IL FRAMING E L’INFLUENZA NELLE DECISIONI

Quando dobbiamo prendere una decisione, se abbiamo tempo, in genere riflettiamo e mettiamo a confronto le opzioni che abbiamo a disposizione. In questa panoramica, entra in gioco l’effetto framing. Per valutare cosa sia meglio fare in una data situazione, facciamo delle categorizzazioni, deduzioni e previsioni. La presa di decisione è soggetta all’effetto framing, secondo il quale il processo di scelta è influenzato da come “incorniciamo” un’opzione. L’effetto framing si presenta frequentemente nelle scelte di tipo economico. Facciamo questo esempio: “Sei in un grande magazzino e stai comprando una giacca che costa 125€ e una calcolatrice che costa 15€. Un commesso ti dice che la stessa calcolatrice è venduta a 10€ in un negozio distante 20 minuti di auto. Andresti in questo punto vendita?” Fondamentalmente si tratta di decidere se lo sconto di 5€ vale lo spostamento richiesto. La decisione viene presa incorniciando lo sconto in uno scenario che ha come riferimento il prezzo base della calcolatrice. Andando nell’altro punto vendita si compra la calcolatrice risparmiando un terzo del suo costo. In questo caso, il 68% dei partecipanti ha deciso di andare nell’altro punto vendita. Successivamente la domanda è stata posta in un altro modo. “Sei in un grande magazzino e stai comprando una giacca che costa 125€ e una calcolatrice che costa 15€. Un commesso ti dice che la stessa giacca è venduta a 120€ in un negozio distante 20 minuti di auto. Andresti in questo punto vendita?”. In questo secondo caso solamente il 29% si è dichiarato disposto ad andare nell’altro punto vendita perché la decisione era incorniciata assumendo come punto di riferimento la giacca. Dunque, i 5€ di sconto hanno un impatto decisamente maggiore se rapportati a una spesa di 15€ rispetto a una di 125€. Alcuni ricercatori hanno introdotto delle modifiche alla versione originale del problema della calcolatrice e della giacca. Piuttosto che riportare prodotti che non hanno nessuna relazione (come la giacca e la calcolatrice), gli autori hanno preso coppie di prodotti che appartengono alla stessa categoria (ad esempio una tuta da sci e un paio di sci). In questo caso, i partecipanti sono portati a stabile una relazione tra i due prodotti. Quanto più forte viene percepito il legame tra i due prodotti, più l’effetto framing svanisce. Questo perché la tendenza a valutare i due prodotti in maniera congiunta prevale sulla tendenza a trarre conclusioni sulla base di livelli di riferimento sempre diversi. In conclusione, l’effetto framing dimostra quanto sia potente il modo in cui le informazioni vengono presentate nel plasmare le nostre decisioni e percezioni. BIBLIOGRAFIA Feldman, R.S., Amoretti, G., & Ciceri, M.R. (2017). Psicologia generale. New York: McGraw-Hill Education

I NOSTRI RICORDI SONO SEMPRE AFFIDABILI?

