Psy-com associazione di promozione sociale

Il merito della settimana del benessere psicologico è stato quello di aggregare psicologi, riuscendo quindi a connetterli in una grande rete, e questo spiega il grande successo dell’evento. La settimana del benessere psicologico da evento promozionale della professione è diventata un intervento di promozione di benessere delle comunità in cui si è intervenuti. Psy-com è una associazione di giovani psicologi nato durante la settimana del benessere psicologico del 2019. Psy-com è un’associazione di promozione sociale che svolge attività di ricerca e di intervento in collaborazione con l’università Federico II, per iniziative di promozione e sviluppo urbano di migliore convivenza, contrasto alla violenza sessuale sulle donne e promozione di misure di inclusione in collaborazione con organismi e istituzioni nazionali e internazionali. Durante la settimana del benessere psicologico, ha svolto una ricerca che ha coinvolto 2103 partecipanti i quali hanno risposto ad un questionario in merito al benessere nella propria comunità. I risultati hanno evidenziato che le persone che vivono in coppia presentano un livello di benessere interpersonale maggiore rispetto alle persone single. La provincia di Benevento presenta il livello più alto di benessere di comunità rispetto alle altre province campane. La provincia di Napoli invece presenta il più alto livello di benessere generale. Dalla ricerca è emerso che una delle principali variabili che conferisce benessere alla comunità è la fiducia nella collettività, quindi nelle prospettive future bisogna concentrarsi sulla promozione della fiducia attraverso ricerche-intervento.
Rosario Esposito

Cause prossime e comportamento umano
Arianna Di Santo

Quattro giovani professioniste Arianna di Santo psicologa, Federica Carandente e Mariangela Intiglietta entrambe architette, hanno ideato il progetto “Div.oc(A)-Per invertire la rotta”. Ovvero un gioco per insegnare ai più piccoli una serie di comportamenti utili, per affrontare attivamente questo particolare momento storico. Giocando i bambini esprimono la propria identità e sviluppano conoscenza, comprendono il valore delle regole e si relazionano con l’altro. Scoprono nuovi percorsi di autonomia procedendo per tentativi ed errori, inoltre il gioco agevola il cargiver nella spiegazione dei fenomeni che stanno accadendo attualmente.
Barbara Casella, Giuliana Puglia

Barbara Casella Psicologa Psicoterapeuta, ha esposto un argomento molto delicato di cui se ne parla molto poco ovvero il lutto perinatale. Questo concetto da riferimento alla morte del bambino ancora prima di nascere o subito dopo la nascita. È una situazione molto delicata in cui genitori vivono una complessità di emozioni, ma soprattutto il senso di colpa nei riguardi del bambino. Temono di non aver fatto nulla per proteggerlo di non essersi resi conto in tempo di cosa stava accadendo. L’atteggiamento più frequente da parte di chi circonda i genitori in lutto e quello di minimizzare l’evento di esortare la coppia ad andare avanti e dimenticare. Oppure la si invita a intraprendere una nuova gravidanza per andare a compensare la perdita. Purtroppo sappiamo bene che non è così, per elaborare il lutto bisogna avere una grande consapevolezza dell’evento quindi bisogna rispettare i tempi e anche la sofferenza. Non è raro che la coppia genitoriale sia attraversata anche da una crisi coniugale probabilmente anche per il diverso modo di affrontare il lutto. Ogni persona ha un modo di fronteggiare la perdita diverso, per questo motivo è importante favorire il processo di elaborazione attraverso un sostegno ai genitori. E’ opportuno facilitare il processo di elaborazione fin dai primi momenti. Dal momento in cui i genitori ricevono la notizia, spesso si ritrovano di fronte a personale ospedaliero non formato sul lutto perinatale quindi non preparato sulle procedure, e distaccati a livello emotivo rendendo ancora più tortuoso l’evento. In Italia dal 2006 l’associazione Ciao Lapo offre sostegno alle famiglie in lutto, formando il personale ospedaliero e attuando un peculiare lavoro di sensibilizzazione. Numerose sono le iniziative con lo scopo proprio di creare di promuovere un’educazione al lutto. Giuliana Puglia è una delle referenti dell’associazione Ciao Lapo un’associazione che nasce dalla dott.ssa Ravaldi Psicologa Psicoterapeuta e dal marito il dott. Vannacci che si sono trovati a dover affrontare la perdita del loro secondo figlio a fine gravidanza. Decidono quindi di mettere insieme dei professionisti per poter sostenere le famiglie in lutto, formare il personale sanitario e anche per promuovere ricerca a livello internazionale. Ciao Lapo quindi formando il personale sanitario mette anche a disposizione per gli ospedali delle memory box. Si tratta di scatole della memoria dove al loro interno troviamo dei libretti che spiegano le procedure di quello che può essere utile in un primo momento. Inoltre un libretto dei piccoli principi e delle piccole principesse dove si possono conservare i primi ricordi di questi bambini che successivamente non potranno conservarsi e quindi aiutano proprio le famiglie ad affrontare il primo momento così doloroso. L’associazione Ciao Lapo inoltre garantisce dei gruppi di sostegno alle famiglie, per aiutarle ad elaborare la perdita e fare spazio nelle loro vite a questo bambino, in modo che non diventi un bambino di cui non si può parlare.
Giovanna Caporaso – Il tema della paura, in riferimento all’attuale situazione del COVID-19

