Non riesco a lasciar andare: il fenomeno del sunk cost

Non riesco a lasciar andare: il fenomeno del sunk cost

Ti è mai capitato di non riuscire ad abbandonare un piano, un obiettivo o una storia, anche quando risulta evidente che sia un investimento a perdere?. No, non c’è nulla che non va in te, sei probabilmente solo soggetto ad uno dei bias cognitivi più frequenti quando entra in campo la previsione di una perdita.

Immagina di essere il direttore e proprietario di una società che produce aerei. Immagina che al momento ha speso 900 milioni di euro per completare il 90% di un progetto per la costruzione di un modello innovativo. Mancano altri 100 milioni di euro per completare la progettazione e cominciare a venderli. Tuttavia, ti viene detto che una società concorrente mette in vendita un aereo con caratteristiche nettamente migliori dei tuoi, e ad un prezzo concorrenziale. Cosa faresti? Sceglieresti di spendere altri 100 milioni di euro rischiando di fallire per completare il progetto, oppure decideresti di lasciar perdere e impiegare quei 100 milioni in qualcos’altro?

Adesso invece, immagina di essere il direttore e proprietario della stessa società. Devi scegliere se investire o meno 100 milioni di euro per completare la progettazione degli aerei. Ti viene detto che la società concorrente mette in vendita un aereo migliore ad un prezzo concorrenziale.  Tuttavia, non hai già investito altro denaro prima. Che cosa sceglieresti di fare?

Se la tua risposta è di investire i 100 milioni di euro alla prima condizione, e di non investirli nella seconda, hai agito sotto il fenomeno del sunk cost. Infatti, Tversky e Kaneman (1981) scoprono che generalmente i soggetti che erano sottoposti alla prima ipotesi sceglievano di finire il progetto, a differenza del gruppo ai quali viene specificata solo la cifra da dover ancora spendere (100 milioni) e non quella già investita (900 milioni). La persistenza in un investimento, quindi, dipende non solo da quanto ci si aspetta che possa andare bene, ma anche da quanto si è già investito.

Il bias del sunk cost consiste nella tendenza a mantenere un investimento per il semplice fatto che ci abbiamo già investito tanto impegno e risorse personali. Si ha cioè l’impressione che abbandonare quel progetto equivalga ad abbandonare anche le risorse che vi sono già state spese. Questa convinzione è in parte legata alla illusione del cosiddetto “belief in a just world” (Lerner, 1980), cioè all’idea che l’aver investito tanto in un bene implichi il diritto a non perderlo. In questo modo, rinunciare al bene implicherebbe ammettere di meritare la perdita, cioè una vera e propria autosvalutazione.

Insomma, questo fenomeno ci dice una cosa: il passato, per gli esseri umani, ha un valore in sé.

Bibliografia

Perdighe, Gragnani (A cura di), 2021, Psicoterapia cognitiva, comprendere e curare i disturbi mentali, Raffaello Cortina Editore, Roma.