Osservare e comunicare per includere in Didattica a Distanza

di Maria Anna Formisano e Maria Cristina Oliva da Psicologinews Scientific Introduzione La Didattica a Distanza – DaD – lanciata con la fase della pandemia da Covid-19 e prevista dal Dpcm dell’8 marzo 2020 per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, si è rivelata uno strumento molto utile, non solo per rispondere alle esigenze psicopedagogiche generali, ma anche per garantire e implementare pratiche inclusive psicoeducative per tutti, nessuno escluso. Già l’Art.3 della Costituzione assicura uguaglianza formale e sostanziale a tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di opinioni politiche, in virtù del fatto che tutti hanno diritto a conseguire esperienze di crescita individuale e sociale, poiché l’uguaglianza è il valore d e l l a d i v e r s i t à . A l l a b a s e del l ’ inclusione vi è l ’ impegno psicopedagogico dell’intera comunità scolastica, che si attiva sinergicamente per garantire la piena partecipazione individuale e collettiva di tutti gli allievi con bisogni educativi speciali. Ciò suggerisce, dunque, la necessità di progettare learning environments virtuali che permettano a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali, biologiche e culturali, non solo di sentirsi parte attiva del gruppo di appartenenza ma anche di raggiungere il massimo livello possibile in materia di apprendimento. In questo ripensamento di pratiche psicopedagogiche inclusive si rende necessario la valorizzazione di una “pedagogia del controllo” o Mastery Learning (Bloom e Carroll,1974), fondata sul presupposto che la maggior parte degli allievi può raggiungere un alto livello di capacità di apprendere, a patto che si affronti l’insegnamento con sistematicità e sensibilità, che si aiutino gli allievi quando presentano difficoltà di apprendimento, che si dia loro il tempo sufficiente a conseguire la padronanza cognitiva e si stabilisca un cr i ter i o chiar o s u cosa s ia la padronanza (Bloom,1974). Per fare questo è necessario che gli insegnanti credano fermamente che la classe virtuale sia una Community of Learners, così come affermano A. Brown e J. Campione (1984), basata sulla condivisione delle risorse didattiche, morali ed intellettuali, sulla natura dialogica e distribuita dell’acquisizione della conoscenza e sul rispetto e la promozione delle d i f f e r e n z e , n e l l ’ o t t i c a dell’”inclusiveness”, dove tutti mostrano un atteggiamento positivo e lavorano fin dall’inizio sulla base di una motivazione intrinseca e una comunicazione efficace. P o i c h é l e p r o f e s s i o n i d i insegnamento devono affrontare richieste in rapida evoluzione, agli educatori sono richieste competenze sempre più ampie e sofisticate rispetto al passato. A livello internazionale sono s tat i svi luppat i numeros i strumenti progettuali e osservativi per aiutare gli insegnanti ad identificare i bisogni formativi degli allievi al fine di prendere in considerazione anche le difficoltà, di vario genere, presenti nelle nostre aule. Ne scaturisce l’esigenza di una progettazione formativa esplicita accurata, efficace ed efficiente, che vada oltre la mera visione strumentale dell’insegnamento. In altri termini, si tratta di predisporre il percorso didattico in piccole unità di studio (microcontents), piccole attività didattiche (microactivities) e porzioni di tempo ridotte (microtimes), al fine di risvegliare la curiosità intellettuale, il senso critico e l’autonomia di giudizio degli allievi. Per sos tenere tale ideologia p r o g e t t u a l e è n e c e s s a r i o c h e l’approccio psicoeducativo tenga conto di tutte le variabili che si inseriscono nel processo di insegnamento-apprendimento e che possono, in alcuni casi, compromettere il buon esito del percorso di formazione (successo formativo). Ogni persona e ancor più quella con bisogni educativi speciali, non può essere presa in considerazione come se fosse una monade ma va considerata all’interno di trame, di relazioni e di contesti comunicativi, che consentono un permanente dispiegarsi di autonomia/dipendenza intersoggettiva. Comprendere questo significa prestare attenzione al mondo dell’allievo, osservando il costruirsi della sua storia personale attraverso le dinamiche familiari, i luoghi di vita e la loro organizzazione, le figure significative, i codici comunicativi, i me d i a t o r i , l e r i s o r s e uma n e , economiche e psicologiche, la qualità di vita, i valori di riferimento, etc. (Pavone, 2014). A tal proposito appare lecito il principio psicopedagogico dell’accomodamento ragionevole, secondo cui le modifiche e gli adattamenti necessari non devono imp o r r e u n c a r i c o d i d a t t i c o sproporzionato o eccessivo, ma il riconoscimento delle potenzialità dell’allievo in quanto entità fisica e psicologica con peculiarità cognitive, affettive e sociali. In questo difficile compito è utile che il docente conosca i l potenziale di apprendimento dell’alunno con bisogni educativi speciali, al fine di definire con chiarezza i contenuti didattici, i traguardi formativi e gli obiettivi di apprendimento, controllando che le informazioni didattiche siano recepite da tutti gli allievi in maniera chiara, nell’ottica del dialogo educativo, della relazione comunicativa e della prospettiva osservativa. Per poter operare in questa direzione è necessario promuovere in DaD discussioni aperte e interattive rispetto alle tradizionali lezioni frontali (Katz e Lazcano Ponce,2008), poiché anche lo spazio virtuale è spazio relazionale, di espressione affettiva ed emozionale che rimanda ai differenti stati d’animo provati. Bisogna rieducare all’attenzione, alla concentrazione e anche alla relazional i t à on l ine perché nell’individuo vi è intrinsecamente la motivazione emotiva di entrare in connessione con gli altri per creare nuove dimensioni psicosociali. Se spostiamo l’attenzione sulla gestione psicodidattica di una classe virtuale è da ritenere che la padronanza degli strumenti culturali di base avviene attraverso una gestione innovativa degli spazi, s e c o n d o i p r i n c i p i d e l l a p o l i f u n z i o n a l