Disturbo Ossessivo Compulsivo Omosex in adolescenza

di Cinzia Saponara PREMESSA Nel DSM 5 viene descritto il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) come caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni: le prime implicano pensieri, immagini o impulsi ripetitivi e persistenti vissuti come spiacevoli e involontari, sono vissute come intrusive e indesiderate causando prevalentemente disagio e ansia elevati; ma si possono riscontrare anche senso di colpa, disgusto, vergogna e disprezzo. Le seconde consistono in rituali, comportamenti ripetitivi (es. lavare, controllare) o azioni mentali (es. contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta a un’ossessione, secondo regole che devono essere applicate rigidamente (APA, 2013). Il DOC nell’adolescenza riguarda circa il 2% dei ragazzi, in questo articolo si tratterà di una tipologia specifica: il DOC da Omossessualità in adolescenza, che consiste in ossessioni sessuali e ricorrenti dubbi intrusivi sul proprio orientamento sessuale. Quest’ultimo si sviluppa in adolescenza, periodo complesso, fase di trasformazione dominato da conflitti, incertezze, paure durante il quale nutrire alcuni dubbi su chi siamo, sotto molti punti di vista, è assolutamente naturale. Una delle caratteristiche cognitive più salienti nei soggetti che manifestano un DOC è quella di dare un significato eccessivo ai contenuti mentali. Ricerche recenti hanno dimostrato che tutte le persone, episodicamente, producono pensieri bizzarri, assurdi e irrazionali ma, la consapevolezza che sono solo contenuti della nostra mente riduce il loro impatto facilitandone l’oblio e la sostituzione con altri contenuti mentali. Nelle fissazioni adolescenziali legate al Disturbo Ossessivo Compulsivo da omosessualità il solo pensare di essere omossessuale equivale ad un fatto, l’intolleranza all’incertezza, il bisogno assoluto di annullare qualsiasi dubbio, costituiscono importanti meccanismi cognitivi che innescano e alimentano il disturbo. Accanto alle cause cognitive, alle ipotesi neurobiologiche che indicano anomalie dei neurotrasmettitori di tipo serotoninergico, pare che il timore di colpa e l’elevato senso di responsabilità, spesso favoriti da stili educativi particolarmente rigidi, attaccamento ansioso ambivalente predicano la tendenza a sviluppare ossessioni e compulsioni. Le manifestazioni del DOC nei ragazzi sono molto simili a quelle degli adulti, a differenza dei bambini che spesso non hanno coscienza del disturbo, l’adolescente, quasi sempre, presenta un adeguato insight, ovvero ha consapevolezza che le Ossessioni sono assurde, bizzarre, esagerate, anche se, nonostante questa consapevolezza, come per l’adulto egli non riesce a liberarsene. Le Compulsioni che rappresentano l’altra faccia della medaglia del DOC, si manifestano come atti “obbligati”, comportamenti o rituali mentali, che hanno la funzione di neutralizzare l’ansia legata alle ossessioni; nell’immediato alleviano l’ansia, ma nel medio e lungo periodo rappresentano una delle trappole principali che alimentano il disturbo. In genere, negli adolescenti l’inizio del DOC omosessuale si associa ad eventi esterni casuali o a stimoli interni. Lo spunto può essere, per esempio, la visione di una scena omossessuale di un film, oppure venire a conoscenza di amici o personaggi famosi che si dichiarano gay o lesbiche, etc, o la momentanea diminuzione dell’attrazione verso il l’altro sesso. Questi fatti se accadono in un certo momento di stress o di fragilità possono innescare il dubbio sulla propria identità di genere. L’adolescente viene assediato quindi da ossessioni, sotto forma di pensieri, immagini o impulsi che mettono in discussione la propria identità di genere (1) innescando il dubbio di poter essere gay, e nelle ragazze, di poter essere lesbica. In questa tipologia di DOC, che di solito comporta un enorme sofferenza, i ragazzi non tollerando queste emozioni cercano di attenuarle attraverso comportamenti compulsivi di vario tipo come, ad esempio, la continua ricerca di rassicurazione negli altri, oppure trovare informazioni in rete riguardo al tema in questione o, ancora, con controlli ripetuti del proprio grado di eccitazione sessuale di fronte agli stimoli temuti. Il/la ragazzo/ a con DOC con dubbi sulla propria omosessualità potrebbe cercare di auto-rassicurarsi ripercorrendo mentalmente le situazioni attivanti per cercare delle prove della propria paura come, ad esempio, analizzare mentalmente nel dettaglio tutti i gesti appena effettuati di fronte a una persona dello stesso sesso. Vivendo in un continuo stato di ansia, il soggetto tende ad interpretare erroneamente le proprie sensazioni fisiologiche non attribuendole al fatto che possa sentirsi ansioso, ma al fatto che possa essersi attivata una certa eccitazione sessuale, confermando ulteriormente i propri dubbi ossessivi. L’ansia, se prolungata nel tempo, può diventare molto invalidante per la persona, arrivando anche ad evitare tutta una serie di situazioni o stimoli: persone, luoghi, i pensieri stessi, ecc. Tali limiti influiscono significativamente compromettendo il funzionamento e la vita dell’adolescente in diversi ambiti, tra cui quello legato alla sfera relazionale e sessuale, provocandone un notevole disagio. Il carattere egodistonico delle ossessioni e delle compulsioni deriva dal fatto che questi comportamenti vengono valutati criticamente dalla stessa persona che li mette in atto. I sintomi del DOC omosessuale sono costituiti dalle compulsioni che l’adolescente attua per sviare i pensieri ossessivi omosessuali. Ecco alcuni dei sintomi del DOC omosex più comuni: • Controllo del proprio corpo alla ricerca di segnali fisici che comprovino l’omosessualità (eccitazione fisica); • Estremizzazione del comportamento e dei caratteri eterosessuali (camminare in maniera molto mascolina o femminina, parlare solo di argomenti fortemente caratterizzanti per genere…); • Evitare il contatto e relazioni con persone realmente omosessuali; • Evitare film, immagini e libri con protagonisti omosessuali; • Evitare di rimanere soli con persone dello stesso sesso. • Evitare il contatto con persone gay, lesbiche, bisessuali, effemminate o mascoline per il timore di una sorta di “contagio” che possa in qualche modo “attivare” una sorta di omosessualità che credono possa essere latente. La paura di poter essere o diventare omossessuale è sempre accompagnata da un forte stato di disagio, spesso questi continui test, controlli ed evitamenti durano diverso tempo, assorbendo la persona in elaborazioni mentali interminabili e stressanti. Un aspetto significativo dell’ossessione di poter essere omossessuale è che, l’adolescente, lo valutata e lo immagina come qualcosa di assolutamente inaccettabile, invivibile e intollerabile. Si possono così sviluppare dubbi, insicurezze, vissuti di sofferenza, ansia, sensi di colpa, sensi di vergogna e depressione. I ragazzi possono manifestare una profonda paura per la critica, il rimprovero, il disprezzo sentendosi minacciati come persone accettate e degne di essere amate. I rapporti con l’altro