Antonio Ferrara

Il Dott. Antonio Ferrara ha illustrato l’Enneagramma, rappresentato da una figura geometrica formata da un cerchio che include un triangolo equilatero a cui si interseca una figura a sei lati. I punti che toccano il cerchio sono numerati in senso orario da 1 a 9 e sono collegati tra loro da linee.  L’Enneagramma descrive 9 tipi di personalità e la loro interrelazione, il triangolo iniziale costituisce i 3 pilastri del carattere ovvero, pigrizia, paura e vanità.  Partendo quindi dal concetto di unità con il divino, l’uomo nell’affrontare questa separazione prova quindi, pigrizia. Questo implica una perdita di spinta creativa e vitale, la mente diventa distratta, perde interesse e questo provoca paura. Per proteggersi l’uomo si crea una maschera, ecco quindi il terzo punto ovvero la vanità. Queste tre dimensioni sono alla base di ogni carattere, troviamo poi l’eroso, che indica una persona molto esigente. L’orgoglioso, l’invidioso carattere tipico della sofferenza, non si soddisfa mai passa la vita a lamentarsi.  L’avaro colui che tende a tenere tutto per sé, il goloso, colui che tende ad evitare il dolore, infine lussurioso, non si tratta solo di lussuria sessuale ma soprattutto una resistenza che vuole dominare tutto.

Giovanni Madonna – Riflessioni di Gregory Bateson in relazione alla Pandemia

Giovanni Madonna propone alcune riflessioni di Gregory Bateson, in quanto sembrano assurgere ad una nuova attualità, ovvero la pandemia che tutti noi stiamo vivendo.  Il primo saggio è pubblicato nella sua opera intitolata “Verso un’ecologia della Mente”, in questo saggio Bateson fa un accostamento molto interessante tra la coscienza e la pratica medica. La coscienza ha una posizione nella nostra specie che risale a 100.000 anni fa e ci ha fatto fare un salto evolutivo notevole risultando adattativa nel breve termine evolutivo, perché ci ha messo in condizione di poter immaginare delle concatenazioni di eventi e di comportamenti che possono condurci a raggiungere uno scopo al di fuori di noi, Bateson ha parlato di finalità cosciente come risultato di questo messaggio evolutivo. La finalità cosciente può rappresentare certamente un vantaggio, ma potrebbe tuttavia nel medio e lungo termine rappresentare un grosso svantaggio, che potrebbe addirittura portare all’estinzione della specie in termini di catastrofi belliche, ecologiche o sanitarie. Quindi la coscienza ci può far commettere l’errore di perdere di vista la connessione con gli altri. Il secondo saggio si intitola “Finalità cosciente e natura” e rappresenta sostanzialmente la relazione che Gregory Beteson tenne in una conferenza nell’agosto del 1968. In questo saggio Bateson chiama gli espedienti medici, trucchi.  Madonna fa un esempio raccontatogli da un suo amico medico, il quale racconta gli effetti del cortisone, che se da un lato riduce i sintomi della malattia crea allo stesso tempo ulteriori problemi all’organismo.  Il terzo saggio si intitola “Le radici della crisi ecologica”, ed è molto particolare perché è un documento che Bateson insieme ad altri scienziati che componevano una commissione nello stato delle Hawaii, presentò a nome dell’università in cui lavorava, al Senato delle Hawaii.  Questo documento fu scritto per far si che il Senato deliberasse l’istituzione di un ufficio per la tutela dell’ambiente e contemporaneamente un centro studi sulla tutela dell’ambiente presso l’università.

Massimo Gaudieri – CEPAT

Prendere le distanze da una teoria dell’influsso dell’interazione interpersonale sulla partecipazione non – verbale

Delia Bottino – CEPAT

Delia Bottino Psicologa Clinica, Analista Transazionale e docente al Cepat, ovvero il Centro Partenopeo di Analisi Transazionale, ha esposto i concetti di Tranfert e Controtrasfert così come vengono concepito al Cepat. Come sappiamo il Transfet, è un trasferimento sulla figura dell’analista di rappresentazioni inconsce del mondo del paziente, questo fenomeno però non avviene solo tra analista e analizzando, ma è un fenomeno naturale che appartiene al regno delle relazioni fra gli esseri viventi.  Inoltre il Transfert non ha a che vedere solo con il rimosso oggettuale, ovvero la nostra storia, ma ha anche vedere con il rimosso istintuale ovvero, i nostri bisogni e le nostre pulsioni. Il Transfert e il Controtrasfert, inoltre non deve essere un momento in cui il paziente viene accolto e sostenuto, perché così facendo si perde di vista l’obiettivo ovvero l’analizzabilità dell’evento, e quindi la presa in carico del problema e del dolore, di conseguenza il Controtrasfert, va utilizzato in funzione dell’obiettivo terapeutico. 

