Emanuele Del Castello e Rosario Esposito

Emanuele Castello è psicologo specializzato in psicologia clinica, supervisore e didatta della scuola di Psicoterapia Cognitiva di Napoli. E’ uno dei maggiori esperti in Campania dell’ipnosi praticandola dal 1982. Rosario Esposito, psicologo psicoterapeuta comportamentale, anch’egli supervisore e didatta della scuola di Psicoterapia Cognitiva di Napoli. Esposito ha una lunghissima esperienza di pratica e di insegnamento della Mindfulness, rappresentando uno dei maggiori esperti a Napoli. Entrambi i professionisti illustrano un confronto approfondito sulle due discipline. Lo stato ipnotico è uno stato caratterizzato da una attenzione focalizzata, in cui è presente un restringimento dello stato di coscienza. E’ possibile quindi attingere agli stati interni legati soprattutto all’immaginazione, ricostruendo la nostra storia, in questo modo può risultare terapeutica. La Mindfulness, è la possibilità di dirigere la nostra attenzione, in modo intenzionale nel qui e ora senza giudicare. Nonostante questa pratica sembri molto semplice da pensare, in realtà risulta molto complicato allenarsi per riuscire a mantenere questa capacità attentiva. In termini più generali la Mindfulness, è un processo di conoscenza, in cui attraverso questa attenzione intenzionale attuiamo una conoscenza di noi stessi. La principale differenza tra le due discipline è proprio nello strumento, in quanto con l’ipnosi si cerca ad accedere agli stati interni del soggetto. La partecipazione del terapeuta è diretta e il soggetto viene privato della consapevolezza cosciente. La Mindfulness invece, cerca di fare il contrario ovvero si cerca di rendere il soggetto quanto più possibile consapevole e cosciente. In questo caso il terapeuta cerca di creare un contesto in cui il soggetto possa accedere da solo ai suoi contenuti interni. Nonostante la notevole differenza delle due discipline, queste si presentano comunque molto simili, infatti in conclusione gli esperti, indicano l’importanza di riuscire ad indirizzare i soggetti allo strumento più adatto alle loro esigenze. 

Elena Iannotti

Elena Iannotti psicologa di Benevento, presenta l’associazione Nitrì, un’associazione che lavora in ambito territoriale e nazionale attraverso quelli che sono gli interventi assistiti, ovvero interventi con gli animali. Il nome dell’associazione vuol dire animali in natura come strumento di cura. L’obiettivo è quello di promuovere un tipo di benessere che nasce proprio dal contatto con la natura. Le attività svolte dall’associazione sono principalmente rivolte ai bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Questi entrano in contatto con cavalli, cani e conigli. L’equipe di lavoro coinvolge diverse figure professionali come, il medico veterinario, che garantisce il benessere dell’animale. Il responsabile di progetto, ovvero la psicoterapeuta esperta in interventi assistiti. Ed infine i referenti ovvero persone specializzate in ambito sanitario come il logopedista e lo psicomotricista. Per quanto riguarda i cavalli sono presenti altre figure specializzate come ad esempio gli istruttori di equitazione per disabili.  Prima di avviare questo tipo di intervento, vengono ovviamente analizzati tutti gli aspetti del bambino e dei genitori. L’importante è un progetto personalizzato, per quanto riguarda le attività con i cavalli, ci sono a disposizione 5 cavalli con 5 personalità diverse, ognuno quindi adatto ad un determinato bambino. Gli interventi assistiti con animali, rispetto alle attività svolte nei centri di riabilitazione, hanno riscontrato molto successo in quanto i tempi di attenzione al lavoro sono diversi, riscontrando inoltre un notevole interesse da parte dei bambini.

Elena Iannotti

Elena Iannotti, lavora al centro di riabilitazione di Morcone ovvero il Centro di Riabilitazione Iuvenia. La struttura che nasce nelle campagne ha proposto il progetto dell’orto terapeutico. Quale supporto di attività di tipo occupazionale e attività di psicomotricità. L’ortoterapia nasce dall’idea di enfatizzare la funzione terapeutica della natura, con l’obiettivo di aumentare le autonomie e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Enfatizzare i vantaggi fisici ma anche psichici che derivano proprio dalla lavorazione della terra. Stimolare la motricità e implementare in qualche modo la capacità di apprendimento e di memoria. Un rafforzamento dell’autostima del bambino che vede realizzarsi quello che praticamente è il prendersi cura di una pianta che da un frutto.  Incrementare anche in qualche modo l’integrazione sociale attraverso quelle che possono essere delle attività anche di gruppo e inoltre un aumento della percezione del Sé e lo sviluppo di capacità di riconoscimento e di gestione delle emozioni.