Anna Maria Alfè

Anna Maria Alfè Psicoterapeuta Gruppoanalista, in relazione a questo determinato momento storico affronta il problema della paura del contagio, ed illustra gli elementi fondanti del pensiero gruppoanalitico. L’individuo isolato è un concetto astratto, in quanto il gruppo è determinante nel vissuto individuale a partire dalla nascita.  Durante il percorso di crescita assumiamo valori e una serie codici umanizzanti dalla madre al neonato, quindi la madre fornisce quelli che sono i codici umanizzanti che una società condivide.  Questi codici saranno poi condivisi con il gruppo di appartenenza. Questi ci consentono di riconoscerci come umani e di condividere con gli altri una modalità esistenziale. Questo aspetto è estremamente importante perché noi dipendiamo esclusivamente dalla relazione con l’altro, ed in ciò consiste l’aspetto ottimistico, della visione gruppoanalitica. L’essere umano ha bisogno di cooperare con gli altri esseri umani, per poter sopravvivere e per poter evolvere. Allo stesso tempo è necessario anche che si sviluppi una  parte che costituisce la nostra identità, ovvero l’aspetto originale creativo che costituisce il nostro stare al mondo e di intendere le relazioni.  Per questo è importante riuscire ad avere un pensiero individuale che si allontani da quello del gruppo. In questo periodo storico il pensiero principale è quello riguardante la paura del contagio, è necessario quindi cercare di allontanare questi pensieri negativi, attraverso idee creative che ci permettono di allargare i nostri orizzonti. 

Anna Lanzara, Francesca Mastrolia e Ida Senatore

La Cooperativa Lithodora lavora sul territorio da circa 16 anni e offre servizi in vari ambiti soprattutto nelle scuole. Di fronte a questo delicato periodo storico molte persone stanno vivendo grandi difficoltà, sia in ambito lavorativo sia da un punto vista emotivo. Per queste ragioni  le socie della cooperativa hanno proposto uno Sportello di Ascolto. L’obbiettivo è aiutare e sostenere docenti e alunni che si trovano in questa nuova modalità di relazione. Lo sportello è anche  rivolto a tutti gli operatori sanitari che affrontano quotidianamente questa nuova realtà. 

Animal Hoarding o Sindrome di Noé

L’accumulo di animali, noto anche come animal hoarding o sindrome di Noè, è un  un disturbo psichico caratterizzato dall’accumulo di animali domestici, spesso vissuto senza la capacità di fornire loro cure adeguate.  Si tratta di una forma di  disposofobia o disturbo da accumulo compulsivo, che nel DSM-5 passa da essere classificato come disturbo ossessivo compulsivo a una categoria autonoma. L’animal hoarding, nel DSM-5, non ha però un’ulteriore classificazione specifica, perché viene inserito nella categoria di disturbo da accumulo compulsivo. Gli accumulatori compulsivi di animali sentono la forte necessità di accumulare un gran numero di animali ma, spesso, possono avere difficoltà nel riconoscere la propria situazione come problematica.  Al contrario, possono percepire se stessi come salvatori degli animali, anche se le condizioni in cui gli animali vivono sono spesso degradanti e dannose per il loro benessere: credono di prendersi cura dei loro animali in modo amorevole, ma in realtà il loro ambiente diventa rapidamente sovraffollato e insalubre. Questi ambienti possono essere sporchi e privi di risorse fondamentali come cibo, acqua e cure veterinarie. Gli animali in questi contesti possono soffrire di malnutrizione, malattie non trattate, parassiti e stress da sovraffollamento. La cosiddetta Sindrome di Noè è una condizione complessa che necessità di ulteriori studi su diversi versanti. Questo disturbo, infatti, oltre che coinvolgere la la salute mentale della persona, rappresenta un problema di salute e tutela degli animali, nonché un problema di salute pubblica. Gli ambienti sovraffollati possono creare problemi igienici che possono ripercuotersi sulla salubrità delle comunità circostanti.  Inoltre, la mancanza di cure adeguate può portare alla diffusione di malattie trasmissibili agli esseri umani, come la rabbia. Il trattamento di questo disturbo deve quindi svolgersi con una combinazione di interventi psicologici, supporto sociale e assistenza, sia per la persona che per gli animali coinvolti. Affrontare il problema dell’accumulo di animali richiede un approccio compassionevole e collaborativo, in cui è importante l’esercizio dell’ empatia. È importante coinvolgere professionisti della salute mentale per fornire supporto alle persone interessate e aiutare a trattare le cause sottostanti del comportamento.  Le autorità locali e le organizzazioni per la protezione degli animali possono poi intervenire per rimuovere gli animali dalle condizioni nocive e fornire assistenza e risorse per il loro recupero e la loro ricollocazione in ambienti sicuri.

