Dal virtuale al reale e viceversa: nuova idea di Famiglia

Lo sviluppo tecnologico ha portato profondi cambiamenti nella quotidianità: con un semplice click, tutto diventa virtuale, compresi i bisogni personali di relazionarsi con gli altri. Oggi è molto facile, grazie ad internet, incontrare nuovi amici, allenarsi con un personal trainer o cucinare con uno chef stellato. Sono tante le applicazioni sul nostro smartphone che ci permettono di comunicare con chi è lontano. La messaggistica istantanea, le videochiamate, Facebook o Instagram sono alcuni esempi di utilizzo della tecnologia per accorciare la distanza tra di noi e per sentirci più vicini. La Psicologia ha evidenziato la trasformazione dei legami affettivi della Famiglia (qui), individuando un ciclo vitale, che cambia le relazioni tra i familiari. L’introduzione di un nuovo membro, infatti, fa cambiare gli obiettivi e gli equilibri (come ad esempio la nascita di un figlio). Allo stesso tempo, anche la famiglia con un figlio adolescente, cambia le proprie dinamiche interne. In rete, sono molti i download per i giochi di ruolo sociale, che simulano la realtà, in cui creare personaggi, con sembianze fisiche analoghe alle nostre. Gli avatar, infatti, lavorano, incontrano amici, si sposano, mettono al mondo dei figli, ripercorrendo così le tappe della vita reale. La pandemia ha intensificato l’utilizzo di un mondo simulato, in cui rifugiarsi, perdendo così il contatto con il qui e ora. Un profilo virtuale di un social network si confonde e si sovrappone a quello reale. Si perde così la funzione integrativa e ne si aumenta il fattore isolante. Il reale e il virtuale possono coesistere in un gioco di equilibrio tra le parti, dove la tecnologia non sostituisce la corporeità, ma la completa e, con un giusto approccio, la migliora. Se la famiglia fosse un frutto, sarebbe un arancio, un cerchio di sezioni tenute insieme ma separabili, con ciascun segmento distinto. (Letty Cottin Pogrebin)