Le ragazze stanno davvero bene? Adolescenza e violenza di genere

Con l’avvicinarsi dell’8 Marzo Giornata Internazionale della Donna, è necessario mantenere il focus, ora più che mai, su tematiche relative all’attuale situazione e al benessere globale delle donne, delle adolescenti e delle bambine. A tal fine, diventa fondamentale ascoltare e confrontarsi con le nuove generazioni, vedere come percepiscono le questioni di genere, come vivono nei ruoli a loro assegnati, come si interrogano su tali tematiche e come le trasformano e le adattano alla loro realtà. Questo tema, insieme a molti altri, è stato affrontato nel report “Le ragazze stanno bene?” pubblicato da Save The Children, che raccoglie i risultati di un’indagine svolta sulla violenza di genere in adolescenza.

Stereotipi di genere: a che punto siamo?

Per indagare le radici dei comportamenti violenti è necessario interrogarsi sulla pervasività degli stereotipi di genere tra le giovani generazioni.
Secondo l’indagine ISTAT 2023 sugli stereotipi di genere, se da un lato iniziano a vedersi alcuni cambiamenti
culturali, validi soprattutto per le donne, dall’altro lato è confermata la loro persistenza. Emerge una crescente consapevolezza delle donne sull’esistenza di stereotipi di genere riguardo alla cura della casa (chi è più predisposto a curare la casa tra uomo e donna) e nella valutazione delle capacità accademiche (come chi è più portato per materie scientifiche). Allo stesso tempo, però, i risultati evidenziano alcuni stereotipi ancora molto presenti, legati soprattutto alla cura dei figli e al successo nel lavoro. Se dai dati emerge una maggiore consapevolezza delle donne, tra il 2018 e il 2023 si allarga la distanza con le opinioni degli uomini. Le donne hanno dunque meno stereotipi, ma questo cambiamento non si registra per gli uomini, soprattutto per quanto riguarda le responsabilità genitoriali e il lavoro.

Le ragazze stanno bene? Il report di Save The Children

Il 13 Febbraio 2024 Save The Children ha pubblicato un report intitolato “Le ragazze stanno bene? Indagine sulla Violenza di Genere Onlife in Adolescenza“, un lavoro di ricerca “volto ad esplorare il tema degli stereotipi e della violenza di genere interpellando direttamente gli adolescenti, un’indagine inedita sulla violenza di genere in adolescenza realizzata in collaborazione con IPSOS“. L’indagine analizza il tema degli stereotipi e del divario di genere nella vita affettiva e relazionale di un campione di adolescenti, nello specifico 800 tra ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Inoltre, il report ha avuto anche l’obiettivo di “approfondire il tema della violenza di genere nella dimensione propria di vita degli adolescenti che intreccia la dimensione digitale con l’ambiente di vita quotidiano, in una dimensione che viene oggi definita “onlife””.

Quello che emerge dal report è un quadro ancora critico: i risultati mostrano “una sensibilità e un interesse marcato rispetto ai temi affrontati – stereotipi di genere, emotività ed espressione emotiva, ruoli nelle relazioni intime e sessuali, violenza onlife, dinamiche di controllo e possesso nelle relazioni – nella maggioranza delle ragazze e dei ragazzi interpellati e una apertura al confronto sui temi della violenza tra pari, allo stesso tempo mettono in luce l’esistenza di una considerevole percentuale di adolescenti che tende a “normalizzare” stereotipi di genere e comportamenti abusivi nelle relazioni tra pari”.

Dati e risultati del report

Emergono diversi risultati molto interessanti. Ad esempio, quasi il 70% degli adolescenti interpellati ritiene che le ragazze siano più predisposte a piangere dei maschi, maggiormente in grado di esprimere le proprie emozioni (64%), così come a prendersi cura delle persone in modo più attento (50%). Tra gli adolescenti prevale dunque una immagine della ragazza, e forse della donna, più competente da un punto di vista affettivo e relazionale.

Interessanti sono i risultati rispetto all’avvicinamento dei ragazzi e delle ragazze alle questioni di genere: l’82% degli adolescenti, infatti, riporta di essere molto o abbastanza interessato alle tematiche di genere (ossia a quegli argomenti che trattano di stereotipi, comportamenti -compresa la violenza- e aspettative sociali associati a ragazzi e ragazze). Tra questi la maggior parte sono le ragazze (85%). L’attenzione quindi per le questioni di genere e la sensibilizzazione su questi temi è cresciuta, anche grazie agli strumenti digitali e ai nuovi canali di comunicazione e media.

Per quanto riguarda comportamenti e atteggiamenti nelle relazioni intime e sentimentali, come controllo, possesso e consenso, la situazione sembra ancora abbastanza critica. Il 30% degli adolescenti (sia maschi che femmine) intervistati considera ancora la gelosia una prova d’amore; il 65% dichiara di essersi sentito controllato dal o dalla partner almeno una volta; il 52% degli adolescenti in una relazione di coppia dice di aver subito comportamenti violenti. Dai risultati dell’indagine emerge come i comportamenti di controllo nelle relazioni di coppia siano considerati accettabili e praticati da una rilevante percentuale di adolescenti, senza grandi distinzioni tra ragazzi e ragazze.

Per quanto riguarda, invece, la percezione del consenso e gli atteggiamenti di violenza, il 43% degli adolescenti ritiene che una persona possa sottrarsi a un rapporto sessuale se veramente non lo desidera. Sulla stessa linea si muovono le opinioni rispetto ad altre forme di attribuzione di responsabilità della vittima nella violenza sessuale: ben il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza d’accordo con l’opinione che le ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente “no” vuol dire che è disponibile al rapporto sessuale. “La persistenza di tali opinioni tra un numero significativo di adolescenti rimanda alla persistenza di profondi pregiudizi e stereotipi che vedono nella vittima una partecipazione alla responsabilità di condotte violente alla quale è assoggettata”.

Interrogati sulle forme di violenza messe in atto o subite all’interno di una relazione intima, colpisce il dato d’insieme sulla frequenza della violenza di genere agita e subita: il 41% delle e degli adolescenti ha subìto un comportamento violento (il 52% tra chi ha o ha avuto una relazione) e il 30% (il 47% tra chi ha o ha avuto una relazione) lo ha attivato.

Conclusioni

I dati del report di Save The Children rimandano una fotografia della percezione della violenza, della sua diffusione e della resistenza a determinati stereotipi critica: è grandemente diffusa, soprattutto online, e spesso anche normalizzata. Emerge la necessità di trattare con strumenti adeguati e nuove prospettive il tema della violenza di genere. “Se i giovani oggi sono più formati sulle questioni di genere, allo stesso tempo la persistenza di stereotipi, la normalizzazione di comportamenti violenti e la mancanza di strumenti ci rimandano una fotografia di una generazione più informata, ma che non ha ancora interiorizzato e fatto proprie nuove modalità relazionali”.

L’adolescenza è uno snodo cruciale tra infanzia ed età adulta ed è qui che si sviluppano comportamenti ed iniziano a sedimentarsi atteggiamenti che influiranno sulla crescita e sul modo futuro di essere nelle relazioni e nel mondo. Diventa quindi di grande importanza interrogarsi e interrogare gli adolescenti sulla loro realtà, sui loro dubbi e sulle loro insicurezze, ascoltarli e comprenderli senza pregiudizi o preconcetti.

Fonti

https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/le-ragazze-stanno-bene_1.pdf