Noi umani siamo in grado di avere dei ricordi particolareggiati di moltissimi eventi. Ma i nostri ricordi sono sempre affidabili? La risposta è ovviamente NO. Quando recuperiamo delle informazioni, il ricordo che viene prodotto è influenzato sia dall’esperienza diretta dello stimolo sia dal significato che noi gli attribuiamo. Secondo Bartlett, i nostri ricordi sono spesso il risultato di una ricostruzione generale basata su esperienze precedenti. Veniamo ora al caso dei testimoni oculari in un processo. Come è ben risaputo, spesso è molto difficile rievocare i particolari di un delitto. Esistono moltissimi esempi di scambi di persona. A William Jackson i ricordi inadeguati di due persone sono costati cinque anni di vita. Jackson è stato vittima di uno scambio di persona quando due testimoni lo hanno identificato in una fila di persone come l’autore di un delitto. Sulla base di questa testimonianza è stato dichiarato colpevole e condannato a trascorrere in carcere da 14 a 50 anni. Cinque anni dopo è stato identificato il vero colpevole del delitto e Jackson è stato liberato. Purtroppo non si tratta di un caso isolato. I testimoni, infatti, tendono a commettere errori notevoli quando tentano di rievocare i particolari di un delitto, anche se si fidano molto dei loro ricordi. Uno dei motivi principali di queste distorsioni è l’impatto delle armi. Quando l’autore del delitto estrae un’arma (da fuoco o da taglio), essa agisce come un magnete sulla percezione, attraendo lo sguardo dei testimoni. Di conseguenza i testimoni prestano meno attenzione a tutti gli altri particolari del delitto, distorcendo i loro ricorsi. Anche in assenza di armi sulla scena del delitto, si possono verificare degli errori di memoria. Il fatto che i testimoni oculari siano inclini a commettere errori dipende anche da come i funzionari di polizia pongono loro le domande. Ad esempio, in un esperimento i partecipanti hanno visto un film che vedeva due automobili che si scontravano. Ad alcuni è stato chiesto “All’incirca a che velocità viaggiavano le due automobili quando si sono scontrate?” e la risposta è stata circa 65 km/h. Ad un altro gruppo è stato chiesto “All’incirca a che velocità viaggiavano le due automobili quando si sono toccate?” e la velocità stimata media è diminuita a 51 km/h. Le stime di velocità sono variate in un ampio intervallo, a seconda del mondo in cui è stata posta la domanda. Il problema dell’affidabilità dei ricordi diventa ancora più acuto quando i testimoni sono bambini in quanto i loro ricordi sono molto più vulnerabili dall’influenza degli altri. I ricordi dei bambini sono influenzati ancora di più quando la situazione è fortemente emotiva o stressante. In conclusione, i nostri ricordi non sono sempre affidabili e ciò è particolarmente vero quando i testimoni sono bambini. BIBLIOGRAFIA Feldman, R.S., Amoretti, G., & Ciceri, M.R. (2017). Psicologia generale. New York: McGraw-Hill Education

I CONCERTI E LA VALENZA PSICOLOGICA

I concerti sono molto più di semplici eventi sociali o di intrattenimento. Sono esperienze multisensoriali che possono attivare una serie di componenti psicologiche, influenzando emozioni, percezioni e connessioni sociali. In questo articolo, esploreremo le molteplici dimensioni psicologiche coinvolte in queste esperienze uniche. 1. ANTICIPO DELL’ECCITAZIONE Prima ancora di entrare nello spazio del concerto, l’anticipazione dell’evento può innescare una serie di reazioni psicologiche. La prospettiva di vedere un artista o una band preferita può portare a un aumento dell’entusiasmo e dell’eccitazione. Questa anticipazione può influenzare il nostro umore e prepararci emotivamente per l’esperienza che ci aspetta. 2. IL COINVOLGIMENTO SENSORIALE Una volta all’interno del luogo del concerto, siamo immersi in un ambiente ricco di stimoli sensoriali. La musica, in particolare, attiva una vasta gamma di sensazioni uditive, dalle note melodiche al ritmo pulsante. Questo coinvolgimento sensoriale può avere un impatto immediato sul nostro stato emotivo, inducendo sentimenti diversi a seconda del tipo di musica e delle nostre esperienze personali che le associamo. 3. LA CONNESSIONE SOCIALE I concerti offrono anche un’opportunità unica per connettersi con gli altri. Condividere un’esperienza musicale in tempo reale con un pubblico di persone che condividono interessi simili, infatti, può favorire un senso di appartenenza e comunione. Dunque, i legami sociali che si formano durante un concerto possono essere potenti. La musica agisce come un collante emotivo che unisce le persone attraverso esperienze condivise. 4. L’ESPERIENZA TRASCENDENTALE Alcuni concerti possono portare gli spettatori in uno stato di trance o estasi, noto anche come “esperienza trascendentale”. Durante queste performance, infatti, le persone possono perdere la percezione del tempo e dello spazio, sentendosi totalmente immersi nella musica e nell’atmosfera del concerto. Questo stato di flusso può portare a una sensazione di unità sia con la musica stessa sia con il pubblico circostante, creando un senso di completa armonia e felicità. 5. L’EFFETTO CATARTICO La musica ha il potere di suscitare emozioni profonde e spesso può fungere da catalizzatore per il rilascio di tensioni emotive accumulate. Attraverso l’esperienza condivisa di un concerto, le persone possono trovare un’uscita per le proprie emozioni, sia esse gioiose o dolorose. Questo effetto catartico può avere benefici terapeutici, offrendo un modo per elaborare e affrontare sentimenti difficili. 6. LA MEMORIA E IL SIGNIFICATO PERSONALE Le esperienze vissute durante un concerto possono diventare parte integrante della nostra narrazione personale, creando ricordi indelebili e associandoci a momenti significativi della nostra vita. La musica ha il potere di evocare ricordi e emozioni in modi unici e i concerti possono essere catalizzatori potenti per questo processo. In conclusione, andare a un concerto è un’esperienza che va oltre il semplice ascolto di musica dal vivo. Questa esperienza coinvolge una serie complessa di componenti psicologiche, dalle emozioni suscitate dall’anticipazione e dall’ascolto della musica, alla connessione sociale e alla formazione di significati personali duraturi.

