Catello Parmentola

Catello Parmentola psicologo di Salerno, ha fornito delle considerazioni sul il suo ultimo volume sul codice deontologico. Il codice deontologico, rappresenta l’insieme di regole che riguardano la professione di psicologo. In questo video il Dott. Parmentola, ci indica l’importanza soprattutto del proprio essere e delle proprie esperienze che possono influenzare le scelte deontologiche, dal punto di vista lavorativo. In questo suo volume, ha voluto quindi dare meno importanza alla regola e più valore al soggetto che pensa in maniera deontologica.  

Progetti presso le case di reclusione

Rosaria Varrella psicologa specializzata in criminologia e in terapia analitico transazionale, copre l’incarico di esperta presso la casa di reclusione G.B. Novelli di Carinola Caserta,  In cui si occupa di osservazione scientifica della personalità e conduce dei gruppi di sostegno per giovani adulti. In questa attività utilizza l’approccio analitico transazionale e per la realizzazione di questo, ha chiesto aiuto a tutti i colleghi e amici che hanno accettato di collaborare in questo contesto così particolare. Molti colleghi descrivono le loro esperienze in progetti che li hanno colpito profondamente. Progetti realizzati presso centri detentivi femminili, e soprattutto i grandi risultati avuti da parte delle donne. 

Caterina Nuzzo

Caterina Nuzzo ha esposto delle informazioni, per quanto riguarda l’aiuto e il sostegno che può fornire uno psicologo. Spiega infatti, che uno psicologo non elimina magicamente il dolore, ma il suo compito è quello di aiutare a trovare un senso a determinate sofferenze. A causa del Covid 19 stiamo vivendo un periodo di crisi economica e sociale, è naturale quindi avere paura dinanzi a situazioni così sconosciute, queste paure e queste ansie vanno accolte e riconosciute. Lo psicologo attraverso un processo di consapevolezza cognitiva, integrata con la sicurezza affettiva relazionale può aiutarci nel processo di presa di consapevolezza di ciò che ci fa stare bene.

Anna Lanzara, Francesca Mastrolia e Ida Senatore

La Cooperativa Lithodora lavora sul territorio da circa 16 anni e offre servizi in vari ambiti soprattutto nelle scuole. Di fronte a questo delicato periodo storico molte persone stanno vivendo grandi difficoltà, sia in ambito lavorativo sia da un punto vista emotivo. Per queste ragioni  le socie della cooperativa hanno proposto uno Sportello di Ascolto. L’obbiettivo è aiutare e sostenere docenti e alunni che si trovano in questa nuova modalità di relazione. Lo sportello è anche  rivolto a tutti gli operatori sanitari che affrontano quotidianamente questa nuova realtà. 

Luca De Rose

Luca De Rose psicologo psicoterapeuta, psicologo dello sport delle nazionali di tennis, scherma e karate, presenta la psicologia dello sport e di come questa si sia evoluta fino a vedere lo psicologo dello sport come un professionista che lavora in campo al fianco degli atleti.  Bisogna partire da un concetto ovvero che il cervello è un muscolo e va allenato partendo da questo concetto, ci si deve allontanare dalla clinica e pensare alla psicologia dello sport come ad un concetto di benessere, in cui lo psicologo dello sport si va ad inserire in maniera chirurgica per aiutare l’allenatore e l’atleta. Per lavorare con la psicologia dello sport si parte dalla psicomotricità, dove l’atleta lavora sotto sforzo con il muscolo principale cioè il cervello, infatti uno degli esercizi più importanti della psicologia dello sport è un circuito visivo reattivo dove l’atleta lavora sia con le sue abilità visive sia con la forza elastica e la forza esplosiva per migliorare la prestazione sulla pista da sci.  In particolare si lavora con l’emisfero destro e quello sinistro alternati, in delle tabelle visive e costringono l’atleta ad un ragionamento sotto sforzo, queste sono solo alcune delle strumentazioni che usa lo psicologo dello sport per lavorare con gli atleti. Quindi lo psicologo dello sport non lavora in uno studio clinico ma scende in campo insieme all’atleta con esercizi pratici che aiutano a migliorare le prestazioni sportive.