Angela Vardaro, Elena Iannotti

Angela Vardaro Neuropsicologa Psicoterapeuta, e Elena Iannotti Psicologa Psicoterapeuta lavorano presso Villa Margherita, una struttura riabilitativa situata a Benevento. La struttura garantisce un servizio di Neuropsicologia, la Vardaro si occupa della valutazione neuropsicologica e cognitivo comportamentale, mentre la Iannotti si occupa dell’aspetto emotivo attraverso il sostegno psicologico. In questo periodo storico di emergenza Covid-19, i pazienti vivono il periodo iniziale di degenza nella cosiddetta zona Filtro, in cui restano isolati un paio di giorni aspettando gli esiti dei tamponi.  Questo breve tempo di ricovero provoca malessere psicologico non solo ai pazienti ma soprattutto ai loro familiari, poiché non possono entrare in contatto diretto. A tal proposito le dott.sse hanno proposto un ulteriore servizio di supporto, ovvero il sostegno psicologico telefonico ai familiari. Tale servizio consiste nel contattare il familiare del paziente ed iniziare un vero e proprio colloquio psicologico. Il familiare può esprimere tutte le sue sofferenze in merito alla sensazione di aver abbandonato il proprio parente. Il compito, in uno o più colloqui è quello di fornire tutti gli strumenti necessari per far fronte a questa situazione.

Analisi Transazionale a orientamento Psicodinamico

Salvatore Ventriglia, direttore della scuola di specializzazione a indirizzo analitico transazionale orientamento psicodinamico di Caserta fondata nel 2008  Racconta cosa lo ha spinto e cosa ha rappresentato per lui l’incontro con l’analisi transazionale, e infine l’identità specifica della scuola di analisi transazionale a orientamento psicodinamico di Caserta  La sua esperienza inizia con gli studi in medicina, ma nel corso della sua formazione ci fu un’esperienza che segnerà la sua esistenza, ovvero la conoscenza di persone che soffrono di un disagio psichico, questo lo spinge ad approfondire la psicopatologia. Da qui poi inizia ad avvicinarsi ad una specifica formazione ovvero quella analitica transazionale. Dopo una lunga e approfondita formazione, nasce in lui il desiderio di trasmettere le sue conoscenze per questo decide poi di fondare nel 2008 la sua scuola.