LA MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA

La manipolazione psicologica è una forma subdola di influenza sociale, che si manifesta in molteplici modi. Il libro “Manipolatori – Le catene invisibili della dipendenza psicologica” ci getta nel cuore oscuro della manipolazione psicologica attraverso le storie intricanti e spesso inquietanti di Elisa nel true crime. Ma cosa c’è dietro questa capacità di controllare le menti altrui? Cosa spinge alcuni individui a manipolare gli altri con tale maestria? In questo articolo esploreremo da vicino alcuni aspetti psicologici coinvolti nelle dinamiche della manipolazione. 1. LA COMPLESSITA’ DEL CARATTERE DEL MANIPOLATORE Nel libro, l’autrice descrive i personaggi manipolatori con una gamma di sfumature psicologiche, che li rendono più realistici e complessi. Ad esempio, un manipolatore può agire a causa di un profondo senso di inferiorità e insicurezza. In questo caso cerca di compensare questi sentimenti attraverso il controllo sugli altri. Al contrario, un manipolatore potrebbe agire da una posizione di narcisismo patologico. In questo secondo caso, egli va cercando costantemente l’ammirazione e il potere sulla vita degli altri per alimentare il proprio ego fragile. 2. LE TECNICHE DI MANIPOLAZIONE E DI CONTROLLO Le tecniche di manipolazione e controllo descritte nel libro possono includere una serie di strategie psicologiche sottili e subdole. Ad esempio, la manipolazione emotiva induce la vittima a fare ciò che il manipolatore desidera, facendo leva sui sentimenti di colpa o di compassione della stessa. Oppure attraverso tecniche di isolamento sociale, il manipolatore cerca di separare vittima dal suo supporto sociale in modo da esercitare un maggiore controllo sulla stessa. 3. LE DINAMICHE DI POTERE Nel contesto delle storie raccontate, le vittime spesso si trovano in una posizione di vulnerabilità psicologica che li rende suscettibili alla manipolazione. Si tratta di vittime recentemente colpite da un evento traumatico e quindi più inclini a cercare conforto e guida da parte del manipolatore. Questo squilibrio di potere può portare a una dinamica relazionale tossica, in cui il manipolatore esercita un controllo coercitivo sulla vittima, spingendola a fare scelte contro il proprio interesse. 4. LE CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DELLA MANIPOLAZIONE Infine, la lettura del libro ci offre un’opportunità per esplorare le conseguenze psicologiche devastanti della manipolazione sulle vittime coinvolte. Le vittime possono sviluppare disturbi legati allo stress post-traumatico a seguito di un’esperienza manipolativa intensa (con sintomi com flashback, ansia e ipervigilanza). Oppure una vittima può sperimentare la perdita di fiducia in se stessa e negli altri, trovandosi a ripensare costantemente agli eventi passati e a chiedersi se potrebbe essere stata ingannata di nuovo. In conclusione, il libro “Manipolatori” ci offre un’opportunità unica per esplorare gli aspetti psicologici della manipolazione attraverso le storie avvincenti di Elisa nel true crime. Si tratta di un’opera che non solo intrattiene, ma anche ci invita a riflettere sulle profonde sfumature della mente umana e sulla necessità di essere consapevoli delle tattiche manipolative che possono insinuarsi nelle nostre vite.

