Lo sai che l’orientatore non è uno psicologo?

L’orientatore non è uno psicologo, ma un docente di ruolo che si dichiara disponibile a ad essere formato per poi ricoprire l’incarico. Dopo la formazione il Dirigente scolastico procede alla sua nomina. L’orientatore si ispira alle linee guida per l’orientamento, valorizza le potenzialità degli studenti dal punto di vista pedagogico-didattico e tiene conto dei punti di debolezza e dei punti di forza di ciascun studente.

Come parlare ai ragazzi senza perdere autorevolezza?

Il linguaggio ha un grande potere sulla mente dei ragazzi. È una vera e propria ginnastica mentale che favorisce Il discorso, le emozioni, la socializzazione di gruppo e lo sviluppo dell’identità personale. Ma come possiamo parlare ai ragazzi senza perdere l’ autorevolezza?

Leggere i segnali del disagio scolastico

Leggere i segnali del disagio scolastico I segnali del disagio scolastico sono: insoddisfazione, apprendimento carente, bassa motivazione e l’insicurezza. Per il docente è necessario non ignorare i segnali inviati dagli alunni e attivare una comunicazione emozionale, volta a cogliere gli stati d’animo Ciò significa entrare in una dimensione empatica che consentirà di diagnosticare il disagio in maniera tempestiva e di intervenire nel modo più opportuno, salvando così il destino di molti alunni e delle loro famiglie.

Guarda cosa succede quando un bambino immagina

Chiunque immagina si trova assorto tra “vecchi e nuovi pensieri”, che si intrecciano tra loro e producono nuove idee e nuovi modi di agire. Dal mio punto di vista, l’immaginazione può essere considerata il potere della mente, una vera e propria facoltà creativa. Il soggetto ha la possibilità di mettere in scena ciò che desidera e che vorrebbe realizzare.

Processi cognitivi e comprensione del testo

La comprensione del testo riguarda la capacità di cogliere il vero significato di un testo. E’ superfluo dirlo: la comprensione del testo coinvolge tutti i processi cognitivi, ma principalmente la memoria di lavoro e la memoria a lungo termine. La lettura decifrativa e la comprensione sono processi cognitivi che si situano a due differenti livelli del controllo, facendo riferimento al modello al cono dell’intelligenza di Cornoldi (2007). Oggi nei contesti educativi gli studenti sostengono anche prove computer base di comprensione del testo e spesso non ottengono risultati efficaci, proprio a causa di alcune variabili, come il disagio oculare, l’orientamento del display (Cushman, 1986, Gould et al., 1987, Wilkinson e Robinshaw, 1987), il carattere e la dimensione del testo. Certamente la comprensione del testo comporta la decodifica e la comprensione linguistica. Se non vi è comprensione linguistica non potrà mai esserci comprensione del testo. Questo significa che affinché si avvii la comprensione del testo scritto devono essere garantite abilità minime in entrambe le componenti (Gough e Tunner, 1986; Hoover e Gough, 1990). Quali processi cognitivi nella comprensione del testo? La ricerca di settore afferma che le funzioni esecutive giocano un ruolo molto importante nella comprensione del testo. Inoltre non dimentichiamo mai di tener presente il concetto di informazione formativa enunciato da Guido Petter. Per questi motivi e al fine di favorire la comprensione del testo è necessario favorire inizialmente il collegamento con conoscenze già acquisite, il bisogno di possedere una specifica informazione, la forte motivazione e la struttura cognitiva forte e chiara. Occorre suddividere poi il testo in diverse parti: una parte iniziale, una parte centrale e una parte conclusiva. Solo successivamente si potrà creare una mappa concettuale con la rappresentazione grafica dei personaggi principali, del luogo in cui si svolge la vicenda e dei fatti e delle conclusione a cui giunge la storia.