Strategie di trattamento per i disturbi specifici dell’apprendimento scolastico

di Chiara Viganò scientific sett ott 22 I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono problematiche di natura neurobiologica che comporta una compromissione significativa nell’acquisizione di abilità scolastiche, quali la lettura, la scrittura ed il calcolo. Il focus di tale articolo verterà sul fornire indicazioni circa strategie e metodologie che possono essere attuate per il trattamento di tali DSA. Innanzitutto, è importante specificare alcuni termini rilevanti nella pratica. La Consensus Conference – Raccomandazioni per la Pratica Clinica – 2007 (CCRPC- 2007) definisce come “presa in carico” il processo continuativo con cui deve essere garantita la coordinazione tra gli interventi affinché venga incentivata la riduzione del disturbo, l’inserimento sociale, scolastico e lavorativo del singolo. All’interno di questa cornice avviene il trattamento, definito quale insieme delle azioni volte ad incrementare l’efficienza di un processo alterato. Esso è guidato da un professionista sanitario che definisce alcune specificità riguardo obiettivi, metodologie e modalità di erogazione del trattamento stesso, il quale deve avvenire il più precocemente possibile e ultimato quando il suo effetto non cambia la prognosi naturale del disturbo. L’efficacia del trattamento dipende principalmente da alcuni fattori, quali: la gravità e la pervasività del disturbo, la motivazione al trattamento, la durata del trattamento e la rete di risorse. È considerato efficace nel momento in cui si evidenziano miglioramenti nell’evoluzione del processo [1]. In questo articolo si pone attenzione ai DSA p i ù comunemente riconosciuti: dislessia, disortografia e discalculia. La dislessia emerge generalmente all’inizio della scolarizzazione e causa una difficoltà nella lettura, e talvolta altresì nella scrittura, che non risulta fluente e corretta. Interventi efficaci devono avere determinate caratteristiche: – le abilità da insegnare devono essere rese esplicite; – devono essere intensivi: 15/30 minuti a sessione quotidiana per 1-2 mesi; – devono comprendere attività per promuovere le abilità metafonologiche e l’associazione tra grafemi e fonemi, esercizi per lo sviluppo del lessico e la lettura di testi [2,3]. Avendo affermato che bisogna tenere in considerazione la rapidità e la correttezza di lettura come elementi principali che caratterizzano tale problematica, è bene elencare le componenti che li determinano ed il relativo trattamento: – la discriminazione visiva e la selezione visuo-spaziale vengono valutate mediante il subtest “Ricerca di simboli” della Wechsler Intelligence Scale for Children (WISC-III). Per quanto concerne il trattamento per i soggetti al primo ciclo di scuola primaria s i consiglia l’uso delle schede dell’Area DV del Trattamento del le difficoltà di lettura di Cornoldi e gruppo MT (1992); mentre per soggetti più grandi si propongono programmi al computer che richiedono l’individuazione rapida di differenze e somiglianze visive, come Bachi spaziali e il software Occhio alla lettera di Vio e Moresco [1,4]; – il riconoscimento sublessicale o lessicale è esaminato tramite prove di lettura di parole e di non parole della DDE-2 (Sartori, Job e Tressoldi, 2007) [7]. Per il trattamento si consigliano programmi informatici in grado di facilitare il recupero delle corrispondenze fonologiche tra unità sublessicali o parole intere (es. software Tachistoscopio e Sillabe, Dislessia Evolutiva, Il trattamento sublessicale, WinABC e Instant Reader); – la denominazione dei grafemi s i verifica attraverso delle relative prove della DDE-2 [7]. Affinchè il trattamento sia maggiormente efficace è utile presentare al soggetto grafemi con una forma che suggerisce il fonema, con l’ausilio di software che presentino i grafemi in associazione alle loro corrispondenze fonemiche (es. Occhio alla lettera); -la fusione fonologica, cioè la capacità di mantenere in memoria fonologica a breve termine dei fonemi o sillabe fino alla completa fusione per estrarne una parola, si valuta tramite prove della batteria di Prove di requisito per la diagnosi di difficoltà di lettura e scrittura (PRCR-2, Cornoldi e Gruppo MT, 1995), prove di sintesi fonemica della Batteria di valutazione delle competenze metafonologiche (CMF, Marotta e Trasciani, 2004) o della Batteria di valutazione neuropsicologica per l’età evolutiva (BVN, 5-11, Bisiacchi et al., 2005) [4,5,6]. Tale componente può essere allenata tramite materiali differenti quali, carte, memory, ecc. oppure software come Il Jolly, Pescatore, Fondiamoleletterine [1]. La disortografia, invece, è un disturbo specifico di scrittura che si manifesta tramite difficoltà nella trascrizione in simboli grafici dei suoni che compongono le parole udite ed è riscontrabile a partire dai 7/8 anni. Generalmente è difficile che la disortografia si presenti senza che vi siano altre difficoltà di lettura e/o ulteriori problemi di apprendimento, essendo un’abilità che richiede l’acquisizione ed il controllo di ulteriori competenze afferenti diversi domini, come quello prassico, linguistico e cognitivo. Affinché vi sia una correttezza ortografica è necessario prendere in considerazione diverse componenti, per ognuna delle quali è comprensibile la definizione di un trattamento specifico: – per valutare la memoria e la discriminazione fonologica è possibile somministrare prove di discriminazione uditiva della BVN5-11 (Bisiacchi et al., 2005) o la Prova di ripetizione di non parole da ascolto della batteria PRCR-2 (Cornoldi e Gruppo MT, 1995). Per quanto concerne il relativo trattamento è necessario fare riferimento ad esercizi indicati dal logopedista [4,5]; – un ulteriore elemento concerne la segmentazione fonemica, cioè l’individuazione dei fonemiche compongono la parola ascoltata o pensata. La valutazione avviene mediante la somministrazione della prova di analisi fonemica della Batteria PRCR-2 (Cornoldi e Gruppo MT, 1995), della Batteria CMF (Marotta e Trasciani, 2004) o della Batteria BVN 5-11 (Bisiacchi et al., 2005) [6]. Per il relativo trattamento sono consigli abili esercizi presenti nell’area MUSFU (Memoria Uditiva Segmentazione e Fusione Uditiva) del programma per il trattamento della lettura di Cornoldi e Gruppo MT (1985). È possibile altresì creare da sé esercizi, quali “Arriva un treno carico di…”, oppure chiedere di riferire la parte più piccola della parola udita o chiedere i l risultato nel momento in cui si toglie il primo o l’ultimo suono di una parola [1,4,5,6]; – quando invece bisogna valutare la capacità di associare fonemi identificati tramite la relativa analisi con i grafemi corrispondenti, è importante comprendere innanzitutto se si è davanti ad una confusione visiva o visuo-spaziale oppure se la difficoltà è nell’associazione fonema-grafema. Ulteriore considerazione da tenere a mente riguarda il fatto che non sempre la corrispondenza fonema-grafema è biunivoca [1]. L a valutazione di tale