IL VOLONTARIATO E LA PSICOLOGIA

Il volontariato ha le sue radici profonde nell’essenza stessa della natura umana e ha molteplici componenti psicologiche profonde. I comportamenti di volontariato vengono anche messi in occasione di momenti significativi, come possono essere il Natale e la Pasqua. Essendo passata da pochi giorni la Pasqua, in questo articolo vedremo trattate le diverse componenti psicologiche legate al volontariato. 1. L’ALTRUISMO Il volontariato è alimentato dall’impulso innato dell’uomo verso l’altruismo, inteso come la propensione innata a compiere azioni a vantaggio degli altri senza aspettarsi nulla in cambio Durante la Pasqua, questo sentimento altruistico può essere particolarmente accentuato poiché la stagione è spesso associata alla generosità e alla condivisione. 2. EMPATIA E COMPASSIONE L’empatia ci consente di comprendere e condividere le emozioni degli altri, mentre la compassione ci spinge ad agire per alleviare le sofferenze altrui. Durante la Pasqua, questi sentimenti sono particolarmente vivi, poiché ci ricordano l’importanza di condividere gioie e dolori con coloro che ci circondano. Le persone, infatti, possono sentirsi particolarmente motivate a aiutare coloro che sono in difficoltà o che si trovano in situazioni di bisogno, dimostrando così la loro empatia e compassione. 3. IDENTITA’ E SENSO DI APPARTENENZA Partecipare al volontariato in generale e durante la Pasqua può offrire un senso di appartenenza e di identità più profondo. Questo senso di appartenenza alla comunità ci riempie di gratitudine e di gioia, rafforzando il legame tra gli individui. 4. AUTOREALIZZAZIONE E GRATIFICAZIONE PERSONALE Il volontariato offre anche un’opportunità unica di autorealizzazione e gratificazione personale. L’atto di dare senza aspettarsi nulla in cambio porta una sensazione di realizzazione interiore e di soddisfazione che va al di là delle ricompense materiali. Durante la Pasqua, questo sentimento è amplificato dal contesto spirituale e dalla riflessione sul significato più profondo della vita e della solidarietà umana. In conclusione, queste componenti psicologiche del volontariato ci mostrano come l’essere umano sia intrinsecamente motivato verso l’altruismo, l’empatia e la solidarietà. Questi valori, espressi attraverso azioni volontarie durante la Pasqua, possono arricchire sia chi dona sia chi riceve, contribuendo a creare una comunità più coesa.

