Adolescenti tra pressione, responsabilità e paura di sbagliare

«Devo prendere un bel voto.»«Devo allenarmi di più.»«Devo organizzarmi meglio.»«Non posso perdere tempo.» Molti adolescenti crescono accompagnati da una lunga lista di doveri. Alcuni riescono a sostenerla, altri sembrano rinunciare e disinvestire. In entrambi i casi, però, il rischio è lo stesso: perdere il contatto con ciò che desiderano davvero. Negli ultimi anni si è parlato molto della pressione scolastica e delle aspettative elevate che gravano sui ragazzi. Tuttavia, la sensazione di dover continuamente dimostrare qualcosa non riguarda soltanto la scuola. Può estendersi allo sport, alle amicizie, alle attività extrascolastiche e perfino al tempo libero. Ogni esperienza rischia di trasformarsi in una prova da superare. Tra iper-responsabilità e deresponsabilizzazione Nella pratica clinica si osservano spesso due atteggiamenti apparentemente opposti. Da una parte ci sono ragazzi estremamente responsabili, attenti alle prestazioni e preoccupati di non deludere le aspettative. Faticano a concedersi pause, vivono l’errore come un fallimento e tendono a valutare il proprio valore personale attraverso i risultati ottenuti. Dall’altra troviamo adolescenti che sembrano disinteressati, poco motivati e poco coinvolti negli impegni quotidiani. Sebbene questi profili appaiano molto diversi, talvolta condividono la stessa difficoltà: il rapporto con la pressione e con il timore di non essere all’altezza. Quando ogni attività viene vissuta come una verifica, alcuni ragazzi cercano di controllare tutto. Altri, invece, smettono di provarci. Il diritto di fare qualcosa senza uno scopo L’adolescenza non è soltanto il periodo delle responsabilità crescenti. È anche una fase di esplorazione. Per capire chi si è e chi si vuole diventare, occorre poter sperimentare attività nuove, interessi, passioni e relazioni senza che tutto venga immediatamente valutato in termini di successo o fallimento. Molti ragazzi, però, sembrano aver interiorizzato l’idea che ogni esperienza debba produrre un risultato. Anche ciò che nasce come piacere rischia di trasformarsi in prestazione. In queste condizioni diventa difficile ascoltare la curiosità, il desiderio e la soddisfazione personale. Ci si concentra sul traguardo, perdendo di vista il percorso. Il ruolo degli adulti Genitori e insegnanti hanno il compito di trasmettere il senso della responsabilità, ma anche quello di aiutare gli adolescenti a costruire un rapporto equilibrato con le aspettative. Responsabilizzare non significa chiedere risultati continui. Significa accompagnare i ragazzi a confrontarsi con gli impegni senza far coincidere il loro valore con le loro prestazioni. Allo stesso modo, proteggere non significa eliminare ogni richiesta o ogni frustrazione. La crescita passa anche attraverso il confronto con i limiti e con la possibilità di sbagliare. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra sostegno e richiesta, tra libertà e responsabilità. Crescere non è solo riuscire In una società sempre più orientata alla performance, il rischio è che gli adolescenti imparino molto presto a raggiungere obiettivi, ma facciano più fatica a riconoscere ciò che li appassiona davvero. Crescere non significa soltanto diventare più efficienti o più produttivi. Significa anche poter esplorare, sbagliare, cambiare idea e scoprire gradualmente ciò che dà significato alla propria esperienza. Perché non tutto ciò che conta può essere misurato da un voto, una medaglia o un risultato. Bibliografia