Delia Bottino – CEPAT

Delia Bottino Psicologa Clinica, Analista Transazionale e docente al Cepat, ovvero il Centro Partenopeo di Analisi Transazionale, ha esposto i concetti di Tranfert e Controtrasfert così come vengono concepito al Cepat. Come sappiamo il Transfet, è un trasferimento sulla figura dell’analista di rappresentazioni inconsce del mondo del paziente, questo fenomeno però non avviene solo tra analista e analizzando, ma è un fenomeno naturale che appartiene al regno delle relazioni fra gli esseri viventi. Inoltre il Transfert non ha a che vedere solo con il rimosso oggettuale, ovvero la nostra storia, ma ha anche vedere con il rimosso istintuale ovvero, i nostri bisogni e le nostre pulsioni. Il Transfert e il Controtrasfert, inoltre non deve essere un momento in cui il paziente viene accolto e sostenuto, perché così facendo si perde di vista l’obiettivo ovvero l’analizzabilità dell’evento, e quindi la presa in carico del problema e del dolore, di conseguenza il Controtrasfert, va utilizzato in funzione dell’obiettivo terapeutico.
Valeria Bassolino

Letture Gestalt numero quattro
Valeria Bassolino

Letture Gestalt numero tre
Valeria Bassolino

Letture Gestalt numero due
Valeria Bassolino

Letture Gestalt numero uno
Francesco Mancini

Francesco Mancini è specializzato in neuropsichiatria infantile, è psicoterapeuta cognitivista ed è associato presso l’Università Guglielmo Marconi. Dirige dal 1994 un network di scuole di psicoterapia cognitiva e comportamentale, che ha sedi in tutta Italia e una delle più antiche è quella di Napoli. La storia della scuola di Psicoterapia Cognitiva inizia 42 anni fa nel 1978, quando fu fondato il centro di psicoterapia cognitiva, questo centro è stato uno dei motori principali dello sviluppo della psicoterapia cognitiva in Italia. Fino al 1994 l’attività didattica consisteva in un training di 100 ore l’anno, riconosciuti dalla società italiana di terapia cognitiva comportamentale, nel 1992 i soci del centro di psicoterapia cognitiva fondarono l’Associazione di Psicologia Cognitiva. Questa esperienza fu tra le prime 12 scuole nel dicembre del 1993 ad essere riconosciuta dal Ministero dell’Università, come centro capace di organizzare corsi abilitanti all’esercizio della psicoterapia. Nel 2000 fu fondata la scuola italiana di psicoterapia cognitiva che organizza vari corsi tra le sedi c’è Napoli, Verona, Ancona, Grosseto e Reggio Calabria. Le scuole si rivolgono principalmente in tre direzioni: la clinica, la didattica e la ricerca. La clinica ha sempre avuto il primato, ma per l’approccio cognitivo comportamentale, la psicoterapia deve essere fondata sulla ricerca scientifica. In particolare sulla ricerca di esito, cioè quella ricerca che cerca di rispondere alla domanda quali terapie funzionano meglio per quali disturbi. Nel dominio della psicoterapia si tende a dare grande importanza alle tecniche e una troppo scarsa importanza alla conoscenza dei processi psicologici, su cui si pretende di intervenire. Nella tradizione psicologica ha sempre avuto un’importanza speciale la relazione terapeutica, l’approccio comportamentale però, non esprime molta enfasi ai problemi connessi con la relazione terapeutica anche se, negli ultimi anni c’è un interesse crescente da parte di queste scuole. Infine un altro tema riguarda, cosa fa star male gli psicoterapeuti e cos’è che porta al burnout. La risposta non sta tanto nel fatto che gli psicoterapeuti stanno in continuo contatto con la sofferenza psicopatologica. Piuttosto è la solitudine, sappiamo che se uno psicoterapeuta segue un paziente borderline all’interno di un’equipe con cui può discutere del caso clinico, condividere i compiti e responsabilità, le cose per lui e per il suo impatto emotivo saranno di gran lunga enormemente inferiori. Altro è quello che accade se il terapeuta segue lo stesso paziente borderline nel chiuso del suo studio. Per prevenire questo problema Scuole hanno cercato di sostenere la creazione di nuovi studi professionali associati, attraverso il coinvolgimento dei neo specializzati.
Analisi Transazionale a orientamento Psicodinamico

Salvatore Ventriglia, direttore della scuola di specializzazione a indirizzo analitico transazionale orientamento psicodinamico di Caserta fondata nel 2008 Racconta cosa lo ha spinto e cosa ha rappresentato per lui l’incontro con l’analisi transazionale, e infine l’identità specifica della scuola di analisi transazionale a orientamento psicodinamico di Caserta La sua esperienza inizia con gli studi in medicina, ma nel corso della sua formazione ci fu un’esperienza che segnerà la sua esistenza, ovvero la conoscenza di persone che soffrono di un disagio psichico, questo lo spinge ad approfondire la psicopatologia. Da qui poi inizia ad avvicinarsi ad una specifica formazione ovvero quella analitica transazionale. Dopo una lunga e approfondita formazione, nasce in lui il desiderio di trasmettere le sue conoscenze per questo decide poi di fondare nel 2008 la sua scuola.
Massimo Gaudieri
Anna Maria Alfè

Anna Maria Alfè Psicoterapeuta Gruppoanalista, in relazione a questo determinato momento storico affronta il problema della paura del contagio, ed illustra gli elementi fondanti del pensiero gruppoanalitico. L’individuo isolato è un concetto astratto, in quanto il gruppo è determinante nel vissuto individuale a partire dalla nascita. Durante il percorso di crescita assumiamo valori e una serie codici umanizzanti dalla madre al neonato, quindi la madre fornisce quelli che sono i codici umanizzanti che una società condivide. Questi codici saranno poi condivisi con il gruppo di appartenenza. Questi ci consentono di riconoscerci come umani e di condividere con gli altri una modalità esistenziale. Questo aspetto è estremamente importante perché noi dipendiamo esclusivamente dalla relazione con l’altro, ed in ciò consiste l’aspetto ottimistico, della visione gruppoanalitica. L’essere umano ha bisogno di cooperare con gli altri esseri umani, per poter sopravvivere e per poter evolvere. Allo stesso tempo è necessario anche che si sviluppi una parte che costituisce la nostra identità, ovvero l’aspetto originale creativo che costituisce il nostro stare al mondo e di intendere le relazioni. Per questo è importante riuscire ad avere un pensiero individuale che si allontani da quello del gruppo. In questo periodo storico il pensiero principale è quello riguardante la paura del contagio, è necessario quindi cercare di allontanare questi pensieri negativi, attraverso idee creative che ci permettono di allargare i nostri orizzonti.
Maurizio Andolfi