Efficacia della Mindfulness e qualità della vita per le vittime di guerra con DPTS

di Ilaria Di Giusto La qualità della vita è un concetto molto ampio che comprende differenti aspetti della vita, tra cui la salute, associata a condizioni fisiche, sociali e psicologiche; altro indicatore della qualità della vita riguarda la correlazione tra longevità e benessere, tra le quali le ricerche hanno dimostrato esserci una relazione diretta. Da alcuni anni, nell’ambito della valutazione della qualità di vita, è stata introdotta un’ulteriore dimensione fondamentale: la necessità di trascorrere anni della propria vita con pienezza e soddisfazione. (Seligman, 1998). D i f f e r e n t i s t u d i s o c i o l o g i c i e comportamentali hanno dimostrato che i contesti economici e sociali influenzano fortemente la qualità della vita e, quindi, possono diventare condizionanti nella comparsa di disturbi psicologici tra gli individui in generale e le vittime di guerra in particolare (Klaric et al., 2012). Coloro che si ritrovano a vivere e a frequentare campi di battaglia mostrano la comparsa di problematiche psicologiche e fisiche; si ritiene, infatti, che le guerre siano uno d e i f a t t o r i che c o n t r i b u i s c o n o maggiormente al tasso di incidenza, al tempo di comparsa e allo sviluppo di disturbi comportamentali e psicologici, le cui conseguenze permangono anche successivamente al termine di una guerra. Tra i disturbi identificati, il più diffuso tra le vittime di guerra è stato il disturbo da stress post traumatico (DPTS). Per l’Associazione Americana di Psicologia il DPTS è una patologia che può svilupparsi in persone che hanno subìto o hanno assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento, oppure che sono venute a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta a una persona cara. (APA, 2014). Da questo punto di vista, le vittime di guerra, molto spesso, soddisfano i criteri tipici di tale patologia, facendo registrare ansia, depressione, difficoltà nel sonno e nella sfera sessuale; tutti elementi che influenzano in maniera considerevole la qualità della vita. Molto spesso, l’elevato numero di vittime che possono essere registrate in una guerra richiede un intervento rapido ed ampio, così da rispondere, in tempi brevi, al bisogno urgente denunciato, favorendo, quindi, il miglioramento della qualità della vita. Gli interventi basati sulla mindfulness p o s s o n o e s s e r e u n m o d o complementare a l t r a t t a m e n t o farmacologico per ot tenere una maggiore comprensione del disturbo (Simpson et al., 2007; Kabat-Zinn, 1994). La mindfulness è definita come “il processo di prestare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, in maniera non g i u d i c a n t e , a l l o s c o r r e r e dell’esperienza nel presente momento dopo momento” (Kabat-Zinn 1994, p.16). La letteratura disponibile ha dimostrato l’efficacia delle tecniche di mindfulness nell’affrontare una gamma di disturbi medici e psicologici molto ampia, come dolori cronici (Morone et al., 2008;), disturbi d’ansia (Carlson et al., 2003), depressione (Narimani, 2012). Rispetto al DPTS, in letteratura si possono trovare i risultati di alcuni studi che sostengono l’efficacia degli interventi basati sulla mindfulness per trattare situazioni stressanti e traumatiche, come l’abuso sessuale e i disastri naturali. Inoltre, la letteratura disponibile indica che le tecniche basate sulla mindfulness riducono i sintomi della depressione, le turbe psicologiche e i sintomi clinici e aumentano la qualità della vita di chi soffre di disturbi con diversi background culturali (Vujanovic et al., 2009; Mitmansgruber et al., 2009; Kabat-Zinn et al., 1992). Nello specifico, nello studio condotto da Esfandiar Azad marzabadi e Seyyed morteza hashemi zadeh nel 2014, sulle vittime della guerra Iran-Iraq, sono stati indagati gli effetti del training di mindfulness sulla qualità di vita delle vittime di guerra con diagnosi si DPTS. Metodi e materiali Lo studio è stato uno studio controllato randomizzato ed ha compreso un pre-test, un post-test e un post-test differito per un gruppo sperimentale ed un gruppo d i c o n t r o l l o . I l gruppo sperimentale ha ricevuto il training di mindfulness svolto in otto settimane, proposto da Kabat-Zinn; il gruppo di controllo, invece, non ha ricevuto alcun training terapeutico, ma trattamento farmacologico. I partecipanti allo studio sono stati vittime della guerra Iran-Iraq con diagnosi di DPTS. Dopo aver somministrato interviste psichiatriche con lo scopo di verificare l’eventuale presente di diagnosi di DPTS, sono stati selezionati 32 soggetti, assegnati casualmente ai due gruppi, gruppo sperimentale e gruppo di controllo. I soggetti erano tutti appartenenti al sesso maschile, con una fascia d’età compresa tra i 35-60 anni e con un’istruzione secondaria. È stato anche verificato se avessero sofferto, nei tre mesi precedenti allo studio, di altre forme di disturbo, mostrando sintomi di disturbo bipolare, disturbo borderline di personalità, tendenze antisociali e suicide attive e abuso di droga. Quattro partecipanti hanno abbandonato lo studio nella fase iniziale, riducendo a 28 il numero dei soggetti. Il training di riduzione dello stress basato sulla mindfulness (MBSR) è stato strutturato, per il gruppo sperimentale, in otto sessioni di training di mindfulness di 90 minuti ciascuna, con una cadenza bisettimanale, per un totale di un mese. Entrambi i gruppi hanno fatto il pre-test; alla fine del programma condotto con il g r u p p o s p e r ime n t a l e , è s t a t o somministrato il post-test a tutti i soggetti dei due gruppi. Due mesi dopo, è stato somministrato il secondo post-test. Inoltre, il gruppo di controllo è stato sottoposto a terapia farmacologica fino alla somministrazione del secondo post-test. Durante questo periodo, non sono stati esposti ad alcun intervento terapeutico. L’intero studio è durato tre mesi. Discussione I risultati dello studio sono stati simili a quelli di studi precedenti in cui è stata sostenuta l’efficacia degli interventi basati sulla mindfulness nel ridurre i sintomi di disturbi psicologici e condizioni mediche e nel migliorare la qualità della vita