La società moderna è esposta al rischio

Gli ultimi studi sociologici definiscono quella attuale come la società del rischio. Beck, infatti, enfatizza il fatto che la società contemporanea ha delle nuove forme di rischio rispetto a quelle del passato. Nelle generazioni precedenti, i pericoli erano legati prevalentemente ad agenti catastrofici di tipo naturale, come le epidemie e le carestie. Attualmente, invece, i rischi sono di tipo tecnologico e soprattutto su larga scala. Rientrano in queste categorie l’inquinamento, i cambiamenti climatici, le crisi finanziarie e le pandemie. L’esposizione al rischio quindi diventa per così dire democratica, in quanto nessuno ne resta immune. L’inquinamento, ad esempio, colpisce tutti, anche chi lo produce, senza distinzione di confini o classe sociale. L’azione umana, la globalizzazione, il progresso scientifico hanno portato ad un cambiamento anche riguardo alle incertezze relazionali. Gli individui infatti, sembrano godere di una maggiore libertà di azione, svincolandosi da futuri precostituiti tradizionalmente. Allo stesso tempo, però, l’incertezza del domani ha reso le relazioni molto più precarie, basate su legami deboli evitando anche l’impegno sul lungo termine. Va, inoltre, sottolineato l’orientamento preso dalla politica nella gestione del rischio, in quanto ci ritiene comunque tutti responsabili. I problemi sistemici mondiali sono considerati anche conseguenze di scelte personali che si riflettono sulla collettività. La politica mondiale quindi ci orienta ad assumere atteggiamenti di responsabilità diffusa.

Quando l’amore è una certezza solitaria: La sindrome di Clerambault

Esistono forme di sofferenza psichica che mettono profondamente in discussione il nostro modo di intendere le relazioni. La Sindrome di Clérambault, o “erotomani, è una di queste: una condizione in cui una persona è convinta, con assoluta certezza, di essere amata da qualcun altro, spesso una figura distante, non accessibile o socialmente rilevante. A prima vista potrebbe sembrare “solo” un errore di interpretazione. In realtà, si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge identità, legami e significati profondi. Che cos’è la Sindrome di Clérambault La Sindrome di Clérambault è un disturbo delirante caratterizzato dalla convinzione incrollabile che un’altra persona sia innamorata del soggetto, anche in assenza di prove o addirittura in presenza di evidenze contrarie. Un aspetto centrale della Sindrome di Clérambault è che l’altro non è realmente incontrato: è costruito. La relazione non è reciproca, ma nemmeno completamente assente. È una relazione asimmetrica e immaginata, che tuttavia ha effetti reali. Dal punto di vista sistemico, possiamo dire che: In questo senso, la scelta di una figura irraggiungibile non è casuale: permette alla relazione di non essere mai davvero messa alla prova. Spesso la figura amata è distante, irraggiungibile, o occupa una posizione “più alta”. Non è un dettaglio: quella distanza protegge la relazione dal confronto diretto. L’altro non può davvero smentire, e quindi il legame può continuare a esistere, anche senza reciprocità. È una relazione che vive soprattutto nella costruzione interna, ma che ha effetti profondamente reali. Anche il rifiuto, quando arriva, non interrompe questa dinamica. Viene reinterpretato, riassorbito, reso coerente con la convinzione iniziale. È qui che vediamo un sistema che si mantiene da sé, integrando persino ciò che dovrebbe metterlo in crisi. Allora la domanda cambia: non è più “perché questa persona crede a qualcosa di falso?”, ma piuttosto “che funzione ha questa certezza nella sua vita?”. In molti casi, questa convinzione sembra rispondere a bisogni profondi di riconoscimento, di esistenza nello sguardo dell’altro, di stabilità identitaria. È come se, attraverso quella relazione immaginata, la persona potesse sentirsi vista, scelta, importante, senza esporsi davvero al rischio della reciprocità reale. Conclusioni Questo non significa banalizzare o giustificare il delirio, ma comprenderne il senso. Perché è proprio a partire da quel senso che diventa possibile un lavoro clinico. In terapia, infatti, il punto non è smontare la convinzione, ma creare le condizioni per cui quella costruzione diventi meno “forte”. Aprire altri spazi relazionali, altre possibilità di essere riconosciuti, altri modi di stare in relazione. La Sindrome di Clérambault, in fondo, ci parla di un bisogno universale portato all’estremo: quello di “esistere per qualcuno”.E ci ricorda che anche le forme più rigide della sofferenza sono, prima di tutto, tentativi, talvolta disperati, di mantenere un legame.