IL MARKETING SPORTIVO E LA PSICOLOGIA

Nel mondo dello sport, il tifo non è solo una questione di passione per una squadra, ma anche di connessione e coinvolgimento emotivo. Il marketing sportivo si avvale di questa psicologia dei tifosi per creare strategie che coinvolgano e fidelizzino i sostenitori in modo efficace ed emozionante. In questo articolo vedremo alcuni punti cardine, che chi si occupa di marketing sportivo deve conoscere. 1. COMPRENDERE LE EMOZIONI DEI TIFOSI La base del marketing sportivo efficace risiede nella comprensione delle emozioni che guidano il comportamento dei tifosi. Le emozioni possono essere utilizzate dalle squadre e dalle organizzazioni sportive per creare legami emotivi più profondi con i propri sostenitori e stimolare l’azione. Un esempio è la campagna “Hala Madrid” realizzata dal Real Madrid, attraverso la quale la squadra usa video emozionanti che celebrano i momenti di gloria del club. Questi video sono accompagnati da slogan potenti che trasmettono un senso di appartenenza e identificazione con la squadra come “We are Madrid” o “Juntos somos mas fuerte” (“Insieme siamo più forti”). 2. BRANDING EMOTIVO E IDENTITA’ DEL MARCHIO Le squadre sportive sfruttano il branding emotivo per costruire un’identità di marca che risuoni con i tifosi.  Questo può includere la creazione di slogan, simboli e colori distintivi che evocano emozioni e sentimenti di appartenenza.  Ad esempio, la campagna “You’ll never walk alone” del Liverpool FC non solo riflette il sostegno dei tifosi per la squadra, ma crea anche un senso di unità e solidarietà tra i sostenitori. 3. COINVOLGIMENTO DELLA COMMUNITY E PARTECIPAZIONE DEI TIFOSI Le squadre sportive coinvolgono attivamente i tifosi attraverso iniziative che promuovono l’interazione e la partecipazione della community.  Un esempio è l’iniziativa “Inter Village” dell’Inter, che prevede la creazione di aree dedicate ai tifosi all’interno dello stadio San Siro. Qui i tifosi possono partecipare a eventi pre-partita, incontrare i giocatori e godere di intrattenimento dal vivo. Tali iniziative non solo incoraggiano l’interazione dei tifosi, ma creano anche un senso di coinvolgimento e appartenenza alla squadra. 4. PERSONALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA DEL TIFOSI Il marketing sportivo si sta spostando sempre più verso l’offerta di esperienze personalizzate per i tifosi. Le squadre usano dati e tecnologie avanzate per comprendere meglio i propri sostenitori e offrire contenuti e offerte su misura.  Ad esempio, le app per i tifosi possono fornire aggiornamenti in tempo reale sulle partite, offerte esclusive per i membri e contenuti personalizzati basati sull’interesse e sulle preferenze dei tifosi. 5. IMPORTANZA DELL’ESPERIENZA DELLO STADIO L’esperienza dello stadio gioca un ruolo cruciale nel coinvolgimento dei tifosi e nel successo del marketing sportivo.  Le squadre investono in infrastrutture e servizi che migliorano l’esperienza dei tifosi durante le partite, come aree lounge esclusive, cibo e bevande di alta qualità e intrattenimento dal vivo.  Un’esperienza positiva allo stadio non solo aumenta il coinvolgimento dei tifosi, ma può anche influenzare positivamente la percezione complessiva della squadra e del marchio. In conclusione, la psicologia dei tifosi svolge un ruolo fondamentale nel marketing sportivo, guidando strategie che creano connessioni emotive profonde con i sostenitori.  Comprendere le emozioni, il comportamento e le preferenze dei tifosi consente alle squadre e alle organizzazioni sportive di sviluppare campagne di marketing più efficaci e coinvolgenti, che promuovono l’interazione, la fedeltà e il supporto continuo dei sostenitori.