Psy-com associazione di promozione sociale

Il merito della settimana del benessere psicologico è stato quello di aggregare psicologi, riuscendo quindi a connetterli in una grande rete, e questo spiega il grande successo dell’evento. La settimana del benessere psicologico da evento promozionale della professione è diventata un intervento di promozione di benessere delle comunità in cui si è intervenuti. Psy-com è una associazione di giovani psicologi nato durante la settimana del benessere psicologico del 2019. Psy-com è un’associazione di promozione sociale che svolge attività di ricerca e di intervento in collaborazione con l’università Federico II, per iniziative di promozione e sviluppo urbano di migliore convivenza, contrasto alla violenza sessuale sulle donne e promozione di misure di inclusione in collaborazione con organismi e istituzioni nazionali e internazionali. Durante la settimana del benessere psicologico, ha svolto una ricerca che ha coinvolto 2103 partecipanti i quali hanno risposto ad un questionario in merito al benessere nella propria comunità.  I risultati hanno evidenziato che le persone che vivono in coppia presentano un livello di benessere interpersonale maggiore rispetto alle persone single. La provincia di Benevento presenta il livello più alto di benessere di comunità rispetto alle altre province campane. La provincia di Napoli invece presenta il più alto livello di benessere generale. Dalla ricerca è emerso che una delle principali variabili che conferisce benessere alla comunità è la fiducia nella collettività, quindi nelle prospettive future bisogna concentrarsi sulla promozione della fiducia attraverso ricerche-intervento.

Arianna Di Santo

Quattro giovani professioniste Arianna di Santo psicologa, Federica Carandente e Mariangela Intiglietta entrambe architette, hanno ideato il progetto “Div.oc(A)-Per invertire la rotta”. Ovvero un gioco per insegnare ai più piccoli una serie di comportamenti utili, per affrontare attivamente questo particolare momento storico. Giocando i bambini esprimono la propria identità e sviluppano conoscenza, comprendono il valore delle regole e si relazionano con l’altro. Scoprono nuovi percorsi di autonomia procedendo per tentativi ed errori, inoltre il gioco agevola il cargiver nella spiegazione dei fenomeni che stanno accadendo attualmente.