Giovanna Caporaso, approfondisce il tema della paura, facendo ascoltare un monologo di Giorgio Gaber sulla paura. Oggi più che mai, la paura ha che fare con il Covid-19 che ha occupato il nostro tempo, il nostro spazio e le nostre relazioni personali e familiari, creando un contesto nuovo poco familiare e assolutamente impossibile da controllare. . Quello che ci fa provare più paura è che non abbiamo a che fare con un pericolo ma abbiamo a che fare con la sua pericolosità, ovvero il contagio, che è una minaccia che grava su di noi. Tutto questo chiaramente ha dei risvolti psicologici, e possiamo provare oltre che paura una forte ansia generalizzata, angoscia e molto altro. Ad aumentare questo disagio psicologico, ci sono anche le ricadute sociali ed economiche che questo COVID-19 ha comportato, come la sospensione del normale fluire della nostra vita. I mass media ci dicono che la situazione è grave e fanno riferimento alla categoria dei vulnerabili dal punto di vista fisico, ma si fa poco riferimento alla vulnerabilità in termini psicologici che è quella di cui invece ci si deve interessare particolarmente, ovvero questo stato di paura e di ansia prolungato generalizzato, che può diventare qualcosa di molto più grave come il disturbo post traumatico da stress. La paura andrebbe combattuta col coraggio ovvero si deve agire con il cuore ma in realtà quando la paura ci relega in uno spazio di solitudine e di chiusura, ci toglie energia vitale, ci toglie il nostro potenziale creativo e quindi ci toglie la capacità appunto di agire con il cuore e in questo caso è utile un aiuto. L’aiuto può consistere in tante modalità diverse. Uno strumento di benessere quindi che può in qualche modo fronteggiare questa situazione di paura è il nostro corpo. Questo diventa uno strumento di benessere grazie all’aiuto di tecniche di rilassamento come il training autogeno. Il training autogeno permette di gestire le proprie emozioni, è un metodo di auto distensione della mente e del corpo che può essere di aiuto in momenti di difficoltà in particolare in situazioni di ansia e di stress e la finalità degli esercizi è quella di riuscire ad esercitare un maggior controllo sulle nostre reazioni e quindi di poter controllare reazioni come attacchi di panico, ansia e quant’altro.
Federica Luongo

Federica Luongo, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale, approfondisce cos’è il benessere psicologico. Tutti noi siamo sempre affannati nella ricerca del benessere e della felicità. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità la depressione rappresenta la prima causa di disabilità a livello mondiale, in Italia riguarda circa 3 milioni di abitanti. Spesso i tentativi per tenerci stretta la felicità ed evitare l’infelicità, ci portano a mettere in atto dei comportamenti rigidi rimanendo in quella che viene definita comfort zone che in realtà non fa altro che procurare più sofferenza. In realtà bisogna imparare delle tecniche che non solo ci permettono di inseguire la felicità ma ci insegnano anche ad accogliere il disagio e la sofferenza, come parti inevitabili della vita. Per rispondere alla domanda perché è così difficile essere felici? Basti pensare a come la mente umana si è evoluta proprio per aiutarci ad evitare i pericoli, aiutandoci a trovare sempre modi per sopravvivere. Per riuscire a ridurre l’impatto negativo nella nostra vita, basterebbe accettare la presenza del dolore, la felicità è qualcosa che parte dall’interno e finché ci affanneremo soltanto a ricercarla all’esterno, allora sarà sempre difficile essere felici.
Paolo Meoli

Le resistenze alla consulenza psicologica
Coppie, Famiglie e Disagio Sociale

Sarantis Thanopulos fa parte del dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia, e collabora con il quotidiano Manifesto in cui cura la rubrica “verità nascoste” La sua è una prospettiva sul collegamento tra le coppie, le famiglie e il disagio sociale. Si sta smarrendo la dimensione tragica, ovvero la prevalenza della logica maschile centrata sul bisogno, rispetto alla logica femminile centrata sul desiderio. Una logica quella del bisogno che mira a eliminare le tensioni e quella del desiderio che mira invece a farci restare nel campo di esperienze di piacere complesse, intense e profonde che persistente quando la logica maschile prevale ed è una logica che ha un carattere difensivo rispetto alla logica dello scambio delle relazioni paritarie. Viene a mancare quello che è l’aspetto fondamentale della relazione con il nostro mondo, il piacere della scoperta. il mondo diventa sempre di più un luogo che abitiamo cercando di definire le nostre azioni e lasciando poco spazio alla creatività e alla sperimentazione. La seconda cosa che ci insegna la tragedia classica e che oggi siamo in difficoltà a causa della chiusura nei confronti dell’altro. Si parla molto di tramonto del padre, di eclissi della figura paterna in realtà quello che è venuto meno è il modello patriarcale, un modello fondato sul privilegio improprio dell’uomo nei confronti della donna sul piano sociale e più concretamente nel campo del contratto matrimoniale Il tramonto della struttura patriarcale non conduce ad un equilibrio, ma assistiamo ad un processo d’indifferenziazione dei ruoli per mantenere viva la relazione coniugale. Ciò che viene in realtà a mancare è un fenomeno molto diffuso ma allo stesso tempo anche molto misconosciuto, ovvero stiamo assistendo a una difficoltà a mantenere viva la dimensione erotica.
Annamaria Ascione, Dottoressa Alfano, Ester Rascato e Pasquale Contaldi

La Onlus ha sviluppato negli anni dei corsi di formazione e informazione sia nelle scuole primarie che nelle secondarie. La pandemia ha introdotto problematiche nuove nelle scuole ed ha provocato una serie di tensioni, che si sono riversate sui bambini. Questo ha spinto vari esperti, ad un lavoro di ricerca su come prevenire i disturbi che eventualmente possono insorgere nei bambini più piccoli che sono più vulnerabili, e una ricerca su come comunicare in maniera adatta questa nuova realtà. Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato. Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte. Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato. Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte.
Maurizio Andolfi

La terapia familiare