I LIBRI GIALLI E IL LORO FASCINO

Nel vasto panorama della letteratura, l’interesse per i libri gialli è sempre stato presente. E se c’è un’autrice che ha saputo catturare l’immaginazione dei lettori è senza dubbio Agatha Christie. Questo genere letterario non solo intrattiene, ma sollecita anche aspetti fondamentali della psiche umana.  In questo articolo verranno approfonditi alcuni dei temi psicologici che spiegano il grande interesse dei lettori nei confronti di questo genere letterario.  1. ELEMENTO DEL CONTROLLO La vita quotidiana è spesso caratterizzata da incertezza e imprevedibilità. Il lettore, però, immergendosi in un romanzo di Agatha Christie, sperimenta un senso di controllo sulla narrazione. La possibilità di raccogliere indizi, formulare ipotesi e tentare di risolvere il mistero prima che venga svelato rappresenta una forma di controllo su un ambiente altrimenti incerto. Questo senso di controllo può essere particolarmente gratificante dal punto di vista psicologico poiché offre una fuga temporanea dalla realtà. Inoltre, è un’opportunità di esercitare le nostre capacità di problem-solving in un contesto sicuro e controllato. 2. GRATIFICAZIONE DELLA RISOLUZIONE La soddisfazione derivante dall’affrontare e superare una sfida è un potente motivatore per il comportamento umano.  Nei libri gialli, questa gratificazione è rinforzata dall’accumulo graduale di indizi, che culmina nella rivelazione del colpevole.  La sensazione di soddisfazione che segue la risoluzione del mistero non solo compensa i nostri sforzi, ma rafforza anche il legame emotivo con il romanzo e l’autore stesso. Esiste anche una forma di soddisfazione che deriva dalla comprensione delle dinamiche che hanno portato alla sua soluzione. Nelle sue storie Agatha Christie rivela il colpevole dando una spiegazione dettagliata dei suoi motivi e del modus operandi. 3. FASCINO PER L’ANOMARLITA’ I personaggi di Agatha Christie sono spesso complessi e sfaccettati, con motivazioni oscure e segreti nascosti che li rendono affascinanti da un punto di vista psicologico. Per i lettori, esaminare le sfumature dei personaggi dell’autrice offre un’opportunità unica per esplorare la mente umana e comprendere le diverse motivazioni che ne guidano il comportamento.  5. ESPLORAZIONE DELLA DUALITA’ UMANA I libri gialli mostrano come anche le persone apparentemente normali possono nascondere lati oscuri e compiere azioni sorprendenti.  Agatha Christie crea personaggi multidimensionali, i cui comportamenti apparentemente innocui nascondono spesso segreti inquietanti.  Questo gioca con le aspettative del lettore e contribuisce ad accrescere la suspence. In conclusione, i libri gialli di Agatha Christie offrono molto più di semplici enigmi da risolvere. Consentono di immergersi nella psiche umana, esplorando le sue molteplici sfaccettature e offrendo una finestra sulla complessità del comportamento umano.

