Quando gli studenti non tollerano le bocciature

Il temerario è colui che non si lascia ingannare dalle aspettative.

Capita a tutti noi di leggere il giornale e di trovare qualche notizia non proprio piacevole. Spesso si legge di ragazzi che tentano il suicidio per una bocciatura. Quando gli studenti non tollerano le bocciature possono compiere anche gesti estremi. Perchè accade tutto questo? Cosa non ha sopportato quel ragazzo? Cosa gli ha fatto veramente male? Molte volte alla base di questi atteggiamenti c’è la delusione dell‘aspettativa. L’ aspettativa è una sorta di anticipazione di ciò che potrebbe accadere in futuro. In alcuni casi, però, prima dell’expolit finale lo studente lancia dei segnali, che ci fanno capire lo stato di disagio e malessere che sta vivendo.

L’aspettativa e la delusione

Abbiamo detto che quando gli studenti non tollerano le bocciature possono compiere anche gesti estremi. Il gesto estremo indica un vero e proprio attacco a se stesso e alla società. Accade che, se dopo aver compiuto una certa azione, non si raggiunge l’ obiettivo desiderato, si crea uno stato di non tolleranza. Se lo studente viene deluso da una sua aspettativa, ad esempio “l’ammissione alla classe successiva“, è molto probabile che cominci a soffrire e ad allontanarsi da persone e ambienti che,secondo il suo punto di vista, lo hanno deluso.

Occorre imparare a leggere il modo di fare e di agire dei ragazzi che “esibiscono” segnali di malessere. Un ragazzo che non tollera la bocciatura, è un ragazzo che in passato avrà già lanciato dei segnali, magari di nevrosi o di ansia da prestazione. Questi segnali si manifestano con o senza aggressività, in maniera evidente o silente. Lo scopo è intercettare subito i segnali di disagio e di malessere che vivono i ragazzi, attraverso la narrazione, ma anche attraverso la comunicazione non verbale.

Cosa fare se non tollerano le bocciature?

In alcune occasioni gli studenti hanno bisogno di condividere le loro idee, le loro aspettative positive o negative. In questi casi, facciamo capire ai ragazzi che si studia per se stessi, invitandoli a dare un perchè alle loro azioni. Questo potrebbe aiutarli a superare anche qualche fallimento. Perchè proprio come diceva Nietzche: chi ha un perchè per vivere, sopporta quasi ogni come. Evitiamo però di dire ai ragazzi che hanno subito una bocciatura: sei sempre il solito, guarda il tuo amico è stato promosso, sei sempre il solito scansafatiche. Queste parole non serviranno certamente a stimolarlo e ad andare avanti. Diversamente, in quel ragazzo si produrrà una dose di rabbia e aggressività, che gli servirà a sopportare il dolore e a gestire la sofferenza.