Giovanna Caporaso – Il tema della paura, in riferimento all’attuale situazione del COVID-19

Giovanna Caporaso, approfondisce il tema della paura, facendo ascoltare un monologo di Giorgio Gaber sulla paura. Oggi più che mai, la paura ha che fare con il Covid-19 che ha occupato il nostro tempo, il nostro spazio e le nostre relazioni personali e familiari, creando un contesto nuovo poco familiare e assolutamente impossibile da controllare. . Quello che ci fa provare più paura è che non abbiamo a che fare con un pericolo ma abbiamo a che fare con la sua pericolosità, ovvero il contagio, che è una minaccia che grava su di noi. Tutto questo chiaramente ha dei risvolti psicologici, e possiamo provare oltre che paura una forte ansia generalizzata, angoscia e molto altro. Ad aumentare questo disagio psicologico, ci sono anche le ricadute sociali ed economiche che questo COVID-19 ha comportato, come la sospensione del normale fluire della nostra vita. I mass media ci dicono che la situazione è grave e fanno riferimento alla categoria dei vulnerabili dal punto di vista fisico, ma si fa poco riferimento alla vulnerabilità in termini psicologici che è quella di cui invece ci si deve interessare particolarmente, ovvero questo stato di paura e di ansia prolungato generalizzato, che può diventare qualcosa di molto più grave come il disturbo post traumatico da stress. La paura andrebbe combattuta col coraggio ovvero si deve agire con il cuore ma in realtà quando la paura ci relega in uno spazio di solitudine e di chiusura, ci toglie energia vitale, ci toglie il nostro potenziale creativo e quindi ci toglie la capacità appunto di agire con il cuore e in questo caso è utile un aiuto. L’aiuto può consistere in tante modalità diverse. Uno strumento di benessere quindi che può in qualche modo fronteggiare questa situazione di paura è il nostro corpo. Questo diventa uno strumento di benessere grazie all’aiuto di tecniche di rilassamento come il training autogeno. Il training autogeno permette di gestire le proprie emozioni, è un metodo di auto distensione della mente e del corpo che può essere di aiuto in momenti di difficoltà in particolare in situazioni di ansia e di stress e la finalità degli esercizi è quella di riuscire ad esercitare un maggior controllo sulle nostre reazioni e quindi di poter controllare reazioni come attacchi di panico, ansia e quant’altro.
Federica Luongo

Federica Luongo, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivo comportamentale, approfondisce cos’è il benessere psicologico. Tutti noi siamo sempre affannati nella ricerca del benessere e della felicità. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità la depressione rappresenta la prima causa di disabilità a livello mondiale, in Italia riguarda circa 3 milioni di abitanti. Spesso i tentativi per tenerci stretta la felicità ed evitare l’infelicità, ci portano a mettere in atto dei comportamenti rigidi rimanendo in quella che viene definita comfort zone che in realtà non fa altro che procurare più sofferenza. In realtà bisogna imparare delle tecniche che non solo ci permettono di inseguire la felicità ma ci insegnano anche ad accogliere il disagio e la sofferenza, come parti inevitabili della vita. Per rispondere alla domanda perché è così difficile essere felici? Basti pensare a come la mente umana si è evoluta proprio per aiutarci ad evitare i pericoli, aiutandoci a trovare sempre modi per sopravvivere. Per riuscire a ridurre l’impatto negativo nella nostra vita, basterebbe accettare la presenza del dolore, la felicità è qualcosa che parte dall’interno e finché ci affanneremo soltanto a ricercarla all’esterno, allora sarà sempre difficile essere felici.
Paolo Meoli