L’AUTO-EFFICACIA E I SUOI AMBITI DI INTERVENTO

l'auto-efficacia

L’auto-efficacia percepita si riferisce alle credenze e aspettative relative alla propria capacità di azione in compiti e situazioni futuri. In relazione al costrutto psicologico di auto-efficacia, esistono diversi ambiti di intervento che spaziano dalla promozione della salute, al contesto professionale e lavorativo fino all’ambito sportivo. Di seguito si parlerà di alcune applicazioni di tale costrutto. 1. Numerosi studi hanno evidenziato che le persone con convinzioni positive di auto-efficacia tendono a mettere in atto comportamenti che favoriscono la promozione della salute. In particolare, i ricercatori si sono interessati al legame tra questo costrutto e la modifica di abitudini e comportamenti di rischio per la salute individuale. Ad esempio l’uso del preservativo come prevenzione dall’HIV, la regolazione dell’esercizio fisico dopo un attacco cardiaco, la cura dell’igiene dentale… Da questi studi emerge che le campagne di salute più efficaci sono quelle che integrano la trasmissione delle informazioni con il rafforzamento della percezione di auto-efficacia personale. Le persone che hanno sviluppato un alto livello di auto-efficacia sono coloro che riescono a modificare le loro abitudini e a mantenere nel tempo le nuove. 2. Ulteriori filoni di ricerca hanno dimostrato come le prestazioni di un atleta non dipendano solamente dalle sue abilità fisiche. Entrano in gioco anche l’auto-efficacia percepita e la motivazione personale. Gli atleti che hanno un alto livello di auto-efficacia sono bravi nella gestione dello stress e dell’ansia prima e durante la competizione. Inoltre, sono in grado di stabilire per se stessi obiettivi ambiziosi, ma realistici. Molti studi suggeriscono che il ruolo dell’allenatore sia determinante sullo sviluppo e sul mantenimento della stessa e della motivazione dell’atleta. 3. Esiste anche l’auto-efficacia collettiva intesa come la convinzione condivisa all’interno di un gruppo di essere in grado di raggiungere insieme gli obiettivi prestabiliti. L’auto-efficacia collettiva può anche essere considerata un fattore protettivo nei confronti del burnout in quanto contribuisce al benessere del gruppo. BIBLIOGRAFIA Carver, C.S., Scheier, M.F., Giampietro, M., & Iannello, P. (2019). Psicologia della personalità: prospettive teoriche, strumenti e contesti applicativi. Milano-Torino: Pearson Italia

IL MODELLO DEI BIG FIVE E LE SUE APPLICAZIONI

il modello dei big five

Il modello dei Big Five è largamente utilizzato nei contesti in cui è importante fare delle previsioni rispetto al comportamento delle persone in diversi ambiti di vita. Questo modello sostiene che la personalità sia costituita da cinque fattori di base. Essi sono: Estroversione: riflette il grado in cui una persona è socievole, assertiva, e orientata verso gli altri Nevroticismo: si riferisce a come le persone reagiscono di fronte alle situazioni stressanti Amicalità: riflette la capacità di stabilire relazioni con gli altri Coscienziosità: identifica la tendenza alla pianificazione, alla persistenza e allo sforzo per raggiungere degli obiettivi Apertura mentale: riflette l’apertura mentale di una persona a nuove idee, esperienze e culture VEDIAMO ORA ALCUNE APPLICAZIONI DEL MODELLO DEI BIG FIVE Il modello dei Cinque fattori è largamente usato come strumento predittivo del livello di prestazione lavorativa degli individui. Un elevato livello di coscienziosità e un basso livello di nevroticismo sono i tratti che sembrano essere più predittivi di una prestazione lavorativa positiva. Alcuni studi suggeriscono anche che il livello di estroversione sia connesso positivamente al grado di coinvolgimento e partecipazione in quelle posizioni in cui è richiesta una grande interazione sociale. Ad esempio è il caso delle posizioni commerciali e del management. 2. Un altro ambito di studi molto sviluppato è quello relativo al legame tra i cinque fattori e la salute. Emerge che le persone con un elevato livello di coscienziosità sono coloro che vivono più a lungo. Questo perché tendono a mettere in atto una serie di comportamenti che promuovono e salvaguardano la propria salute, evitando di incorrere in comportamenti nocivi e lesivi. Ad esempio: tendono a seguire una dieta sana, a fare esercizio fisico… 3. Infine, un’altra particolare modalità attraverso cui il modello dei Big Five trova applicazione è il marketing. I cinque fattori possono anche essere usati per identificare le caratteristiche che definiscono una marca o un prodotto e, dunque, ottenere un profilo della personalità del brand. In questo caso, l’intento è indagare le reazioni e i legami che stanno alla base del rapporto tra prodotti e consumatori. Una marca percepita positivamente aumenta la propensione all’acquisto da parte degli stessi consumatori. La percezione che i consumatori hanno di una marca è un elemento molto importante perché fornisce a chi si occupa di pubblicità alcune indicazioni preziose relative alle caratteristiche su cui far leva nelle proprie pubblicità. BIBLIOGRAFIA Carver, C.S., Scheier, M.F., Giampietro, M., & Iannello, P. (2019). Psicologia della personalità: prospettive teoriche, strumenti e contesti applicativi. Milano-Torino: Pearson Italia

