Federica Luongo

Federica Luongo, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale, approfondisce cos’è il benessere psicologico. Tutti noi siamo sempre affannati nella ricerca del benessere e della felicità. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità la depressione rappresenta la prima causa di disabilità a livello mondiale, in Italia riguarda circa 3 milioni di abitanti.  Spesso i tentativi per tenerci stretta la felicità ed evitare l’infelicità, ci portano a mettere in atto dei comportamenti rigidi rimanendo in quella che viene definita comfort zone che in realtà non fa altro che procurare più sofferenza.  In realtà bisogna imparare delle tecniche che non solo ci permettono di inseguire la felicità ma ci insegnano anche ad accogliere il disagio e la sofferenza, come parti inevitabili della vita.  Per rispondere alla domanda perché è così difficile essere felici? Basti pensare a come la mente umana si è evoluta proprio per aiutarci ad evitare i pericoli, aiutandoci a trovare sempre modi per sopravvivere.  Per riuscire a ridurre l’impatto negativo nella nostra vita, basterebbe accettare la presenza del dolore, la felicità è qualcosa che parte dall’interno e finché ci affanneremo soltanto a ricercarla all’esterno, allora sarà sempre difficile essere felici.

Coppie, Famiglie e Disagio Sociale

Sarantis Thanopulos fa parte del dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia, e collabora con il quotidiano Manifesto in cui cura la rubrica “verità nascoste” La sua è una prospettiva sul collegamento tra le coppie, le famiglie e il disagio sociale. Si sta smarrendo la dimensione tragica, ovvero la prevalenza della logica maschile centrata sul bisogno, rispetto alla logica femminile centrata sul desiderio. Una logica quella del bisogno che mira a eliminare le tensioni e quella del desiderio che mira invece a farci restare nel campo di esperienze di piacere complesse, intense e profonde che persistente quando la logica maschile prevale ed è una logica che ha un carattere difensivo rispetto alla logica dello scambio delle relazioni paritarie.  Viene a mancare quello che è l’aspetto fondamentale della relazione con il nostro mondo, il piacere della scoperta. il mondo diventa sempre di più un luogo che abitiamo cercando di definire le nostre azioni e lasciando poco spazio alla creatività e alla sperimentazione.  La seconda cosa che ci insegna la tragedia classica e che oggi siamo in difficoltà a causa della chiusura nei confronti dell’altro. Si parla molto di tramonto del padre, di eclissi della figura paterna in realtà quello che è venuto meno è il modello patriarcale, un modello fondato sul privilegio improprio dell’uomo nei confronti della donna sul piano sociale e più concretamente nel campo del contratto matrimoniale  Il tramonto della struttura patriarcale non conduce ad un equilibrio, ma assistiamo ad un processo d’indifferenziazione dei ruoli per mantenere viva la relazione coniugale. Ciò che viene in realtà a mancare è un fenomeno molto diffuso ma allo stesso tempo anche molto misconosciuto, ovvero stiamo assistendo a una difficoltà a mantenere viva la dimensione erotica.

Annamaria Ascione, Dottoressa Alfano, Ester Rascato e Pasquale Contaldi

La Onlus ha sviluppato negli anni dei corsi di formazione e informazione sia nelle scuole primarie che nelle secondarie. La pandemia ha introdotto problematiche nuove nelle scuole ed ha provocato una serie di tensioni, che si sono riversate sui bambini. Questo ha spinto vari esperti, ad un lavoro di ricerca su come prevenire i disturbi che eventualmente possono insorgere nei bambini più piccoli che sono più vulnerabili, e una ricerca su come comunicare in maniera adatta questa nuova realtà.  Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato.  Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte.  Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato.  Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte.

Antonio Ferrara

Ferrara affronta il problema che stiamo attualmente vivendo, ovvero lo stato di pandemia a causa del Covid 19. Spiegando che comunque questi eventi così tragici si manifestano ogni 20-30 anni, provocando sentimenti di ansia e paura, non tutti però reagiscono allo stesso modo, ci sono infatti coloro che invece di affrontare la paura entrano in una contro fobia. Dimenticano il pericolo  e  si fanno sopraffare da questo sentimento. La soluzione terapeutica dal punto di vista della Gestalt, consiste nel cercare un punto presente, ovvero il viversi il qui e ora, vivere l’attimo, e quest’ attimo non deve dare spazio a determinati pensieri e paure.