L’arte di sbagliare: gli adolescenti possono imparare a prendere decisioni consapevoli?

di Flavia La Gona L’adolescenza è una fase evolutiva della vita in cui emerge un forte desiderio di esplorazione, durante la quale gli individui sono chiamati a rispondere a svariati stimoli interni ed esterni. Tuttavia, gli adolescenti spesso si trovano ad affrontare la paura di sbagliare e la pressione di prendere le decisioni “perfette”. In quest’articolo, esploreremo quanto sia importante concedersi alcuni errori di percorso prima di imparare a prendere decisioni più consapevoli durante l’adolescenza.La paura di sbagliare è un sentimento comune tra gli adolescenti. Questa paura può derivare dalla pressione di conformarsi alle aspettative del mondo esterno tra cui, dei genitori, degli insegnanti o dei coetanei ovvero il gruppo dei pari, od ancora dalla paura di essere giudicati e criticati.La correlazione tra la ricerca del piacere e la possibilità di fare errori di percorso è molto stretta. Perché gli adolescenti tendono a fare errori?In primis per una mancanza di esperienza concreta sulle eventualità della vita e per una difficoltà a regolare le proprie emozioni ed in particolare l’impulsività.A livello neurologico vi è una riorganizzazione delle reti neurali che influenzano la regolazione emotiva che il comportamento in modo sistemico .Il desiderio di nuove emozioni ed esperienze è implicata nel cervello di un adolescente in quanto tramite alcuni studi si è constatato il ruolo di mediazione del neurotrasmettitore dopamina, che agisce sul sistema di ricompensa e gratificazione. Tale sostanza in questa fase di vita tende alla carenza all’interno del sistema dopaminergico in concomitanza allo sviluppo fisico e cognitivo ; questo meccanismo spiega come la ricerca di stimoli piacevoli ed immediati sia strettamente correlata con il sistema neuro-biologico.Sbagliare da la possibilità di allenare le proprie competenze che riguardano il pensiero critico e l’analisi dei rischi e dei benefici di una data situazione.Nel processo decisionale avere delle alternative di scelta riveste un importante peculiarità al fine di favorire il pensiero creativo aiutando i ragazzi a pensare in maniera originale ed ad allentare l’ansia e le pressioni che percepiscono tipicamente a quest’età.Ad esempio, la tecnica per prove ed errori aiuta a comprendere le proprie scelte tramite l’esperienza in quanto si impara a sviluppare nuove strategie dinamiche ed a tenere a mente le priorità dei propri bisogni.In tale direzione è utile sottolineare quanto sia fondamentale la spinta interna al cambiamento , quindi una motivazione intrinseca ed autentica .L’autore Maslow focalizza nella Teoria gerarchica dei bisogni la propedeuticità della motivazione che si sviluppa a partire dalle necessità primarie ai bisogni più elevati come quello di realizzazione .La teoria dell’autoefficacia di Bandura suggerisce che la percezione di sé come capace di gestire le sfide e di raggiungere gli obiettivi sia un fattore critico per lo sviluppo della motivazione e del comportamento.La sperimentazione dell’errore in questa fase evolutiva serve come “banco di prova” per saper scegliere i propri comportamenti in base alle situazioni più svariate, come per esempio, valutare le conseguenze di una condotta e ad utilizzare gli errori come frame di riferimento per produrre successive soluzioni creative.Gli errori possono fornire preziose informazioni ed aiutare i ragazzi a nutrire la fiducia in sé stessi e ad imparare dalle loro esperienze di vita. Inoltre, sbagliare può aiutare gli adolescenti a sviluppare la resilienza e la capacità di affrontare le sfide. I ragazzi che hanno una bassa auto-efficacia possono essere più propensi a sperimentare ansia e paura di sbagliare, limitando la loro capacità di prendere decisioni.Una tecnica conosciuta ed impiegata in psicologia per promuovere la formulazione di alternative e soluzioni innovative è il brainstorming. Le strategie psicologiche si basano sull’utilizzo del pensiero laterale che ha la finalità di migliorare ed organizzare in questo caso un processo mentale e la pianificazione degli obiettivi in concetti semplici tramite intuizioni, chiamati insight.Nel processo decisionale avere delle alternative di scelta riveste un importante peculiarità al fine di favorire il pensiero creativo aiutando i ragazzi ad adottare nuove strategie ed ad allentare l’ansia e le pressioni che percepiscono tipicamente a quest’età.