AMORES

Continuiamo in questo nuovo articolo il discorso avviato in: “C’è bisogno di AMORES” e approfondiamo qui il concetto di teoria della mente e di come l’utilizzo del nostro dispositivo Amores possa essere utile nel caso di bambini con disturbo dello spettro autistico. Ricordiamo che Amores è un acronimo che sta ad indicare, in breve: un Attivatore e Modulatore dello Schema Corporeo, messo appunto dal gruppo di lavoro Poliscreativa, è un sensore a infrarossi che riconosce i principali movimenti articolari (testa, braccia, bacino e gambe) e li trasmette a un comune PC come un’immagine dinamica che poi riproduce sullo schermo una sottile silhouette. Sottolineiamo anche in questo nuovo articolo che lo schema corporeo messo qui in gioco è: creativo, condiviso ed amplificato. Ora qualche cenno storico sul concetto di teoria della mente, erano gli anni ’70 quando Premack e Woodruff, introdussero questo concetto con uno studio in cui richiamarono l’attenzione sul dato che gli individui sono regolati, nelle loro interazioni con gli altri, da una Teoria della Mente (ToM, dall’inglese Theory of Mind), ovvero da un sistema di interferenze che permette di attribuire a se stessi e ai conspecifici degli stati mentali, e in particolare di spiegare e predire i comportamenti altrui anche quando devono essere ricondotti a credenze diverse dalle proprie. Secondo numerose ricerche riguardanti i disturbi dello spettro autistico, ci sarebbe proprio un’incapacità a concepire adeguatamente questa mappa delle possibili risposte in relazione alle possibili domande definita “teoria delle mente”, tra le caratteristiche più pregnanti di questa sindrome. Tornando ad Amores e al suo utilizzo con bambini autistici, Amores stimola, sia pure in un clima di gioco, per nulla impositivo ed assai graduale, a fare maggiore attenzione contemporaneamente sia ai propri movimenti che alla risposta altrui, dovendo inevitabilmente memorizzare questi dati e tenerne conto per poter determinare l’effetto desiderato. Amores, stimola quindi ad elaborare delle teorie della mente, sia pure semplicissime e non verbalizzabili che comunque, proprio per queste caratteristiche, permettono a quei bambini di ripercorrere le tappe del loro sviluppo che sono state deficitarie. Le procedure di utilizzazione di Amores non prevedono mai il contatto fisico tra i partecipanti ai nostri percorsi perché, come abbiamo modo di constatare costantemente, uguale efficacia la si può ottenere anche coinvolgendo solamente i canali visivi e acustici così come i neuroni specchio ci suggeriscono. Questo aspetto si mostra particolarmente congeniale per l’utilizzo del dispositivo con alcuni tipi di autismo. Quello che noi facciamo, semplicemente, è creare un contesto nel quale il soggetto si senta accolto e al sicuro, questo farà sì che le sue difese più rigide e magari attivate in situazioni di pericolo precedentemente vissute, gradatamente si allentino. A questo punto sarà possibile che la persona sia in grado di riconfigurare il suo assetto difensivo secondo modalità meno dettate dall’urgenza e dall’ansia e pertanto più funzionali e adattative. In altri termini, il dispositivo Amores non si basa sulla necessità di una presa di coscienza degli aspetti più problematici delle nostre vite, ma soprattutto sul creare le condizioni ottimali per attivare quegli aspetti autoriparativi che almeno potenzialmente sono sempre presenti in ognuno di noi e che per funzionare non hanno sempre e soltanto bisogno di rendersi del tutto consapevoli e verbalizzabili. Nei bambini autistici quello che osserviamo è di enorme interesse e veramente ci fa ben sperare che Amores possa avere degli effetti anche a lungo termine per meglio essere in grado di elaborare anche ben più complesse teorie della mente altrui.

