L’apprendimento è un’esperienza emotiva

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Giada Mazzanti affronta il tema dell’apprendimento, di come esso sia mediato dal mondo interno di chi apprende, di come esso si sviluppi all’interno della relazione insegnante – allievo, e della prima forma di apprendimento ovvero la relazione madre – bambino. 

Il modo di interpretare la realtà esterna dipende dal mondo interno, in quanto questo riversa delle proiezioni sulla realtà che permettono di immagazzinare le informazioni esterne. 

Questo succede pure nella realtà scolastica durante il momento di apprendimento degli allievi, infatti l’allievo deve riuscire ad intermediare e mediare le proprie proiezioni di angoscia, nell’atto di apprendere.

Questo lo dovrebbero fare da soli, ma è molto difficile, infatti nella dinamica madre – bambino, serve una figura mediatrice che mentalizzi i vissuti di angoscia, in modo che possano essere riusati in maniera funzionale.

Nella scuola però questi aspetti negativi angoscianti vengono non considerati oppure trattati in ottica moralista. 

Quindi si può notare l’unione tra fattore emotivo legato al mondo interno e la relazione nel processo di apprendimento. Infatti l’apprendimento è possibile solo quando l’insegnante riesce a cogliere, capire e restituire, adeguatamente alle esigenze dell’allievo, il modo in cui egli stesso vive i rapporti e i fattori concomitanti al momento dell’apprendimento.

Quindi si riesce ad apprendere nel momento in cui si ha la possibilità di elaborare la fatica emotiva concomitante al momento del processo di apprendimento, e l’elaborazione emotiva avviene grazie alla relazione insegnante – allievo. 

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