è la risposta alla lacuna emozionale di una società digitale plasmata e trasformata dalla rivoluzione tecnologica degli ultimi vent’anni. La rivoluzione tecnologica e digitale degli ultimi vent’anni ha profondamente trasformato il nostro modo di comunicare, interagire, apprendere e vivere le relazioni. Non solo: la possibilità di fruire in qualsiasi momento di una mole illimitata di informazioni immediatamente accessibili ha modificato il nostro modo di reagire agli stimoli e di prendere decisioni. Abbiamo subito e/o accolto il cambiamento senza essere pienamente in grado di gestirlo e abbiamo lasciato i nativi digitali a sperimentare la rete, in particolare i social network, da autodidatti, senza un modello educativo a cui ispirarsi. Si è creata così una frattura tra il mondo reale e virtuale a cui le persone si sono progressivamente adeguate, dando vita al fenomeno della “società digitale” La psicologia ha avuto e ha tuttora un ruolo fondamentale in questa transizione, per aiutare gli individui a rimettersi al centro dell’ecosistema e riappropriarsi del proprio essere, con la consapevolezza che la tecnologia è un efficace ma mero strumento e che i social network sono un mezzo di comunicazione ed espressione della propria autenticità. In questo marasma di stimoli e informazioni è necessaria un’educazione emozionale per non essere governati dal fenomeno, ma diventare consci delle grandi opportunità dell’innovazione ed essere preparati ai rischi di un uso improprio o superficiale. Solo così potremo andare verso la rivoluzione del futuro, una società nuovamente “human-centric” ma con l’ausilio del digitale.