Amore: tra ricerca di desiderio e costruzione di stabilità

Un conflitto molto comune in amore è quello tra desiderio e stabilità. Le fiamme da una parte e la casa dall’altra: bruciare o costruire? In realtà, ognuna di queste due esperienze da sola conduce all’insoddisfazione. Il desiderio, che tende a consumare l’oggetto, volge sempre verso un punto di perdita. Attacca il legame, poichè nega tutto ciò che si propone come unico, che minaccia la ricchezza del molteplice. Dal canto suo, la relazione priva di passione, fatta di routine e familiarità, offre la sicurezza e la protezione della casa ma è destinata ad appiattirsi, ad eclissarsi nelle sabbie mobili dell’assenza di erotismo e vitalità. Dunque, finché coltiviamo desiderio senza stabilità o stabilità senza desiderio, tenendo queste due parti di noi separate, non può esserci soluzione, siamo destinati a soffrire. Rinnovare il desiderio nel tempo “Si fa presto a dire “amore”. Ma quel che c’è sotto questa parola lo conosce solo il diavolo”. (U. Galimberti) L’amore è un mistero. Un miracolo che non possiamo pretendere di spiegare. E’ una scintilla che si accende, un fuoco che divampa. Un’incognita che sconvolge la nostra vita emotiva. L’amore è quanto c’è di più prossimo alla follia, secondo Freud, una forza che sfugge alle regole della ragione. Una delle cose più difficili nella vita di coppia è conservare la fiamma dell’amore sempre accesa. Saper rinnovare il desiderio nel tempo. Come quando non ci stanchiamo mai di guardare uno stesso paesaggio perché ci appare diverso ogni volta. Lo spegnimento del desiderio non è un fenomeno naturale. Avviene per la paura di integrare il cambiamento, di vedere il ‘nuovo’ nel ‘vecchio’. Di esporsi a ciò che non è possibile conoscere a priori né controllare. Ci si rifugia nell’illusione di un partner prevedibile che dia quella sensazione di sicurezza che proviene dal familiare. Ci si attacca anche ai difetti dell’altro, pur di non cadere nella fascinazione e nella vulnerabilità dell’amore. Salvo poi la voglia di scappare da una quotidianità priva di entusiasmo ed alienante. La costruzione in amore ai tempi della modernità liquida Quanto è importante costruire in amore? L’amore è, nel suo stesso fondamento, costruzione. Nel Simposio di Platone, la profetessa Diotima di Mantinea, rivolgendosi a Socrate, afferma: “l’amore non è amore del bello, come tu credi (…) ma generazione e procreazione del bello”. Amare corrisponde dunque all’esperienza di voler partecipare al divenire del bello. E’ creare. Un impulso ad espandersi, ad aggiungere qualcosa al mondo che inizia ad esistere in modo nuovo. “E’ la possibilità di assistere alla nascita del mondo”, utilizzando le parole di Badiou. In “Amore liquido” Bauman scrive: “Non è nella brama di cose pronte per l’uso, belle e finite, che l’amore trova il proprio significato, ma nello stimolo a partecipare al divenire di tali cose. L’amore è simile alla trascendenza; non è che un altro nome per definire l’impulso creativo e in quanto tale è carico di rischi, dal momento che nessuno può mai sapere dove andrà a finire tutta la creazione”. Nella nostra cultura consumistica, in cui si ricercano prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide e gratificazioni immediate, anche l’amore viene ricercato, al pari delle altre merci, come un qualcosa che dia risultati in poco tempo, a zero rischi e senza troppa fatica. “Per quanto abbia potuto imparare sull’amore e l’innamoramento, la tua sapienza può giungere solo, come il Messia di Kafka, un giorno dopo il suo arrivo”. (Z. Bauman) Verso una integrazione Come mettere dunque insieme il desiderio di avventura e il bisogno di sicurezza? Come far incontrare questi due bisogni, entrambi così profondamente radicati nella nostra natura, eppure così spesso inconciliabili? La strada, secondo Galimberti, è quella di accogliere il cambiamento che sbilancia la familiarità, che rende imprevedibile e nuovo, quindi rischioso, il tempo. Si tratta di abbandonare gli attaccamenti. Di imparare a riconoscere e accogliere il cambiamento che, di per sè, è un processo sempre continuo. Si tratta di aprirsi senza preclusioni, accettando i rischi di una reale intimità. Di lasciarsi stupire, per poter provare meraviglia. E, al tempo, di saper stare senza appoggi esterni ed integrare la noia, l’esperienza del vuoto. Il vero nemico dell’amore non è il tempo, come solitamente si crede. Il nemico dell’amore è la nostra disattenzione dall’altro. Il nostro assentarci dalla relazione. La nostra incapacità di essere presenti e in contatto con il flusso naturale della realtà che si rinnova momento per momento. “Ancora”: la parola per dire l’amore Come sostiene Recalcati, vi sarebbero due menzogne nel nostro tempo che ci allontanano dall’amore e dalla cura di ciò che abbiamo. La prima è l’ideale narcisistico dell’essere umano che raggiunge libertà e indipendenza senza l’altro. La seconda è credere che la via della salvezza e del desiderio sia in ciò che non si possiede ancora, nella ricerca di un nuovo oggetto. A differenza di Freud, che sostiene l’incompatibilità tra amore e desiderio, Lacan afferma che l’amore è quel mistero che fa convergere e non dissociare la domanda d’amore, che rende l’amato insostituibile, con il godimento del corpo. Non si tratta dunque di una fedeltà come rinuncia, come rassegnazione ad una routine senza vitalità, ma del godimento sessuale che si sposa con il desiderio della persona amata. La domanda d’amore chiede “ancora”, ‘insiste’ sullo stesso oggetto, vuole la sua infinita ripetizione. Non è l’”ancora” nel senso del nuovo dell’ideologia libertina, come la nostra modernità liquida vorrebbe, ma il vecchio che diventa sempre nuovo. L’amore che nel tempo non muore ma si accresce. Che soddisfa insieme il corpo e quell’abbandono all’altro, come esposizione assoluta, che de-isterizza il desiderio e amplia la vita.

