La riforma della disabilità

Il 30 giugno 2024 è entrato in vigore il decreto legislativo noto come Riforma della disabilità.Tale norma sta attuandosi già in alcune province sperimentali per poi essere attivata su tutto il territorio nazionale a partire da gennaio 2027.L’aspetto interessante e innovativo della riforma riguarda l’introduzione di una visione della malattia e della conseguente disabilità in un’ottica bio-psico-sociale.Dalla nascita del welfare ad oggi, benchè ci sia stata una crescente attenzione alla disabilità volta all’inclusione e alla riduzione del disagio, la vera svolta nasce proprio con questo decreto. Fino ad oggi, infatti, la disabilità è il suo accertamento era vincolato ad una prospettiva esclusivamente di tipo biologico. La malattia era vista in ambito medico legale e il suo accertamento si esauriva su dei criteri prevalentemente basati su deficit e menomazioni. La Convenzione ONU sui diritti della persona con disabilità ha imposto questo cambiamento di prospettiva che umanizza la persona con disabilità. Essa, infatti, inquadra non solo la patologia e i sintomi correlati, ma introduce ulteriori strumenti che tengono conto anche degli aspetti psicologici e sociali vissuti. Si raccordano quindi diagnosi anche di tipo funzionale e partecipativo, sostenendo finalmente una visione d’insieme dello stato di benessere dell’individuo. Un cambiamento questo, significativo che si traduce in un procedimento di accertamento più snello e determinato da un’equipe in cui c’è anche il professionista delle discipline psicosociali.