L’apprendimento è un’esperienza emotiva

Giada Mazzanti affronta il tema dell’apprendimento, di come esso sia mediato dal mondo interno di chi apprende, di come esso si sviluppi all’interno della relazione insegnante – allievo, e della prima forma di apprendimento ovvero la relazione madre – bambino. Il modo di interpretare la realtà esterna dipende dal mondo interno, in quanto questo riversa delle proiezioni sulla realtà che permettono di immagazzinare le informazioni esterne. Questo succede pure nella realtà scolastica durante il momento di apprendimento degli allievi, infatti l’allievo deve riuscire ad intermediare e mediare le proprie proiezioni di angoscia, nell’atto di apprendere. Questo lo dovrebbero fare da soli, ma è molto difficile, infatti nella dinamica madre – bambino, serve una figura mediatrice che mentalizzi i vissuti di angoscia, in modo che possano essere riusati in maniera funzionale. Nella scuola però questi aspetti negativi angoscianti vengono non considerati oppure trattati in ottica moralista. Quindi si può notare l’unione tra fattore emotivo legato al mondo interno e la relazione nel processo di apprendimento. Infatti l’apprendimento è possibile solo quando l’insegnante riesce a cogliere, capire e restituire, adeguatamente alle esigenze dell’allievo, il modo in cui egli stesso vive i rapporti e i fattori concomitanti al momento dell’apprendimento. Quindi si riesce ad apprendere nel momento in cui si ha la possibilità di elaborare la fatica emotiva concomitante al momento del processo di apprendimento, e l’elaborazione emotiva avviene grazie alla relazione insegnante – allievo.
L’apprendimento Scolastico

Giada Mazzanti psicologa dello sviluppo e della educazione, spiega l’obiettivo della scuola e l’importanza dell’apprendimento scolastico. L’apprendimento scolastico non è solo sviluppo cognitivo, cioè la scuola non deve puntare solo sulla performance accademica, ma deve considerare il processo di apprendimento nella sua totalità, ovvero comprendere quegli aspetti emotivi, affettivi e relazionali, che permettono l’avvenimento dell’apprendimento. Se si continua a considerare l’apprendimento solo come l’assimilazione di concetti astratti, si creerà una scissione tra aspetti emotivi e cognitivi provocando un allontanamento dal piacere accademico. Nei bambini della scuola elementare questo aspetto si evidenzia enormemente, in quanto manifestano una maggiore facilità nel leggere un libro di loro gradimento piuttosto che una pagina di un libro scolastico. Per questo non è possibile scindere l’aspetto emotivo da quello cognitivo, infatti molti studi hanno dimostrato come l’aspetto emotivo e affettivo influisce nell’apprendimento. Questo è un aspetto fondamentale perché durante lo studio vengono immagazzinate anche le emozioni e se queste sono negative si scatena un meccanismo, per cui ogni volta che si studia si manifesteranno quelle emozioni negative. La conseguenza di ciò può portare all’abbandono scolastico o anche il rifiuto di studiare una determinata materia. La scuola è un’istituzione con delle regole da rispettare, e rappresenta un luogo fisico in cui si cresce a contatto con gli altri. L’obiettivo della scuola è quello di far crescere i bambini per poterli farli inserire nel mondo degli adulti. Questo però deve avvenire sempre in relazione allo sviluppo emotivo affettivo, legato alla relazione che si ha con le insegnanti, con gli studenti e i genitori.
Lo psicologo ricercatore

Grazia Pia Palmiotti illustra la figura professionale dello psicologo ricercatore che opera all’interno dell’ambito universitario. Lo psicologo ricercatore è un ricercatore che organizza studi e indagini di tipo psicosociale che hanno delle ricadute in vari ambiti come quello economico, politico e sociale. Per poter far questo vengono raccolti dei dati, che saranno poi analizzati ed interpretati, per poter fornire un contributo alla comunità scientifica. I contributi possono essere divulgati attraverso la stesura di articoli scientifici, attraverso interventi di tipo editoriale o anche con la partecipazione a conferenze di tipo nazionale e internazionale. Lo psicologo ricercatore dopo aver acquisito la sua formazione in ambito psicologico, svolge soprattutto attività di ricerca applicando le sue conoscenze che spesso vanno ad intersecarsi in altri ambiti, ritrovandosi in un continuo flusso di apprendimento e di scoperta. Lo psicologo ricercatore, principalmente lavora in università, e capita spesso che ricercatori che operano in diverse università si trovino a collaborare a progetti di ricerca comuni. Le competenze richieste per poter svolgere questo lavoro sono: conoscenze di tipo metodologico, tecniche di indagine, conoscenza della lingua inglese e la conoscenza di programmi statistici computerizzati. Per poter diventare psicologo ricercatore bisogna avere una formazione di tipo psicologico, svolgere l’anno di tirocinio post- laurea e conseguire un dottorato di ricerca. .
Psicologi Europei in Formazione

Un interessante iniziativa degli studenti di psicologia.
Associazione APE endometriosi

Rosa Linda Ricci e Chiara Ceccarelli parlano dell’associazione APE endometriosi, nata nel 2005 da un gruppo di donne affette da endometriosi e ad oggi sono 15 anni di attività. In questi 15 anni sono riuscite ad organizzare molte attività grazie alle donazioni. Uno degli obiettivi dell’APE è quello di informare per creare consapevolezza. L’endometriosi è una malattia della quale non ci conosce la causa, non c’è una cura definitiva ed inoltre c’è un grande ritardo diagnostico. L’unica arma da utilizzare è quella quindi di informare non solo le donne affette da endometriosi ma anche i familiari ed anche formare i professionisti per cercare di ridurre i tempi di diagnosi.
Emanuele Del Castello e Rosario Esposito

