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ILLUSIONE AUDITIVA: QUANDO IL CERVELLO CREA SUONI INESISTENTI
di Ilenia Gregorio
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Sarà capitato un po’ a tutti di usare il phon e, improvvisamente, pensare di aver sentito suonare il campanello di casa, squillare il cellulare o addirittura sentir piangere nostro figlio che, in realtà, dorme beato nella stanza accanto. Questo fenomeno, comune a molti, può sembrare strano, ma ha delle basi scientifiche. Non si tratta di immaginazione, ma di come il cervello interpreta i suoni di fondo in certe situazioni.
Questa manifestazione rientra in ciò che si chiama illusione uditiva, una situazione in cui il cervello identifica erroneamente un suono familiare all’interno di un rumore bianco o continuo. Il rumore del phon è un esempio perfetto di rumore monotono e costante che può indurre il cervello a “riempire” spazi uditivi vuoti con suoni “familiari” che riconosce, come il trillo del telefono o il campanello di casa o il pianto di un bambino.
Il nostro cervello è predisposto a riconoscere i suoni che potrebbero avere un significato immediato o essere potenzialmente importanti, come qualcuno che ci chiama o un segnale d’allarme. Questo funzionamento rientra nella cosiddetta “Attenzione selettiva”: il cervello dà priorità ai suoni che considera rilevanti, anche se non sono realmente presenti. Così, mentre il phon crea un sottofondo costante, il cervello può interpretare alcune variazioni nel suono come un cellulare che squilla o il campanello. L’illusione uditiva può variare da persona a persona e dipende molto dalle nostre abitudini e dai suoni che ascoltiamo più frequentemente. Per chi vive in ambienti rumorosi, il cervello è abituato a filtrare informazioni, mentre in contesti più tranquilli può essere più difficile. Quando usiamo il phon, la combinazione tra l’attenzione verso il cellulare e il rumore di fondo favorisce questa falsa percezione. Potremmo dire che un’illusione uditiva o illusione acustica, è l’equivalente sonoro di un’illusione ottica: il soggetto sente suoni che non sono presenti nello stimolo o li percepisce in modo diverso da come sono prodotti. In breve, le illusioni uditive evidenziano le aree in cui l’orecchio e il cervello, come organi e strumenti sensoriali, differiscono nella recezione di un suono (in meglio o in peggio).
Le illusioni enfatizzano la natura interpretativa della percezione umana. Infatti, il nostro sistema percettivo cade spesso in inganno. Questo perché il nostro cervello non è una semplice finestra sul mondo che ci circonda, ma ricostruisce i dati forniti dai nostri sensi. Le illusioni sono infatti causate da una erronea interpretazione del cervello che, a quanto pare, è predisposto a cercare schemi e suoni familiari. Questo automatismo è un fenomeno adattivo, cioè un meccanismo che ci aiuta a riconoscere i segnali importanti anche in condizioni di rumore di fondo.