Amore, illusione e idealizzazione

Ci si innamora a partire da una idealizzazione. Come afferma Nietzsche: “L’amore ha un impulso segreto a vedere nell’altro come possibili le cose più belle del mondo, o a innalzarlo più in alto possibile: ingannarsi a questo riguardo sarebbe per esso un piacere e un vantaggio – e così si fa“. Si tratta di un meccanismo psicologico per mezzo del quale il proprio ideale di perfezione viene proiettato all’esterno, sull’altro e sulla relazione. E per mezzo del quale ci si innamora, quindi, più dell’immagine interna costruita del partner che non della persona reale. La ricerca di fusione e l’alienazione Quando si è innamorati si cerca di ridurre la distanza dall’altro, per inseguire quel sogno di fusione che dà illusione di sicurezza. Vi è la tendenza a compiacere le aspettative della persona amata per assicurarsi la sua approvazione e il suo amore. Fino a immedesimarsi, all’estremo, nei suoi gusti, nei suoi modi di essere e agire, con una perdita della propria identità. O, anche, vi può essere una tendenza al possesso, quando il mondo è percepito come una minaccia per quell’unione che la passione desidera totale. La dimensione illusoria della coppia si basa su di un gioco di rispecchiamenti e idealizzazioni reciproche in cui ciascuno proietta sull’altro il proprio ideale e si identifica a sua volta nell’immagine idealizzata dell’altro. In questo modo viene a stabilirsi non solo un rapporto di dipendenza ma una condizione di alienazione. Ciascuno nega gli aspetti di sé indesiderati e si rifugia in una fantasia narcisistica di perfezione e grandiosità. Nessuno dei due vede l’altro, nè può essere se stesso. E così, la distanza invece di ridursi diventa insanabile poichè, in questo stato di cose, e di inganno, non vi può essere alcun incontro reale. “Sarò come tu mi vuoi” rappresenta la promessa d’amore mediante cui ci si dona nel tentativo di garantirsi un riparo dalla perdita e dall’abbandono. E, al tempo stesso, rappresenta la via salvifica da sé stessi, come fuga dalle proprie parti indesiderate, dalle proprie fragilità e dai propri limiti. La relazione può trasformarsi dunque in un viaggio lontano da sé. Nella via breve con cui aggirare la lentezza e l’impegno della crescita, trovando soluzioni rapide in strategie infantili di manipolazione ed evitamento. L’amore è differenziazione e autenticità Perchè sia possibile l’amore, è necessario che il gioco di specchi dell’idealizzazione iniziale si rompa. E’ necessario, innanzitutto, tornare a sé. Riappropriarsi di tutto il proprio essere. Degli aspetti disconosciuti e rifiutati, delle fantasie e degli ideali proiettati. Correre il rischio di sentire la propria solitudine. Differenziarsi. E da questa posizione, di autonomia e autenticità, iniziare a vedere l’altro per com’è realmente, con le sue caratteristiche e i suoi bisogni. Nella sua specifica esistenza. Occorre essere disposti ad abbandonare la fantasia infantile di fondersi simbioticamente, la passività del nascondersi dietro l’ammirazione idealizzante e il gioco della seduzione, per assumersi la duplice responsabilità di amare ed essere amati. Dunque nessuna alienazione. Nessuna rinuncia a sé stessi e nessun possesso. L’amore si costruisce nel riconoscimento delle differenze. In quella forma di abbandono all’altro che trova il suo punto di equilibrio nella cura della distanza. Due autenticità, due autonomie che si incontrano. Chi ama dice: “Voglio che tu sia quello che sei” (Agostino).