Emanuele Castello è psicologo specializzato in psicologia clinica, supervisore e didatta della scuola di Psicoterapia Cognitiva di Napoli. E’ uno dei maggiori esperti in Campania dell’ipnosi praticandola dal 1982. Rosario Esposito, psicologo psicoterapeuta comportamentale, anch’egli supervisore e didatta della scuola di Psicoterapia Cognitiva di Napoli. Esposito ha una lunghissima esperienza di pratica e di insegnamento della Mindfulness, rappresentando uno dei maggiori esperti a Napoli. Entrambi i professionisti illustrano un confronto approfondito sulle due discipline. Lo stato ipnotico è uno stato caratterizzato da una attenzione focalizzata, in cui è presente un restringimento dello stato di coscienza. E’ possibile quindi attingere agli stati interni legati soprattutto all’immaginazione, ricostruendo la nostra storia, in questo modo può risultare terapeutica. La Mindfulness, è la possibilità di dirigere la nostra attenzione, in modo intenzionale nel qui e ora senza giudicare. Nonostante questa pratica sembri molto semplice da pensare, in realtà risulta molto complicato allenarsi per riuscire a mantenere questa capacità attentiva. In termini più generali la Mindfulness, è un processo di conoscenza, in cui attraverso questa attenzione intenzionale attuiamo una conoscenza di noi stessi. La principale differenza tra le due discipline è proprio nello strumento, in quanto con l’ipnosi si cerca ad accedere agli stati interni del soggetto. La partecipazione del terapeuta è diretta e il soggetto viene privato della consapevolezza cosciente. La Mindfulness invece, cerca di fare il contrario ovvero si cerca di rendere il soggetto quanto più possibile consapevole e cosciente. In questo caso il terapeuta cerca di creare un contesto in cui il soggetto possa accedere da solo ai suoi contenuti interni. Nonostante la notevole differenza delle due discipline, queste si presentano comunque molto simili, infatti in conclusione gli esperti, indicano l’importanza di riuscire ad indirizzare i soggetti allo strumento più adatto alle loro esigenze.
Di Martino Daniela

Daniela Di Martino si occupa di Psicologia del Lavoro, in particolare di quello che è lo stress sul lavoro. Lo Psicologo del Lavoro, si occupa di applicare metodi di intervento all’interno di strutture aziendali, al fine di garantire un funzionamento adeguato. L’analisi dello stress correlato al lavoro ha l’obiettivo di far funzionare l’azienda in maniera diversa e più adeguata ai bisogni dei lavoratori. Attraverso un’analisi dei dati dei vari ambiti lavorativi, si propongono interventi migliorativi, si analizzano ad esempio gli infortuni sul lavoro, l’assenteismo e lo stress. Quest’analisi rivolta ai lavoratori viene svolta in anonimato, in quanto l’obiettivo dello Psicologo del lavoro non è il singolo ma il gruppo di lavoro. Gli interventi possono essere di vario tipo come ad esempio la creazione di uno sportello di ascolto per un supporto psicologico. Od anche interventi di formazione per imparare a gestire lo stress causato dall’interazione con il pubblico.
Michele Lepore, Avv. Gerardo Di Martino, Avv. Fabio Benigni, Rosa Bruno, Fabio Pirrotta, Maria Cristina Passanante

La consulenza tecnica dello psicologo nel risarcimento del danno cognitivo
Marco Balzano

Benessere psicologico e prevenzione
Gioacchino Di Meglio – L’associazione Giunone e i progetti di prevenzione tra scuole e famiglie

Gioacchino Di Meglio, Psicologo Psicoterapeuta e Presidente di un’associazione di promozione sociale denominata Giunone, espone le varie iniziative proposte. Allo stato attuale l’associazione opera in tre province della Regione Campania, nel napoletano, nel casertano e nel salernitano, in scuole di vario ordine, e opera promuovendo progetti di prevenzione attraverso sportelli di ascolto psico pedagogici, sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Lorena Mandracchia Psicologa e Psicoterapeuta, è una delle socie dell’associazione Giunone, ed approfondisce le varie attività da loro svolte. Uno dei obiettivi dell’associazione è promuovere il benessere psicologico e creare delle condizioni per uno sviluppo positivo degli individui in un’ottica sistemica, questo implica la costruzione di un clima emotivo relazionale che supporti ambienti di apprendimento nuovo in cui potersi sperimentare. Il principale servizio che Giunone offre all’interno delle scuole è quello dello sportello di ascolto psicologico rivolto ad insegnanti e personale scolastico, a famiglie e genitori. Alle famiglie e ai giovani lo spazio dello sportello di ascolto permette di riflettere sul proprio ruolo genitoriale con i figli e nel rapporto con i figli, permette di ricevere sostegno rispetto ai momenti di confusione, di cambiamento e di incertezza che caratterizzano l’adolescenza per problematiche scolastiche o relazionali con i pari. Tra le attività che Giunone ha presentato, si può ricordare quella nelle scuole di Caserta, ovvero un progetto di prevenzione del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Ha fornito a gruppi di insegnanti e genitori uno spazio informativo di supporto e di confronto in cui poter acquisire nuove competenze nel riconoscimento e nella gestione di tali fenomeni, attraverso la sollecitazione di risorse personali ed emotive. Dunque se da un lato lo sportello di ascolto psicologico fornisce uno spazio per il singolo che può riflettere su più aspetti che lo attraversano, i progetti di prevenzione permettono di trattare una tematica specifica emergente come quella del bullismo e cyber bullismo in relazione ad un dialogo aperto in cui il confronto diventa la base per il cambiamento e per l’apprendimento, quello che è importante per i giovani è che scuola e famiglia comunichino e collaborino in maniera proficua.