La challenge quando si forma una nuova coppia

La celebrazione del matrimonio dà vita all’ufficialità della coppia. Entrambi i partner, per consolidare il loro legame relazionale, sono chiamati ad affrontare quotidianamente delle challenge. La nascita di una coppia è un processo articolato in fasi, che prevede continui adattamenti per ciascun coniuge. La costruzione di una nuova identità di coppia passa attraverso varie sfide che impegnano i coniugi sia tra di loro e sia con le famiglie di origine. Innanzitutto, una relazione solida è basata principalmente sullo sviluppo del NOI, sulla condivisione, sull’empatia e l’impegno reciproco. La challenge primaria riguarda i compiti che ogni coniuge assume nei confronti dell’altro. E’ necessario quindi che la coppia si orienti verso una relazione funzionale e complementare. Una volta organizzata la vita quotidiana, è opportuno stabilire anche delle regole implicite o esplicite in cui si lasci libertà e intimità all’altro. Finita l’idealizzazione del partner, il coniuge deve accettarlo con le sue caratteristiche ed esigenze. Si passa dall’illusione del “Tu sei perfetto per me” al “Ti accetto per così come sei”. In questo modo, ciascuno può andare incontro all’altro, senza perdere la propria individualità. Una sorta di rinegoziazione continua dei ruoli in cui ogni membro assume posizione up o down, in modo interscambiabile e mutabile. E’ la fase in cui si può strutturare un clima avulso dalla conflittualità, a conferma dell’ idea comune che in una famiglia felice non ci sia crisi. Questo atteggiamento, però, può cronicizzarsi determinando relazioni distruttive in cui non c’è più dialogo. La seconda challenge importante riguarda i compiti di sviluppo come figli. E’ necessario, innanzitutto, aver avviato un buon processo di individuazione. Il coniuge deve essersi svincolato dalla famiglia d’origine e modulare la lealtà anche nei confronti del partner. Risulta fondamentale la definizione di confini chiari tra ruoli e relazioni, aperti al dialogo e al confronto. “Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare.” (Luciano De Crescenzo)
La coppia: scelta, innamoramento, aspettative

La coppia coniugale è un sistema dinamico aperto, diverso dalla somma delle caratteristiche di ciascun membro: non è costituita, infatti, dalla semplice unione di due individui, ma è un incontro di due storie diverse. Per poter creare, quindi, una famiglia, è necessario che i due partner si mettano in gioco sia psicologicamente e sia emotivamente. Uno dei primi momenti di crisi che una coppia si trova ad affrontare è proprio la sua formazione. Ci sono tre parti che coesistono in una coppia: IO, TU, e NOI. C’è un lui, c’è una lei, ma ci sono anche i modelli personali di relazione e le aspettative di ciascuno. Il processo che guida la formazione della coppia è suddiviso in tre momenti differenti: La scelta del partner. È il primo momento in cui si fa appello alla storia personale: la scelta solitamente avviene per similarità o contrarietà al genitore di sesso opposto. Sul partner, infatti, si sposta l’oggetto d’amore infantile, investendolo di aspettative simili o contrarie al genitore. L’innamoramento. In questa fase entra in gioco l’idealizzazione di sé e dell’altro: ognuno si presenta all’altro, in modo inconsapevole, per essere apprezzabile e desiderabile, enfatizzando se stesso e l’altro. È la fase in cui ogni partner considera l’altro l’unico in grado di soddisfare esigenze e aspettative profonde. Il matrimonio. È il momento critico vero e proprio in cui il rituale condiviso costituisce una nuova presa di coscienza. La cerimonia, infatti, di per sé, non implica la costruzione di un saldo legame tra coniugi. Al contrario, è necessario un impegno verso la costruzione di una identità di coppia. Tale processo, però, è legato ad una maturazione della propria identità e lo svincolo dalla famiglia di origine. Saremo felici o saremo tristi, che importa? Saremo l’uno accanto all’altra. E questo deve essere, questo è l’essenziale.(Gabriele D’Annunzio)
La crisi nel ciclo vitale della famiglia