I MECCANISMI DI DISIMPEGNO MORALE

i meccanismi di disimpegno morale

Oggi esploriamo quali sono i meccanismi di disimpegno morale, che portano le persone a mettere in atto comportamenti che violano i loro standard etici interni. Secondo Bandura, questi meccanismi cognitivi portano le persone a discostarsi dai loro standard morali senza sperimentare disprezzo nei propri confronti. Facciamo ora un passo indietro… La maggior parte dei criteri che una persona usa per valutare il proprio comportamento è costituito da standard etici e morali. Questi si sviluppano attraverso esperienze personali dirette e vicarie, soprattutto attraverso l’apprendimento per osservazione. Una volta interiorizzati, i principi morali definiscono il confine tra una condotta eticamente accettabile e una non accettabile. Secondo Bandura, le persone in relazione alle questioni etiche e morali agiscono, esercitando la loro capacità di autoregolazione. ALLORA COME MAI CAPITA CHE LE PERSONE VIOLINO I LORO STANDARD ETICI, ANDANDO INCONTRO AL DISIMPEGNO MORALE? Bandura cerca di spiegare questo fenomeno, individuando una serie di meccanismi di disimpegno morale. 1. GIUSTIFICAZIONE MORALE Il comportamento immorale viene trasformato e reso personalmente accettabile in quanto serve per raggiungere obiettivi validi. Ad esempio: “Ho rubato perché devo dare da mangiare ai miei figli“. 2. ETICHETTAMENTO EUFEMISTICO Le persone usano dei termini lessicali eufemistici per definire le proprie azioni, così da renderle da un punto di vista linguistico moralmente accettabili. Ad esempio: i boia non uccidono i condannati a morte, ma “eseguono la sentenza del giudice“. 3. CONFRONTO VANTAGGIOSO La gravità di un’azione è relativa e dipende dall’azione con la quale si mette a confronto. Ad esempio: “Non è grave insultare un compagno dato che picchiarlo è peggio“. 4. SPOSTAMENTO DI RESPONSABILITA’ La persona che mette in atto un’azione immorale se ne lava le mani, scaricando la responsabilità su altri (solitamente su una persona che a suo dire le ha ordinato di agire in quel modo). Ad esempio: “Mi sono comportato così perché me l’ha detto lui“. 5. DIFFUSIONE DI RESPONSABILITA’ Esso è un meccanismo che permette di distribuire la responsabilità di un’azione immorale fra tutti i membri di un gruppo alleggerendo il peso di una responsabilità personale. Ad esempio “La colpa non è solo mia ma anche degli altri!“. 6. DISTORSIONE DELLE CONSEGUENZE Le persone distorcono e/o ignorano le conseguenze delle loro azioni immorali per farle sembrare meno gravi. 7. DEUMANIZZAZIONE Questo meccanismo porta le persone a non riconoscere delle qualità di essere umano a coloro che subiscono le azioni immorali. In questo modo le vittime non hanno più sentimenti, preoccupazioni e risultano insensibili a qualsiasi maltrattamento. 8. ATTRIBUZIONE DI COLPA Il comportamento riprovevole è presentato come una conseguenza necessaria rispetto a quanto detto o fatto dalla vittima. Ad esempio: spesso gli stupratori sostengono che la violenza sessuale sia dovuta al look della vittima. Eventi di cronaca recente in cui si assiste ad espressioni sempre maggiori di violenza fisica e verbale dimostrano come la teoria elaborata da Bandura sia ancora molto attuale. BIBLIOGRAFIA Carver, C.S., Scheier, M.F., Giampietro, M., & Iannello, P. (2019). Psicologia della personalità: prospettive teoriche, strumenti e contesti applicativi. Milano-Torino: Pearson Italia