
Nel panorama della psicoterapia contemporanea, l’individuo viene raramente osservato come un’entità isolata. Tuttavia, l’approccio sistemico-relazionale compie un passo ulteriore, spingendo lo sguardo oltre i confini del nucleo nucleare per abbracciare una prospettiva multigenerazionale.
Ma perché l’orientamento multigenerazionale è diventato una risorsa imprescindibile nella clinica moderna? L’orientamento multigenerazionale non si limita a ricostruire una genealogia anagrafica; si propone di mappare la trasmissione emotiva, traumatica e comportamentale che attraversa le epoche familiari. Concetti chiave come i miti familiari, i mandati inconsci e i debiti di lealtà invisibili (secondo la lezione di pionieri come Boszormenyi-Nagy e Bowen) dimostrano come le sofferenze del presente siano spesso risonanze di conflitti irrisolti del passato. Lavorare con questa lente permette di comprendere che il “paziente designato” non fa che esprimere un sintomo il cui codice sorgente risiede due o tre generazioni indietro. Il problema attuale perde, così, la sua natura di “colpa individuale” o “patologia lineare” e viene ricontestualizzato come un tentativo disfunzionale di rispondere a dinamiche storiche.
Esplorare l’albero genealogico e le macro-storie familiari permette ai membri di una famiglia di sviluppare empatia verso i propri genitori o nonni, vedendoli a loro volta come “figli” di un sistema specifico.
Spesso, i passaggi generazionali non tramandano solo traumi, ma anche strategie di resilienza e risorse vitali che il terapeuta può aiutare a riscoprire.
Gli Strumenti del Terapeuta: La Danza con la Storia
Nella pratica clinica, l’orientamento multigenerazionale si traduce nell’uso di mediatori analogici e grafici potentissimi. Il genogramma fotografico o relazionale diventa una mappa viva, capace di evidenziare fratture, alleanze e triangolazioni.
Attraverso tecniche come la scultura familiare o l’attivazione del Sé del terapeuta all’interno della “danza” relazionale, le generazioni passate entrano concretamente nella stanza di terapia, permettendo una ristrutturazione emotiva profonda e immediata.
“La famiglia non è semplicemente un gruppo di persone che condividono uno spazio, ma una storia in continuo movimento. Curare il presente significa, inevitabilmente, saper dialogare con il passato.”