Le resistenze alla consulenza psicologica
Coppie, Famiglie e Disagio Sociale

Sarantis Thanopulos fa parte del dipartimento di Psicoanalisi Applicata alla coppia e alla famiglia, e collabora con il quotidiano Manifesto in cui cura la rubrica “verità nascoste” La sua è una prospettiva sul collegamento tra le coppie, le famiglie e il disagio sociale. Si sta smarrendo la dimensione tragica, ovvero la prevalenza della logica maschile centrata sul bisogno, rispetto alla logica femminile centrata sul desiderio. Una logica quella del bisogno che mira a eliminare le tensioni e quella del desiderio che mira invece a farci restare nel campo di esperienze di piacere complesse, intense e profonde che persistente quando la logica maschile prevale ed è una logica che ha un carattere difensivo rispetto alla logica dello scambio delle relazioni paritarie. Viene a mancare quello che è l’aspetto fondamentale della relazione con il nostro mondo, il piacere della scoperta. il mondo diventa sempre di più un luogo che abitiamo cercando di definire le nostre azioni e lasciando poco spazio alla creatività e alla sperimentazione. La seconda cosa che ci insegna la tragedia classica e che oggi siamo in difficoltà a causa della chiusura nei confronti dell’altro. Si parla molto di tramonto del padre, di eclissi della figura paterna in realtà quello che è venuto meno è il modello patriarcale, un modello fondato sul privilegio improprio dell’uomo nei confronti della donna sul piano sociale e più concretamente nel campo del contratto matrimoniale Il tramonto della struttura patriarcale non conduce ad un equilibrio, ma assistiamo ad un processo d’indifferenziazione dei ruoli per mantenere viva la relazione coniugale. Ciò che viene in realtà a mancare è un fenomeno molto diffuso ma allo stesso tempo anche molto misconosciuto, ovvero stiamo assistendo a una difficoltà a mantenere viva la dimensione erotica.
Annamaria Ascione, Dottoressa Alfano, Ester Rascato e Pasquale Contaldi

La Onlus ha sviluppato negli anni dei corsi di formazione e informazione sia nelle scuole primarie che nelle secondarie. La pandemia ha introdotto problematiche nuove nelle scuole ed ha provocato una serie di tensioni, che si sono riversate sui bambini. Questo ha spinto vari esperti, ad un lavoro di ricerca su come prevenire i disturbi che eventualmente possono insorgere nei bambini più piccoli che sono più vulnerabili, e una ricerca su come comunicare in maniera adatta questa nuova realtà. Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato. Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte. Il gruppo di ricerca si è rifatto alle lezioni di Winnicott, Pediatra Psicoanalista dell’infanzia che ha teorizzato l’idea di presentare il mondo a piccole dosi. Ma soprattutto l’idea del gioco come intermediario con il mondo reale, su queste basi teoriche la dott.ssa Ascione ha inventato il personaggio corona Rino che è stato poi reso in forma grafica dalla pittrice Ester Rascato. Questo personaggio ha lo scopo proprio di comunicare in forma efficace e adatta all’età la difficile realtà del coronavirus. Attraverso l’esperienza del gioco il mondo può essere pensato e può essere posto a livello di una condizione a metà strada tra realtà e fantasia. Diventa una dimensione appunto transazionale, e con questo che nasce corona Rino, nella la possibilità di regalare a questi bambini, attraverso la favola, una speranza di vita e non di morte.
Maurizio Andolfi

La terapia familiare
Antonio Ferrara

Ferrara affronta il problema che stiamo attualmente vivendo, ovvero lo stato di pandemia a causa del Covid 19. Spiegando che comunque questi eventi così tragici si manifestano ogni 20-30 anni, provocando sentimenti di ansia e paura, non tutti però reagiscono allo stesso modo, ci sono infatti coloro che invece di affrontare la paura entrano in una contro fobia. Dimenticano il pericolo e si fanno sopraffare da questo sentimento. La soluzione terapeutica dal punto di vista della Gestalt, consiste nel cercare un punto presente, ovvero il viversi il qui e ora, vivere l’attimo, e quest’ attimo non deve dare spazio a determinati pensieri e paure.
Antonio Ferrara