Barbara Casella, Giuliana Puglia

Barbara Casella Psicologa Psicoterapeuta, ha esposto un argomento molto delicato di cui se ne parla molto poco ovvero il lutto perinatale. Questo concetto da riferimento alla morte del bambino ancora prima di nascere o subito dopo la nascita.  È una situazione molto delicata in cui genitori vivono una complessità di emozioni, ma soprattutto il senso di colpa nei riguardi del bambino.  Temono di non aver fatto nulla per proteggerlo di non essersi resi conto in tempo di cosa stava accadendo.  L’atteggiamento più frequente da parte di chi circonda i genitori in lutto e quello di minimizzare l’evento di esortare la coppia ad andare avanti e dimenticare. Oppure la si invita a intraprendere una nuova gravidanza per andare a compensare la perdita. Purtroppo sappiamo bene che non è così, per elaborare il lutto bisogna avere una grande consapevolezza dell’evento quindi bisogna rispettare i tempi e anche la sofferenza. Non è raro che la coppia genitoriale sia attraversata anche da una crisi coniugale probabilmente anche per il diverso modo di affrontare il lutto. Ogni persona ha un modo di fronteggiare la perdita diverso, per questo motivo è importante favorire il processo di elaborazione attraverso un sostegno ai genitori. E’ opportuno facilitare il processo di elaborazione fin dai primi momenti.  Dal momento in cui i genitori ricevono la notizia, spesso si ritrovano di fronte a personale ospedaliero non formato sul lutto perinatale quindi non preparato sulle procedure, e distaccati a livello emotivo rendendo ancora più tortuoso l’evento. In Italia dal 2006 l’associazione Ciao Lapo offre sostegno alle famiglie in lutto, formando il personale ospedaliero e attuando un peculiare lavoro di sensibilizzazione.  Numerose sono le iniziative con lo scopo proprio di creare di promuovere un’educazione al lutto. Giuliana Puglia è una delle referenti dell’associazione Ciao Lapo un’associazione che nasce dalla dott.ssa Ravaldi  Psicologa Psicoterapeuta e dal marito il dott. Vannacci che si sono trovati a dover affrontare la perdita del loro secondo figlio a fine gravidanza. Decidono quindi di mettere insieme dei professionisti per poter sostenere le famiglie in lutto, formare il personale sanitario e anche per promuovere ricerca a livello internazionale. Ciao Lapo quindi formando il personale sanitario mette anche a disposizione per gli ospedali delle memory box. Si tratta di scatole della memoria dove al loro interno troviamo dei libretti che  spiegano le procedure di quello che può essere utile in un primo momento. Inoltre un libretto dei piccoli principi e delle piccole principesse dove  si possono conservare i primi ricordi di questi bambini che successivamente non potranno conservarsi e quindi aiutano proprio le famiglie ad affrontare il primo momento così doloroso.  L’associazione Ciao Lapo inoltre garantisce dei gruppi di sostegno alle famiglie, per aiutarle ad elaborare la perdita e fare spazio nelle loro vite a questo bambino, in modo che non diventi un bambino di cui non si può parlare.

Giovanna Caporaso – Il tema della paura, in riferimento all’attuale situazione del COVID-19

Giovanna Caporaso, approfondisce il tema della paura, facendo ascoltare un monologo di Giorgio Gaber sulla paura.  Oggi più che mai, la paura ha che fare con il Covid-19 che ha occupato il nostro tempo, il nostro spazio e le nostre relazioni personali e familiari, creando un contesto nuovo poco familiare e assolutamente impossibile da controllare. . Quello che ci fa provare più paura è che non abbiamo a che fare con un pericolo ma abbiamo a che fare con la sua pericolosità, ovvero il contagio, che è una minaccia che grava su di noi. Tutto questo chiaramente ha dei risvolti psicologici, e possiamo provare oltre che paura una forte ansia generalizzata, angoscia e molto altro. Ad aumentare questo disagio psicologico, ci sono anche le ricadute sociali ed economiche che questo COVID-19 ha comportato, come la sospensione del normale fluire della nostra vita. I mass media ci dicono che la situazione è grave e fanno riferimento alla categoria dei vulnerabili dal punto di vista fisico, ma si fa poco riferimento alla vulnerabilità in termini psicologici che è quella di cui invece ci si deve interessare particolarmente, ovvero questo stato di paura e di ansia prolungato generalizzato, che può diventare qualcosa di molto più grave come il disturbo post traumatico da stress. La paura andrebbe combattuta col coraggio ovvero si deve agire con il cuore ma in realtà quando la paura ci relega in uno spazio di solitudine e di chiusura, ci toglie energia vitale, ci toglie il nostro potenziale creativo e quindi ci toglie la capacità appunto di agire con il cuore e in questo caso è utile un aiuto. L’aiuto può consistere in tante modalità diverse. Uno strumento di benessere quindi che può in qualche modo fronteggiare questa situazione di paura è il nostro corpo. Questo diventa uno strumento di benessere grazie all’aiuto di tecniche di rilassamento come il training autogeno.  Il training autogeno permette di gestire le proprie emozioni, è un metodo di auto distensione della mente e del corpo che può essere di aiuto in momenti di difficoltà in particolare in situazioni di ansia e di stress e la finalità degli esercizi è quella di riuscire ad esercitare un maggior controllo sulle nostre reazioni e quindi di poter controllare reazioni come attacchi di panico, ansia e quant’altro.