ADHD: disturbo da deficit di attenzione/iperattività

Cosa si può fare di fronte ad un bambino con ADHD? Scopriamo insieme caratteristiche e terapia. Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività rientra tra i disturbi del neurosviluppo. L’ ADHD può persistere fino all’età adulta e, per questo, è definito un disturbo life-long. Gli elementi fondamentali che lo caratterizzano sono: difficoltà a mantenere l’attenzione; tendenza all’iperattività; impulsività. L’ADHD si presenta con disattenzione predominante quando il deficit attentivo risulta essere il problema principale. In particolare, l’attenzione selettiva, l’attenzione sostenuta e le funzioni esecutive (pianificazione e memoria di lavoro) sono deficitarie. Questo conduce ad avere problematiche nell’apprendimento, ma anche nello sviluppo di abilità cognitive come il problem solving e di strategie comportamentali che servano a creare relazioni soddisfacenti con gli adulti ed i compagni. L’ADHD con impulsività e iperattività predominante, invece, ha come elemento centrale il comportamento del bambino e la mancanza di autoregolazione. Questo comporta un’iperattivazione motoria, eloquio eccessivo, difficoltà di inibizione delle risposte e difficoltà nel rispettare regole e turni. Esiste in ultimo il tipo ADHD combinato che presenta entrambe le caratteristiche. Cosa fare in questi casi? Le linee guida SINPIA (2019) indicano che: “lo Scopo principale degli interventi terapeutici deve essere quello di migliorare il funzionamento globale del bambino/adolescente. In particolare gli interventi terapeutici devono tendere a: 1. Migliorare le relazioni interpersonali con genitori, fratelli, insegnanti e coetanei. 2. Diminuire i comportamenti dirompenti ed inadeguati. 3. Migliorare le capacità di apprendimento scolastico (quantità di nozioni, accuratezza e completezza delle nozioni apprese, efficienza delle metodiche di studio). 4. Aumentare le autonomie e l’autostima. 5. Migliorare l’accettabilità sociale del disturbo e la qualità della vita dei bambini/adolescenti affetti.“ In particolare, la terapia comportamentale viene raccomandata per i bambini in età prescolare. Essa prevede che i genitori e gli insegnanti (comunque gli adulti che gravitano intorno al bambino) imparino abilità e strategie tese a rispondere in modo efficace alle difficoltà di quest’ultimo (nell’impulsività, nello svolgimento dei compiti, nelle relazioni, nelle richieste). Gli interventi di formazione invece sono volti a sviluppare delle abilità nel soggetto. Su questo tipo di interventi sono state condotte meno ricerche rispetto a quelli dei trattamenti comportamentali; sarebbero dunque validi per gestire la disorganizzazione dei materiali e del tempo tipica della maggior parte dei giovani con ADHD.