Francesco Mancini

Francesco Mancini è specializzato in neuropsichiatria infantile, è psicoterapeuta cognitivista ed è associato presso l’Università Guglielmo Marconi. Dirige dal 1994 un network di scuole di psicoterapia cognitiva e comportamentale, che ha sedi in tutta Italia e una delle più antiche è quella di Napoli. La storia della scuola di Psicoterapia Cognitiva inizia 42 anni fa nel 1978, quando fu fondato il centro di psicoterapia cognitiva, questo centro è stato uno dei motori principali dello sviluppo della psicoterapia cognitiva in Italia. Fino al 1994 l’attività didattica consisteva in un training di 100 ore l’anno, riconosciuti dalla società italiana di terapia cognitiva comportamentale, nel 1992 i soci del centro di psicoterapia cognitiva fondarono l’Associazione di Psicologia Cognitiva. Questa esperienza fu tra le prime 12 scuole nel dicembre del 1993 ad essere riconosciuta dal Ministero dell’Università, come centro capace di organizzare corsi abilitanti all’esercizio della psicoterapia. Nel 2000 fu fondata la scuola italiana di psicoterapia cognitiva che organizza vari corsi tra le sedi c’è Napoli, Verona, Ancona, Grosseto e Reggio Calabria. Le scuole si rivolgono principalmente in tre direzioni: la clinica, la didattica e la ricerca. La clinica ha sempre avuto il primato, ma per l’approccio cognitivo comportamentale, la psicoterapia deve essere fondata sulla ricerca scientifica. In particolare sulla ricerca di esito, cioè quella ricerca che cerca di rispondere alla domanda quali terapie funzionano meglio per quali disturbi. Nel dominio della psicoterapia si tende a dare grande importanza alle tecniche e una troppo scarsa importanza alla conoscenza dei processi psicologici, su cui si pretende di intervenire. Nella tradizione psicologica ha sempre avuto un’importanza speciale la relazione terapeutica, l’approccio comportamentale però, non esprime molta enfasi ai problemi connessi con la relazione terapeutica anche se, negli ultimi anni c’è un interesse crescente da parte di queste scuole.  Infine un altro tema riguarda, cosa fa star male gli psicoterapeuti e cos’è che porta al burnout. La risposta non sta tanto nel fatto che gli psicoterapeuti stanno in continuo contatto con la sofferenza psicopatologica. Piuttosto è la solitudine, sappiamo che se uno psicoterapeuta segue un paziente borderline all’interno di un’equipe con cui può discutere del caso clinico, condividere i compiti e responsabilità, le cose per lui e per il suo impatto emotivo saranno di gran lunga enormemente inferiori.  Altro è quello che accade se il terapeuta segue lo stesso paziente borderline nel chiuso del suo studio. Per prevenire questo problema Scuole hanno cercato di sostenere la creazione di nuovi studi professionali associati, attraverso il coinvolgimento dei neo specializzati. 

Analisi Transazionale a orientamento Psicodinamico

Salvatore Ventriglia, direttore della scuola di specializzazione a indirizzo analitico transazionale orientamento psicodinamico di Caserta fondata nel 2008  Racconta cosa lo ha spinto e cosa ha rappresentato per lui l’incontro con l’analisi transazionale, e infine l’identità specifica della scuola di analisi transazionale a orientamento psicodinamico di Caserta  La sua esperienza inizia con gli studi in medicina, ma nel corso della sua formazione ci fu un’esperienza che segnerà la sua esistenza, ovvero la conoscenza di persone che soffrono di un disagio psichico, questo lo spinge ad approfondire la psicopatologia. Da qui poi inizia ad avvicinarsi ad una specifica formazione ovvero quella analitica transazionale. Dopo una lunga e approfondita formazione, nasce in lui il desiderio di trasmettere le sue conoscenze per questo decide poi di fondare nel 2008 la sua scuola.