Amore Tossico: Quando l’Amore Diventa Una Droga Pericolosa

di Viviana Loffredo L’amore, un sentimento tanto desiderato quanto temuto, può assumere molte sfaccettature. Uno di questi aspetti è l’amore tossico, una condizione emotiva pericolosa che coinvolge relazioni caratterizzate da comportamenti distruttivi e insalubri. In questo articolo, esploreremo cosa sia l’amore tossico, come riconoscerlo e cosa fare per affrontarlo. Cos’è l’amore tossico? L’amore tossico è una forma di relazione che si basa su un attaccamento insano e dannoso tra due individui. Questo tipo di amore è spesso caratterizzato da un disequilibrio di potere, gelosia e possessività e può manifestarsi sia nelle relazioni romantiche che in amicizie intime o relazioni familiari. Segnali di un amore tossico Riconoscere i segnali di un amore tossico è fondamentale per proteggersi e prendere decisioni consapevoli riguardo alla propria vita emotiva. Alcuni segnali comuni di un amore tossico includono: 1. Gelosia e Possessività Eccessive: Un partner o amico tossico può manifestare un controllo eccessivo su di te, comportandosi geloso o possessivo riguardo a te e alla tua libertà personale. 2. Manipolazione Emotiva: Un amore tossico spesso coinvolge la manipolazione emotiva, con uno dei partner che cerca di controllare gli stati d’animo e le decisioni dell’altro. 3. Mancanza di Supporto e Rispetto: In una relazione tossica, il supporto e il rispetto reciproco sono spesso assenti, con uno dei partner che minimizza o denigra i sentimenti e i desideri dell’altro. 4. Comunicazione Non Salutare: Una comunicazione scarsa e non costruttiva è un segno distintivo di un amore tossico. Spesso ci si trova in un circolo vizioso di litigi e incomprensioni. 5. Dipendenza Emotiva: Un amore tossico può portare a una dipendenza emotiva da parte di uno o entrambi i partner, creando una relazione costruita sulla paura dell’abbandono. Affrontare un amore tossico Affrontare un amore tossico può essere un percorso difficile, ma è un passo fondamentale per il proprio benessere emotivo e mentale. Ecco alcuni passi da seguire: 1. Riconoscere la Situazione: Accetta e comprendi che la tua relazione è tossica. Spesso, il primo passo per superare un problema è ammettere che esiste. 2. Cerca Supporto: Parla con amici di fiducia o familiari riguardo alla tua situazione. Avere un sostegno emotivo può aiutarti ad affrontare meglio le difficoltà. 3. Imposta Limiti: Stabilisci confini chiari e assertivi riguardo a ciò che sei disposto a tollerare nella relazione. Se qualcuno supera continuamente i tuoi limiti, potresti dover prendere decisioni drastiche. 4. Prenditi Cura di Te Stesso: Concentrati sulla tua crescita personale e sul benessere. Prendersi cura di te stesso può aiutarti a trovare la forza per affrontare la situazione in modo più equilibrato. 5. Chiedi Aiuto Professionale: Se ritieni di non farcela da solo, non esitare a cercare aiuto da uno psicologo o un terapeuta. Un professionista può aiutarti a esplorare i tuoi sentimenti e guidarti verso soluzioni efficaci. L’amore tossico può avere gravi conseguenze per la salute emotiva e mentale di una persona. Riconoscere i segnali di un amore tossico e affrontare la situazione in modo sano ed equilibrato è essenziale per promuovere una vita sentimentale più positiva. L’amore dovrebbe essere una fonte di felicità, crescita e supporto reciproco, e quando ciò non accade, è importante essere coraggiosi nel prendere decisioni che ci proteggano e ci permettano di crescere come individui.