Il termine crisi deriva dal greco e significa separazione, scelta, valutazione; essa rappresenta un momento di riflessione sulla condizione attuale per poi effettuare un cambiamento. Gli sviluppi politici ed economici degli ultimi cinquant’anni hanno rafforzato purtroppo la connotazione negativa e nefasta del termine: in questo modo si è consolidata in noi l’idea che l’arrivo di una crisi comporti un peggioramento della situazione. Nello specifico, l’arrivo di una crisi rompe l’equilibrio raggiunto e spinge verso una ristrutturazione della situazione fino al raggiungimento di una nuova stabilità. La stessa famiglia, che è un sistema dinamico in continua trasformazione, subisce e affronta spesso momenti di crisi, durante il suo percorso. Da tali crisi, infatti, sono emerse anche nuove tipologie di famiglia, basate su legami affettivi in aggiunta a quella tradizionale (qui). A tal proposito, gli psicologi sostengono l’esistenza di un ciclo vitale della famiglia. Esso parte dalla sua formazione e attraversa degli stadi evolutivi, ognuno dei quali ha un vero e proprio evento cruciale. Gli studi psicologici sulla famiglia hanno così suddiviso il ciclo di vita familiare in 6 stadi, che implicano un evento cruciale e specifici compiti di sviluppo personali. Si studia, quindi, lo sviluppo della famiglia, osservando la sua evoluzione nel tempo, e col progredire dell’età dei membri. Di conseguenza, gli stadi prevedono la classificazione della famiglia in: Formazione della coppia Nascita del primo figlio Con bambini Di adolescenti Con figli adulti Di anziani Gli eventi critici sono quindi dei periodi di transizione, più o meno lunghi, in cui ogni familiare ha un ruolo attivo e ne subisce le conseguenze. Ogni famiglia, partendo dall’evento stressante, attiva le proprie risorse e strategie personali per ristrutturarsi e far fronte al cambiamento. La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità.(John Fitzgerald Kennedy)
Dal virtuale al reale e viceversa: nuova idea di Famiglia

Lo sviluppo tecnologico ha portato profondi cambiamenti nella quotidianità: con un semplice click, tutto diventa virtuale, compresi i bisogni personali di relazionarsi con gli altri. Oggi è molto facile, grazie ad internet, incontrare nuovi amici, allenarsi con un personal trainer o cucinare con uno chef stellato. Sono tante le applicazioni sul nostro smartphone che ci permettono di comunicare con chi è lontano. La messaggistica istantanea, le videochiamate, Facebook o Instagram sono alcuni esempi di utilizzo della tecnologia per accorciare la distanza tra di noi e per sentirci più vicini. La Psicologia ha evidenziato la trasformazione dei legami affettivi della Famiglia (qui), individuando un ciclo vitale, che cambia le relazioni tra i familiari. L’introduzione di un nuovo membro, infatti, fa cambiare gli obiettivi e gli equilibri (come ad esempio la nascita di un figlio). Allo stesso tempo, anche la famiglia con un figlio adolescente, cambia le proprie dinamiche interne. In rete, sono molti i download per i giochi di ruolo sociale, che simulano la realtà, in cui creare personaggi, con sembianze fisiche analoghe alle nostre. Gli avatar, infatti, lavorano, incontrano amici, si sposano, mettono al mondo dei figli, ripercorrendo così le tappe della vita reale. La pandemia ha intensificato l’utilizzo di un mondo simulato, in cui rifugiarsi, perdendo così il contatto con il qui e ora. Un profilo virtuale di un social network si confonde e si sovrappone a quello reale. Si perde così la funzione integrativa e ne si aumenta il fattore isolante. Il reale e il virtuale possono coesistere in un gioco di equilibrio tra le parti, dove la tecnologia non sostituisce la corporeità, ma la completa e, con un giusto approccio, la migliora. Se la famiglia fosse un frutto, sarebbe un arancio, un cerchio di sezioni tenute insieme ma separabili, con ciascun segmento distinto. (Letty Cottin Pogrebin)
La famiglia: rapporti di parentela e legami affettivi

La formazione di un nucleo familiare inteso come sistema aperto volto all’omeostasi