Grazia Attili – La Psicoterapia basata sull’Attaccamento

In una psicoterapia basata sull’attaccamento il terapeuta si pone come Base Sicura dalla quale il paziente possa partire per esplorare le proprie relazioni attuali e quelle del passato, e promuove un’adeguata regolazione  delle emozioni attraverso il ripristino dei sistemi cognitivi resi deficitari dalle prime esperienze infantili e attraverso una revisione delle sue rappresentazioni mentali di sé e degli altri.    Per approfondire si veda: Grazia Attili, Attaccamento e Costruzione Evoluzionistica della Mente- Normalità, Patologia, Terapia, Raffaello Cortina Editore, 2007

Grazia Attili – Sistema dell’Attaccamento e Disturbi Mentali

Date le condizioni di pericolo in cui vivevano i primi uomini, si seleziona nell’evoluzione un’ organizzazione psicologica, detta Sistema Motivazionale dell’Attaccamento, al fine di garantire ai piccoli la sicurezza attraverso la protezione della madre. Cure distorte in età precoce portano a strategie, per ricevere conforto, funzione del tipo di caregiving di cui si fa esperienza. I disturbi mentali dell’età adulta sono l’ equivalente disfunzionale di quelle strategie. Per approfondire si veda: Grazia Attili, Attaccamento e Costruzione Evoluzionistica della Mente- Normalità, Patologia, Terapia, Raffaello Cortina Editore, 2007 Editore, 2007

Grazia Attili – Teoria dell’Attaccamento e Approccio Evoluzionistico

La teoria di Bowlby si inscrive in un grande affresco evoluzionistico che vede la mente caratterizzata da un’intelligenza che la selezione naturale ha reso funzionale alla gestione delle relazioni. Un utilizzo adeguato  delle facoltà mentali è tuttavia possibile solo se l’individuo ha usufruito, fin da piccolo, del soddisfacimento del bisogno di essere protetto.  Per approfondire si veda: Grazia Attili, Attaccamento e Costruzione Evoluzionistica della Mente- Normalità, Patologia, Terapia, Raffaello Cortina Editore, 2007

Giovanni Madonna – Riflessioni di Gregory Bateson in relazione alla Pandemia

Giovanni Madonna propone alcune riflessioni di Gregory Bateson, in quanto sembrano assurgere ad una nuova attualità, ovvero la pandemia che tutti noi stiamo vivendo.  Il primo saggio è pubblicato nella sua opera intitolata “Verso un’ecologia della Mente”, in questo saggio Bateson fa un accostamento molto interessante tra la coscienza e la pratica medica. La coscienza ha una posizione nella nostra specie che risale a 100.000 anni fa e ci ha fatto fare un salto evolutivo notevole risultando adattativa nel breve termine evolutivo, perché ci ha messo in condizione di poter immaginare delle concatenazioni di eventi e di comportamenti che possono condurci a raggiungere uno scopo al di fuori di noi, Bateson ha parlato di finalità cosciente come risultato di questo messaggio evolutivo. La finalità cosciente può rappresentare certamente un vantaggio, ma potrebbe tuttavia nel medio e lungo termine rappresentare un grosso svantaggio, che potrebbe addirittura portare all’estinzione della specie in termini di catastrofi belliche, ecologiche o sanitarie. Quindi la coscienza ci può far commettere l’errore di perdere di vista la connessione con gli altri. Il secondo saggio si intitola “Finalità cosciente e natura” e rappresenta sostanzialmente la relazione che Gregory Beteson tenne in una conferenza nell’agosto del 1968. In questo saggio Bateson chiama gli espedienti medici, trucchi.  Madonna fa un esempio raccontatogli da un suo amico medico, il quale racconta gli effetti del cortisone, che se da un lato riduce i sintomi della malattia crea allo stesso tempo ulteriori problemi all’organismo.  Il terzo saggio si intitola “Le radici della crisi ecologica”, ed è molto particolare perché è un documento che Bateson insieme ad altri scienziati che componevano una commissione nello stato delle Hawaii, presentò a nome dell’università in cui lavorava, al Senato delle Hawaii.  Questo documento fu scritto per far si che il Senato deliberasse l’istituzione di un ufficio per la tutela dell’ambiente e contemporaneamente un centro studi sulla tutela dell’ambiente presso l’università.

Massimo Gaudieri – CEPAT

Prendere le distanze da una teoria dell’influsso dell’interazione interpersonale sulla partecipazione non – verbale

Delia Bottino – CEPAT

Delia Bottino Psicologa Clinica, Analista Transazionale e docente al Cepat, ovvero il Centro Partenopeo di Analisi Transazionale, ha esposto i concetti di Tranfert e Controtrasfert così come vengono concepito al Cepat. Come sappiamo il Transfet, è un trasferimento sulla figura dell’analista di rappresentazioni inconsce del mondo del paziente, questo fenomeno però non avviene solo tra analista e analizzando, ma è un fenomeno naturale che appartiene al regno delle relazioni fra gli esseri viventi.  Inoltre il Transfert non ha a che vedere solo con il rimosso oggettuale, ovvero la nostra storia, ma ha anche vedere con il rimosso istintuale ovvero, i nostri bisogni e le nostre pulsioni. Il Transfert e il Controtrasfert, inoltre non deve essere un momento in cui il paziente viene accolto e sostenuto, perché così facendo si perde di vista l’obiettivo ovvero l’analizzabilità dell’evento, e quindi la presa in carico del problema e del dolore, di conseguenza il Controtrasfert, va utilizzato in funzione dell’obiettivo terapeutico.