Antonio Ferrara espone il problema dei conflitti, che possono accadere in una coppia. Questi sono un aspetto presente nella convivenza e possono essere la causa della rottura definitiva dei rapporti o possono essere utilizzati per crescere insieme. Il conflitto, se fatto con consapevolezza può essere un oggetto da valutare, per apprendere l’uno dall’altro. Spesso emergono infatti fattori inerenti il proprio passato, risvegliando stati d’animo che erano stati sepolti nella memoria, che però inconsciamente ancora funziona, ci sono quindi delle modalità per poter affrontare il trauma facendolo tornare a galla, in questo modo è possibile risolvere i propri fantasmi.
Antonio Ferrara

Il Dott. Antonio Ferrara ha illustrato l’Enneagramma, rappresentato da una figura geometrica formata da un cerchio che include un triangolo equilatero a cui si interseca una figura a sei lati. I punti che toccano il cerchio sono numerati in senso orario da 1 a 9 e sono collegati tra loro da linee. L’Enneagramma descrive 9 tipi di personalità e la loro interrelazione, il triangolo iniziale costituisce i 3 pilastri del carattere ovvero, pigrizia, paura e vanità. Partendo quindi dal concetto di unità con il divino, l’uomo nell’affrontare questa separazione prova quindi, pigrizia. Questo implica una perdita di spinta creativa e vitale, la mente diventa distratta, perde interesse e questo provoca paura. Per proteggersi l’uomo si crea una maschera, ecco quindi il terzo punto ovvero la vanità. Queste tre dimensioni sono alla base di ogni carattere, troviamo poi l’eroso, che indica una persona molto esigente. L’orgoglioso, l’invidioso carattere tipico della sofferenza, non si soddisfa mai passa la vita a lamentarsi. L’avaro colui che tende a tenere tutto per sé, il goloso, colui che tende ad evitare il dolore, infine lussurioso, non si tratta solo di lussuria sessuale ma soprattutto una resistenza che vuole dominare tutto.
Giovanni Madonna – Riflessioni di Gregory Bateson in relazione alla Pandemia

Giovanni Madonna propone alcune riflessioni di Gregory Bateson, in quanto sembrano assurgere ad una nuova attualità, ovvero la pandemia che tutti noi stiamo vivendo. Il primo saggio è pubblicato nella sua opera intitolata “Verso un’ecologia della Mente”, in questo saggio Bateson fa un accostamento molto interessante tra la coscienza e la pratica medica. La coscienza ha una posizione nella nostra specie che risale a 100.000 anni fa e ci ha fatto fare un salto evolutivo notevole risultando adattativa nel breve termine evolutivo, perché ci ha messo in condizione di poter immaginare delle concatenazioni di eventi e di comportamenti che possono condurci a raggiungere uno scopo al di fuori di noi, Bateson ha parlato di finalità cosciente come risultato di questo messaggio evolutivo. La finalità cosciente può rappresentare certamente un vantaggio, ma potrebbe tuttavia nel medio e lungo termine rappresentare un grosso svantaggio, che potrebbe addirittura portare all’estinzione della specie in termini di catastrofi belliche, ecologiche o sanitarie. Quindi la coscienza ci può far commettere l’errore di perdere di vista la connessione con gli altri. Il secondo saggio si intitola “Finalità cosciente e natura” e rappresenta sostanzialmente la relazione che Gregory Beteson tenne in una conferenza nell’agosto del 1968. In questo saggio Bateson chiama gli espedienti medici, trucchi. Madonna fa un esempio raccontatogli da un suo amico medico, il quale racconta gli effetti del cortisone, che se da un lato riduce i sintomi della malattia crea allo stesso tempo ulteriori problemi all’organismo. Il terzo saggio si intitola “Le radici della crisi ecologica”, ed è molto particolare perché è un documento che Bateson insieme ad altri scienziati che componevano una commissione nello stato delle Hawaii, presentò a nome dell’università in cui lavorava, al Senato delle Hawaii. Questo documento fu scritto per far si che il Senato deliberasse l’istituzione di un ufficio per la tutela dell’ambiente e contemporaneamente un centro studi sulla tutela dell’ambiente presso l’università.