Le difese nella relazione di coppia: quando l’intimità diventa distanza

«Se ci amiamo, perché stare insieme è diventato così difficile?»Molte coppie arrivano in terapia con questa domanda. Non sempre parlano di grandi tradimenti o di eventi drammatici. Spesso raccontano qualcosa di più sottile: discussioni che si ripetono, silenzi che si allungano, parole che feriscono più del previsto.Nell’immaginario comune si pensa che le relazioni finiscano perché l’amore è finito. Nella pratica clinica accade spesso qualcosa di diverso: l’amore c’è, ma non sempre riesce a proteggere la relazione dalle difese che ciascun partner porta con sé.Quando due persone si incontrano non portano nella relazione solo desideri e progetti. Portano con sé anche paure, modalità difensive apprese nel tempo e modelli affettivi costruiti all’interno della propria storia familiare.È proprio da questa osservazione clinica che nasce il libro L’inchiostro intruso. Amare senza perdersi. Riconoscere le paure che abitano la coppia, che esplora le dinamiche emotive che, nelle relazioni di coppia, possono trasformare l’incontro in distanza o incomprensione.Quando l’intimità attiva le difeseUno degli aspetti più paradossali delle relazioni è che proprio l’intimità — ciò che più desideriamo — può attivare le nostre difese più profonde.Quando la relazione diventa significativa, quando l’altro si avvicina emotivamente o quando si costruiscono progetti comuni, emergono spesso reazioni che sorprendono entrambi i partner: chi si chiude nel silenzio, chi diventa più critico, chi si allontana, chi alza la voce.Non si tratta necessariamente di mancanza di amore.Spesso sono modalità apprese nel tempo, tentativi di protezione dal rischio di sentirsi esposti, vulnerabili o non riconosciuti.Nel libro L’inchiostro intruso queste dinamiche vengono descritte come un “inchiostro intruso”: qualcosa che entra nella relazione e ne altera il significato, facendo parlare le difese al posto dei bisogni.Per questo molte coppie non si perdono perché non si amano, ma perché non riescono a riconoscere e attraversare quei momenti in cui le difese prendono il posto dell’incontro.Spesso queste difese non nascono nella coppia, ma affondano le radici nelle esperienze relazionali precedenti, in particolare nei modelli affettivi interiorizzati nella famiglia d’origine.In questa prospettiva, il problema della coppia non è solo il conflitto, ma ciò che accade quando le difese impediscono ai partner di restare presenti nell’incontro.Quando le parole non bastano: il linguaggio del corpoNella relazione di coppia non parlano solo le parole. Anche il corpo comunica continuamente.Il silenzio prolungato, la distanza fisica, la rigidità del corpo, l’evitare lo sguardo o l’innalzamento del tono della voce sono segnali che raccontano qualcosa di ciò che sta accadendo nella relazione.Spesso uno dei partner vive queste reazioni come rifiuto o disinteresse, mentre per l’altro rappresentano un tentativo di contenere emozioni difficili da esprimere.Imparare a riconoscere questi segnali è un passaggio importante nel lavoro terapeutico con le coppie, perché permette di dare significato a ciò che accade nella relazione prima che il conflitto diventi distruttivo.Restare senza annullarsiLa terapia di coppia non è un tribunale in cui stabilire chi ha ragione e chi ha torto. È uno spazio protetto in cui due persone possono fermarsi a osservare cosa accade tra loro quando l’incontro diventa difficile.Non sempre l’obiettivo è salvare la relazione a ogni costo. A volte il lavoro consiste nel capire se e come sia possibile restare nella relazione senza perdere sé stessi.Quando questo diventa possibile, il conflitto smette di essere solo un luogo di scontro e può diventare uno spazio di comprensione reciproca.Comprendere le dinamiche difensive che entrano nella relazione non significa eliminarle, ma riconoscerle prima che prendano il posto dell’incontro.Spesso la distanza tra due persone non nasce dalla fine dell’amore, ma dalla difficoltà di restare presenti proprio quando l’intimità ci espone davvero.Stefania PelosiPsicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionaleAutrice di L’inchiostro intruso