Antonio Ferrara

Antonio Ferrara espone il problema dei conflitti, che possono accadere in una coppia. Questi sono un aspetto presente nella convivenza e possono essere la causa della rottura definitiva dei rapporti o possono essere utilizzati per crescere insieme. Il conflitto, se fatto con consapevolezza può essere un oggetto da valutare, per apprendere l’uno dall’altro. Spesso emergono infatti fattori inerenti il proprio passato, risvegliando stati d’animo che erano stati sepolti nella memoria, che però inconsciamente ancora funziona, ci sono quindi delle modalità per poter affrontare il trauma facendolo tornare a galla, in questo modo è possibile risolvere i propri fantasmi. 

Antonio Ferrara

Il Dott. Antonio Ferrara ha illustrato l’Enneagramma, rappresentato da una figura geometrica formata da un cerchio che include un triangolo equilatero a cui si interseca una figura a sei lati. I punti che toccano il cerchio sono numerati in senso orario da 1 a 9 e sono collegati tra loro da linee.  L’Enneagramma descrive 9 tipi di personalità e la loro interrelazione, il triangolo iniziale costituisce i 3 pilastri del carattere ovvero, pigrizia, paura e vanità.  Partendo quindi dal concetto di unità con il divino, l’uomo nell’affrontare questa separazione prova quindi, pigrizia. Questo implica una perdita di spinta creativa e vitale, la mente diventa distratta, perde interesse e questo provoca paura. Per proteggersi l’uomo si crea una maschera, ecco quindi il terzo punto ovvero la vanità. Queste tre dimensioni sono alla base di ogni carattere, troviamo poi l’eroso, che indica una persona molto esigente. L’orgoglioso, l’invidioso carattere tipico della sofferenza, non si soddisfa mai passa la vita a lamentarsi.  L’avaro colui che tende a tenere tutto per sé, il goloso, colui che tende ad evitare il dolore, infine lussurioso, non si tratta solo di lussuria sessuale ma soprattutto una resistenza che vuole dominare tutto.

Il Malinteso Relazionale

Sara Luciano e Antonella Verdolotti spiegano il loro intervento intitolato il malinteso relazionale, perché alla base di ogni dinamica relazionale c’è un grande malinteso non solo nella confusione tra l’innamoramento e l’amore ma anche una confusione tra ciò che incontro e ciò che incastro  L’amore non è dato dall’incastro, nonostante questo sia sorretto dalle nostre più grandi fantasie, come quella dei due pezzi di puzzle che si incastrano perfettamente. In realtà l’amore è dato dall’incontro che rende l’esperienza d’amore un’esperienza magnificamente traumatizzante come un trauma di rinascita, trauma perché è traumatico in realtà tutto ciò che irrompe nel reale, arriva all’improvviso non essendo previsto,  Un altro malinteso è quello che all’interno delle relazioni c’è sempre uno dei due in una posizione passiva e una posizione attiva, perché sono confusi i piani del dare e dell’avere.   È per paura dell’ignoto che molto spesso perdiamo la vera ricchezza che potrebbe dare una relazione matura. La relazione matura è quella che porta ad una conoscenza ignota di sé stessi perché sicuramente sono parti di sé mai sperimentate  le relazioni sane e mature sono le relazioni paritarie non c’è prevaricazione, non c’è manipolazione, non c’è inganno e sono rare  il primo passo per riconoscere di trovarsi di fronte ad uno psichismo evoluto e il riconoscimento dell’alterità riconosco l’altro tutta la sua esistenza in tutta la sua natura e personalità e quindi restringo la mia posizione auto centrica. Le relazioni mature sono relazioni dove alla base è necessario che ci siano interessi, valori, fini e progetti condivisi ma è essenziale che ci sia un’attitudine alla propria capacità di reggere un’intimità profonda, che porta come conseguenza anche una dose di dipendenza e fiducia nell’altro.