La Sindrome di Cotard: alcune riflessioni psicodiagnostiche

di Lia Corrieri Everything here is so cold Everything here is so dark I remember it as from a dream. [Tutto qui è così freddo Tutto qui è così oscuro Lo ricordo come fosse un sogno] Mayhem, Freezing Moon,1989 8 Aprile del 1991 a Kråkstad, nella contea norvegese di Viken, venne ritrovato il corpo senza vita del ventiduenne Per Yngve Ohlin, noto al grande pubblico con lo pseudonimo, non casuale, di “Dead”, frontman dei Mayhem, uno dei più importanti gruppi black metal della storia del rock. Il caso, archiviato dalle autorità competenti come suicidio, fece molto scalpore negli ambienti musicali scandinavi, nei quali iniziarono a circolare anche copie della lettera di addio che il cantante indirizzò agli amici prima di morire e con la quale tentò di spiegare il drammatico gesto: “Nessuno comunque capirà il perché di tutto questo. Per dare qualche tipo di spiegazione, io non sono umano, questo è solo un sogno e presto mi sveglierò” (Johannesson & Klingberg, 2018). L’accaduto non colse però di sorpresa gli altri membri del suo gruppo musicale tanto che, in diverse interviste, alcuni musicisti della band ricorderanno che Dead era solito commettere atti autolesionisti, spesso manifestando umore depresso associato ad una percezione alterata di sé; in effetti in più occasioni si auto descriveva come una creatura non umana proveniente da un’altra dimensione, fino ad arrivare a definirsi un vero e proprio cadavere (Moynihan & Søderlind, 2003). Secondo alcuni Autori (Sanches et al., 2022), gli atteggiamenti, le credenze, i comportamenti e gli stati emotivi manifestati da Dead, testimoniati sia dalle sue parole che da quelle dei suoi conoscenti, potrebbero far ipotizzare l’esistenza di un quadro clinico raro, la cui prevalenza epidemiologica è inferiore all’1 % nella popolazione mondiale, denominato Sindrome di Cotard (López, 2022). Questa particolare condizione clinica venne descritta per la prima volta nell’opera Du délire hypocondriaque dans une forme grave de mélancolie anxieuse, e fu presentata il 28 Giugno del 1880 alla Société Médico-Psychologique dal neurologo, psichiatra e chirurgo militare Jules Cotard (1840- 1889), figura di spicco nel panorama medico della Parigi di fin de siècle, tanto da ispirare il personaggio del Profes sor Cot tard del la Recherche proustiana (Pearn & Gardner -Thorp, 2002; Pearn, 2003; Sanches et al., 2022). A partire dal caso clinico di una donna quarantenne, fermamente convinta di essere priva di organi interni, tra i quali il cervello, Cotard illustrò un complesso di sintomi che tendono a coesistere e a caratterizzare la specifica condizione clinica da lui individuata. Tra questi figurano la melanconia ansiosa (“depressione agitata”); la tendenza all’autolesionismo, che da automutilazioni può arrivare fino a veri e propri tentativi suicidari; le idee di possessione; le convinzioni di immortalità e deliri ipocondriaci di non esistenza o di devastazione di alcuni organi interni o dell’intero corpo o dell’anima o di Dio ecc. (Cotard, 1880; Cipriani et al., 2010). In un lavoro successivo, noto come Du délire des négations (1882), Cotard definirà la manifestazione clinica da lui individuata come un vero e proprio delirio nichilistico o di negazione caratterizzato dalla tendenza da parte del paziente a negare e/o rifiutare tutto ciò che viene detto o offerto fino ad arrivare, nella sua forma più estrema, a negare addirittura la propria esistenza nel mondo (Cotard, 1882; Berrios & Luque, 1995; Cipriani et al., 2010; Tomasetti et al., 2022), concetto questo che verrà successivamente approfondito dallo psichiatra francese Jules Séglas (Séglas, 1884; in Cipriani et al., 2010). Nonostante le descrizioni che Cotard fece di questa costellazione sintomatologica, essa non è attualmente riconosciuta come e t i c h e t t a d i a g n o s t i c a autonoma dai principali sistemi nosografici utilizzati nell’ambito della salute mentale, l ’ International Classification Disease (ICD) e il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) (Berrios & Luque, 1995; Cipriani et al., 2010; Tomaset t i et al., 2020). Sebbene alcuni Autori (Enoch & Trethowan, 1991) ipotizzino la possibilità concepire la costellazione sintomatologica come un quadro a sé stante nel caso in cui il delirio nichilistico sia preponderante, altri Autori (Saavedra, 1968) sostengono che tale manifestazione possa esser concepita come ulteriore espressione di altri quadri clinici, come i disturbi dell’umore/depressivi, condizioni psicotiche e casi in cui entrambe queste condizioni siano compresenti (Cipriani et al., 2010). A tal proposito, particolarmente interessante la riflessione proposta da Deny e Camus già nel 1906, per cui si ipotizza una forma primaria ipocondriaca della manifestazione clinica nella quale è centrale la dimensione corporea del delirio nichilistico, e una forma secondaria del quadro nosografico in cui appare invece preponderate la componente più specificatamente emotivo – affettiva (Cipriani et al., 2010). La distinzione tra forma primaria e secondaria della manifestazione clinica potrebbe offrire interessanti spunti di riflessione soprattutto nelle condizioni in cui la sintomatologia si manifesta in compresenza di condizioni mediche particolari, tra le quali si annoverano: intervento chirurgico al seno per fibroadenoma benigno (De Berardis et al., 2015), per lupus eritematoso sistemico (Pitta et al., 2021) e negli stati post Covid-19 (Ignatova et al., 2022). In letteratura è presente un caso clinico caratterizzato dalla comparsa del delirio di negazione, delirio tipico del quadro di Cotard, in gravidanza, ovvero in una condizione organica che, seppur fisiologica, può rappresentare comunque un periodo di transizione psicologicamente delicato caratterizzato anche da cambiamenti di corporei importanti (Walloch et al., 2007). Nel caso riportato dagli autori, alla paziente ventottenne che negava la gravidanza venne diagnosticato un quadro depressivo grave caratterizzata da sintomi psicotici (ICD-10; F32.3) nel periodo prenatale, dato che i sintomi deliranti apparivano correlati all’umore della paziente; la negazione della propria condizione di gestante, però, sembrava essere la dimensione significativa del quadro clinico complessivo (Walloch et al., 2007). Secondo gli stessi Autori, la sintomatologia riportata può rappresentare un caso di Sindrome di Cotard, intesa come delirio di negazione, in quanto le convinzioni della paziente circa la scomparsa della gravidanza o la morte del bambino possono esser interpretate come negazione delle funzioni corporee (Walloch et al., 2007). Al di là del suo riconoscimento quale quadro clinico e nosografico