Autostima: come farla crescere nei bambini?

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Manca sempre, oppure è troppa o non è adeguata: ma come aiutiamo i bambini a sviluppare l’autostima?

Se l’argomento vi annoia, avete ragione: è abusato, se ne parla troppo e in modo spesso improprio. Ma questo è un piccolo decalogo pratico per aumentare l’autostima nei bambini, aiutandoli a sentirsi competenti. È come una vaccinazione, per gli eventi avversi del presente e del futuro: ed è alla portata di tutti farla crescere in figli e nipoti. L’autostima sarà la loro arma segreta, una vera e propria armatura di difesa e prevenzione contro le dipendenze e i comportamenti tossici in adolescenza; e attenuerà le cadute e le delusioni che la vita riserva a tutte le età. Servirà persino a potenziare il loro livello di risposta agli agenti patogeni, perché il sistema immunitario è sostenuto, tra gli altri fattori, anche da un buon livello di benessere psicologico. Cosa fare, quindi, per aumentare la famigerata autostima?

1) Iniziate da voi

Date l’esempio con il vostro modo di formulare le frasi. Trasformate l’affermazione: “non sono capace di …” in “non sono ancora capace di …” e riformulate anche quello che dicono di sé i bambini rispetto a un compito difficile. Questo gli trasmetterà l’idea che la competenza non è congenita, ma è un processo, spesso duro, ma affrontabile, di apprendimento.

2) Date compiti ai bambini

Scegliete delle attività che siano appropriate per la loro età e che gli diano la possibilità di impegnarsi, di sbagliare e riprovare, di sfidare se stessi, stando attenti ad offrire opportunità di riuscita, perché possano sperimentare un assaggio di successo. Insegnategli a cucinare un piatto dall’inizio alla fine e giudicate insieme i risultati.

3) Comunicate ottimismo

Secondo Martin Seligman, autore de “Il bambino ottimista”, i bambini pessimisti vedono gli ostacoli come permanenti, pervasivi e come risultato di una propria colpa. I bambini ottimisti, invece, vedono gli insuccessi come temporanei, specifici e modificabili, perché percepiti come comportamenti che possono essere cambiati. “I bambini imparano il pessimismo, in parte, da genitori e insegnanti, quindi è molto importante dare un esempio di ottimismo”. Faticoso? Certo, specie nei momenti difficili. Ma aggiungere “ancora” o “per ora” alla frase “non ci riesco” è uno sforzo fattibile, che porta grandi risultati.

4) Generalizzate i successi e specificate gli insuccessi

Se vostra figlia ha preso un brutto voto in storia, aiutatela a circoscrivere con una formulazione del tipo “oggi sono andata male in storia perché ho ripetuto poco”; se invece ha preso un bel voto, incoraggiatela a espandere la portata del successo. Invece di “oggi sono andata bene in storia perché ho studiato tanto”, trasformate in “sono brava a scuola perché mi impegno”, andando oltre l’episodio di un solo giorno e generalizzando la portata semantica del successo.

5) Siate specifici nell’apprezzamento

Dire semplicemente “bravo” o “benissimo!” è un incoraggiamento limitato e generico. Meglio una formulazione che descriva il comportamento desiderato e in questo modo lo rinforzi per il futuro. Ad esempio: “ sono super orgogliosa di te perché hai tenuto duro anche quando eri stanco e sei riuscito a finire tutto”.  

6) Non esagerate con le lodi

Gli esperti sono concordi nel dire che le lodi devono essere abbondanti, ma che esagerarne la frequenza è controproducente. Si parla di un rapporto 4:1 come ottimale: quattro apprezzamenti e una correzione. Le ricerche indicano che questo rapporto non solo aumenta i comportamenti positivi, ma crea anche un clima di collaborazione e di positività, che aiuta il bambino ad accettare e a utilizzare al meglio una correzione costruttiva, quando inevitabilmente arriva. Inoltre, ripara il bambino dalla frustrazione di non trovare sempre un incondizionato apprezzamento all’esterno del contesto familiare e gli dà gli strumenti per avere una percezione equilibrata di sé come capace, ma non onnipotente o destinatario di continua ammirazione.

Un ultimo suggerimento? Fidatevi della competenza dei vostri bambini: affiancateli, non anticipateli o sostituiteli. La fiducia è un ottimo motore per l’autostima. Non solo per i piccoli: anche per i “loro” grandi.